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The ConsciousLibrary

Capítulo 136 de 202

CXXXII

CXXXII. — A Monna Giovanna[1] e altre figliole in Siena.

Dio non chiede orazioni di molte parole, ma d’opere in carità. Preghisi per gli offensori come per amici che ci danno guadagno. Vincendo le voglie smodate che son freni importuni, l’anima corre nel bene libera. La crociata. La regina di Cipro.

Al nome di Gesù Cristo crocifisso e di Maria dolce.

Dilettissime e carissime figliuole in Cristo dolce Gesù. Io Catarina, serva e schiava de’ servi di Gesù Cristo, e madre vostra in Cristo, scrivo a voi [p. 299 modifica]e confortovi nel prezioso sangue del figliuolo di Dio; il quale fu Agnello mansueto e immacolato e svenato, non per forza di chiodi o di lancia, ma per forza d’amore e smisurata carità la quale aveva e ha alla creatura. Oh carità ineffabile dello Dio nostro! Tu m’hai insegnato, dolcissimo Amore, e hàmmi mostrato non con sole parole (perché tu dici che non ti diletti di molte parole), ma con l’operazioni, delle quali tu dici che ti diletti, le quali tu richiedi a’ servi tuoi. E che m’hai tu insegnato, Carità increata? m’hai insegnato che io, come agnello, pazientemente sostenga non solamente le parole aspre, ma eziandio le percosse dure e aspre,[2] le ingiurie e danni. E con questo vuoli ch’io sia innocente e immacolata, cioè senza nocimento a neuno de’ prossimi e fratelli miei; non solamente a quelli che non ci perseguitano, ma a coloro che ci fanno ingiuria: e vuoli che per loro preghiamo come per speciali amici che ci danno buono e grande guadagno. E non solo nelle ingiurie e danni temporali vuoli che noi siamo pazienti e mansueti, ma generalmente in ogni cosa la quale sia centra la mia volontà: come tu non volevi che in veruna cosa fusse fatta la tua volontà, ma quella del Padre tuo. Come adunque leveremo il capo centra la bontà di Dio, volendo che s’adempiano le perverse nostre volontadi? e non vorremo che fusse adempiuta la volontà di Dio?

O dolcissimo amore Gesù, fa’ che sempre s’adempia in noi la volontà tua, come sempre si fa in [p. 300 modifica]cielo dagli Angeli[3] e Santi tuoi. Questa è, dilettissime mie figliuole in Cristo, quella mansuetudine la quale vuole il nostro dolce Salvatore trovare in noi; cioè che noi con cuore tutto pacifico e tranquillo siamo contenti d’ogni cosa ch’egli dispone e adopera inverso di noi e non vogliamo né luogo né tempo a nostro modo, ma solamente a suo. E allora l’anima così spogliata d’ogni suo volere, e vestita della volontà di Dio, è molto piacevole a Dio. La quale, come cavallo sfrenato,[4] corre di grazia in grazia velocissimamente, e di virtù in virtù; che non ha neuno freno che la tenga, che non possa correre, perocché ha tagliato da sé ogni disordinato appetito e desiderio di propria volontà, i quali sono freni e legami che non lassano correre l’anime degli spirituali.

I fatti del passaggio continuamente vanno di bene in meglio; e l’onore di Dio ogni dì cresce più. Crescete continuamente in virtù, e fornite la navicella dell’anime vostre; perocché il tempo nostro s’approssima. Confortate e benedicete Francesca da parte di Gesù Cristo e da mia: e ditegli che sia sollecita sì che io la trovi cresciuta in virtù [p. 301 modifica]d’io tornerò. Benedite e confortate tutti i miei figliuoli in Cristo. Ora a questi dì è venuto l’ambasciatore della regina di Cipri[5] e parlommi. Esso va al santo Padre Cristo in terra a sollecitarlo de’ fatti del santo passaggio. E ancora il santo Padre ha mandato a Genova a sollecitare loro[6] di questo stesso.

Il nostro dolce Salvatore vi doni la sua eterna benedizione. Permanete nella santa e dolce dilezione di Dio. Gesù dolce, Gesù amore.

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CXXXII · Cartas (Epistolario) — Catalina de Siena · The Conscious Library