Capítulo 71 de 202
LXVII
LXVII. - Al Convento de’ Monaci di Passignano di Vall Ombrosa.[1]
Da superbia nasce impurità: obbedienza e umiltà si generano a vicenda. La continenza è delle altre virtù figlia anziché madre. Lodi affettuose della orazione. Se il religioso non è migliore del laico, è bruto più che uomo. Siano fiori. E si rinnovellino nell’anima, ritornando novizi giovani, per rifarsi.
Al nome di Gesù Cristo crocifisso e di Maria dolce.
Carissimi fratelli e figliuoli in Cristo dolce Gesù. Io Caterina, schiava e serva [2] de’ servi di Gesù Cristo, scrivo a voi nel prezioso sangue suo; con desiderio di vedervi fiori odoriferi piantati nel giardino della [p. 307 modifica]santa religione, e non fiori puzzolenti. Sappiate, figliuoli carissimi, che il religioso che non vive secondo la santa religione, con costumi religiosi, ma lascivamente e con appetito disordinato, con impazienzia, portando impazientemente le fadighe dell’Ordine, o con disordinata allegrezza nei diletti e piaceri del mondo, con superbia e vanità (della quale superbia e vanità nasce la disonestà [3] e di mente e di corpo), con desiderare l’onore e lo stato e le ricchezze del mondo (le quali sono la morte dell’anima, vergogna e confusione de’ religiosi); questo cotale è fiore puzzolente, e gitta puzzo a Dio e agii Angeli,[4] e nel cospetto degli uomini. Costui è degno di confusione: egli conduce se medesimo in morte eternale. Desiderando le ricchezze, impoverisce; volendo onore, si vitupera; volendo diletto sensitivo e amare sé senza Dio, egli s’odia; volendosi saziare di diletti e piaceri del mondo, egli rimane affamato, e di fame si muore. Perocché tutte le cose create, e’ diletti e piaceri del mondo non possono saziare l’anima; però che queste cose create sono fatte per la creatura ragionevole, e la creatura è fatta per Dio; sicché le cose create sensibili non possono saziare l’uomo, perocché sono minori dell’uomo; ma solo Dio é colui che è Creatore e Fattore di tutte le cose create, e colui che può saziare. Sicché vedete bene, ch’e’ si muore di fame.
Ma non fanno così i fiorì odorìferi, ciò [5] sono [p. 308 modifica]i veri religiosi, osservatori dell’ordine, e non trapassatori; perocché innanzi eleggono la morte, che trapassarlo mai. Spezialmente nel voto che fa nella professione, quando promette obedienza, povertà volontaria e continenzia di mente e di corpo. Dico, che i veri religiosi, i quali [6] voi, figliuoli, dovete essere, e che osservano l’Ordine suo, gimmai non vogliono trapassare l’obedienza dell’Ordine e del prelato; [7] ma sempre vogliono obbedire: e non investigano la volontà di chi la comanda; ma semplicemente obbediscono. E questa è il vero segno della vera umiltà; perocché l’umiltà è sempre obbediente, e l’obbediente é sempre umile. L’obbediente é sempre umile, perchè ha tolto da sé la perversa volontà, la quale fa l’uomo superbo: l’umile é obbediente, perchè per amore ha rinunziato alla propria volontà, e annegatala, e tolto il giogo suo sopra di sé; cioè, che la rebellione della parte sensitiva. che vuole ribellare al suo creatore, col giogo della sua volontà, e’ rompe: [8] cioè, che volontariamente ha sottomesso sé alla volontà di Dio, e al giogo della santa obedienza. Sicché lo umile ha spregiata la ricchezza, onde la propria volontà trae la superbia; e appetisce la vera [9] e santa povertà. Perocché vede che la [p. 309 modifica]povertà volontaria del mondo [10] arrichisce l'aunima, e traila dalla servitudine; fallo benigno e mansueto, e tollegli la vana fede della [11] speranza delle cose transitorie, e dagli fede viva e speranza vera. Spera nel suo Creatore per Cristo crocifisso e non per sé: porta ogni cosa. Vede bene, ch’egli è maledetto colui che si confida nell’uomo; e però pone la sua speranza e fede in Dio e nelle vere e reali virtù. Perocché la virtù è ricchezza dell’anime, onore, gaudio, riposo e perfetta consolazione.