Capítulo 182 de 202
CLXXVIII
CLXXVIII. — A Neri di Landoccio.
Le verità consolanti rivelate dalla Redenzione, ce le conferma la storia del mondo, e di ciascun’anima umana. La luce amorosa del vero fa crescere l’anima, ma l’anima può far crescere gli effetti di lei. Altro è umiltà vereconda e affettuosa, altro confusione superba e disamorata che dispera delle misericordie di Dio. Raccomanda a Neri speranza con ragioni molte, potentemente condensate in poche parole, sì che non si può compendiarle né illustrarle; tanto son luce esse stesse.
Al nome di Gesù Cristo crocifisso e di Maria dolce.
Carissimo figliuolo in Cristo dolce Gesù. Io Catarina, serva e schiava de’ servi di Gesù Cristo, scrivo a te nel prezioso sangue suo; con desiderio di vederti con vero lume^ acciocché col lume cognosca la verità, del tuo Creatore. La verità sua è questa: che egli ci creò per darci vita eterna; ma per la ribellione che fece l’uomo a Dio, non si compiva questa verità; e però discese alla maggior bassezza che discendere potesse, cioè quando vestì [1] la deità della nostra umanità. E cosi vediamo con questo glorioso lume, Dio esser fatto uomo; e questo ha fatto per compiere la verità sua in noi: e col [p. 118 modifica]sangue dell’amoroso Verbo ci l’ha bene manifestato, in tanto che quello che per fede tenevamo[2], ci è certificato col prezzo d’esso sangue. E non può la creatura che ha in se ragione, negare che quello non sia così.
Adunque io voglio che la tua confusione si consumi e venga meno nella speranza del sangue e nel fuoco della inestimabile Carità di Dio, e rimanga solo il vero cognoscimento di te; col quale cognoscimento ti umilierai, e crescerai, e notricherai [3] il lume. E non è egli più atto a perdonare che non a peccare? E non è egli nostro medico, e noi gl’infermi? Portatore[4] delle iniquità? E non ha egli per peggio la confusione della mente, che tutti gli altri difetti? Sì bene. Adunque carissimo figliuolo, apri l’occhio dell’intelletto tuo col lume della santissima fede e ragguarda quanto tu sei amato da Dio. E per ragguardare l’amor suo, e la ignoranzia e [p. 119 modifica]freddezza[5] del cuore tuo, non entrare in confusione; ma cresca il fuoco del santo desiderio con vero cognoscimento, e umiltà, come detto è. E quanto più vedi te non corrispondere a tanti beneficii, quanti t’ha fatti e fa il Creatore, più ti umilia, e dl’ con un proponimento santo: «quello che io non ho fatto oggi, e io il farò ora»[6]. Sai che la confusione si |corda in tutto della dottrina che sempre t’è stata data. Ella è una lebbra che dissecca l'anima e ’l corpo e tienla in continua afflizione, e lega le braccia del santo desiderio, e non lassa adoperare quello che vorrebbe; e fa l’anima incomportabile a sé medesima con la mente disposta a battaglie, e diverse fantasie; tollete il lume sopranaturale, e offuscale il lume naturale. E così giugne a molta infedelità, perchè non cognosce la verità di Dio, con[7] la quale egli I’ ha creata: cioè in verità la creò per darle vita eterna. Adunque con fede viva, col desiderio santo, e con speranza[8] ferma nel sangue, sia sconfitto il dimenio della confusione.
Altro non dico. Permani nella santa e dolce dilezione di Dio. Prego lui che ti doni la sua dolce benedizione. Gesù dolce, Gesù amore.
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