[12]E però cerca il vero religioso di fornire la casa [13] dell’anima sua; e giusta il suo potere spregia ciò ch’è contrario alla virtù, ed ama tutto quello che ve ’l [14] fa venire. E però è tanto amatore delle pene, delle ingiurie, scherni e villanie; perocché vede bene che questa è quella cosa che prova l’uomo, e fallo venire a virtù. Così dunque vedete che per amore della vera ricchezza spregia la vana ricchezza, e cerca povertà, e fassela sposa [15] per amore di Cristo crocifisso, che tutta la vita sua non fu altro che povertà. Nascendo, vivendo e morendo, non ebbe luogo dove riposare il capo suo. Conciosiacosa che fusse Dio, somma ed eterna ricchezza; nondimeno, come regola nostra, elesse ed amò la [p. 310 modifica]povertà, per insegnare a noi ignoranti miserabili.
A mano a mano seguita l’altro della vera continenzia; perocché colui ch’è umile e obbediente, e ha spregiato la ricchezza e il mondo con tutte le delizie sue, è fatto amatore della povertà e della viltà, e dilettasi della conversazione della cella, e della santa orazione; è fatto subito continente: che, non tanto che egli s’involla nel loto della carnalità attualmente, ma il pensiero gli verrà a tedio [16] e correggerà se medesimo; e fugge tutte le cagioni e le vie[17] le quali gli potessero tollero la ricchezza della continenzia e della purità del cuore, e strigne e ama[18] quello che gli conserva. E perocché vede che la conversazione de’ cattivi e dissoluti gli è molto nociva, e la conversazione e amistà delle femmine; però le fugge come serpenti velenosi.
Piglia, e studiasi di pigliare, la conversazione della santissima croce; e con tutti quelli servi di Dio che sono amatori di Cristo crocifisso. Della vigilia e della orazione non se ne sazia nè stanca[19] mai, perocché vede ch’eli’ é quella madre che ci dona il latte della divina dolcezza, e notrica al petto suo i figliuoli della virtù: e per tanto se ne diletta. Ella fa unire l’anima con Dio, ella l’adorna di purità; e donagli perfetta sapienza di vero cognoscimento di sé, e della bontà di Dio in sé. E brevemente, carissimi figliuoli, tutti i tesori e i diletti che può avere un’anima in questa vita, truova nella santissima [p. 311 modifica]orazione.
Or questi cotali sono fiori odoriferi, che gittano odore nel cospetto di Dio, nella natura [20] angelica e dinanzi agli uomini. E però io vi prego per timore di Cristo crocifisso, che se per infino al dì d’oggi fuste stati il contrario, che voi vi poniate fine e termine. Fate ragione d’essere novizi, che testò di nuovo con grande reverenza entraste a operare la santa religione. Poiché Dio v’ha fatti degni d’essere nello stato angelico, non vogliate ponervi a stato umano: perocché nello stato umano stanno i secolari, che sono chiamati allo stato comune; ma voi sete nello stato perfetto. E non essendo perfetti, non sareste in stato umano, ma peggio che in stato d’animali bruti. Orsù, figliuoli, bagnatevi nel sangue di Cristo crocifisso, il quale fortificherà l’anima, e torravvi ogni debilezza. [21] Conversate in cella; dilettatevi del coro; siate obbedienti; e fuggite la conversazione: studiate all’orazione e alla vigilia.
Altro non dico. Permanete nella santa e dolce dilezione di Dio. Gesù dolce, Gesù amore.
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