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The ConsciousLibrary

Capítulo 134 de 202

CXXX

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CXXX. - A Ipolito degli libertini di Firenze.[1]

Per tenerezza della figliuola, e sotto colore di questa per attacco alle cure domestiche, non indugi darsi alla religione, ma prima alloghi la fanciulla, e tal cura non lasci ad altri. Scelga qual ordine vuole, ma aiuti del suo i Certosini di Gorgona, necessitosi. Sapiente consiglio, del non si distaccare, anello per anello, dalle cure minute del mondo; ma risolversi con la franchezza che attesta la libertà e la aspirazione dell’anima. Non si libera l’uomo dal male se nell’altezza del bene non vola franco.

Al nome di Gesù Cristo crocifisso e di Maria dolce.

Carissimo fratello in Cristo dolce Gesù. Io Catarina, serva e schiava de’ servi di Gesù Cristo, scrivo a voi nel prezioso sangue suo; con desiderio di [p. 291 modifica]vedervi col cuore virile, spogliato d’ogni passione e tenerezza sensitiva: la quale tenerezza che procede dall’amor proprio, è inapedinaento d’ogni santo desiderio, e operatore[2] d’ogni male. Colui che ama sé, sta entro una tiepidezza di cuore. Da l’uno lato il chiama Dio, facendogli vedere il poco tempo che ci ha a vivere, e la miseria e fragilità del mondo, e la poca fermezza e stabilità sua; e che ogni diletto minimo e sollecitudine[3] che l’uomo piglia disordinatamente fuori di Dio, è punito miserabilmente. Viengli in odio e dispiacimento il mondo, e volentieri se ne vuol levare; vedendo che chi lassa il mondo, possiede il mondo, cioè, chi si fa beffe dello stato, pompe e delizie sue; vedendo che ognuno è rimunerato, e saragli poi renduto per uno cento. Dispensi allora in sé medesimo al tutto abbandonarlo. Ma se l'amore proprio anco vivesse nell’anima, questo desiderio intepidisce; e con una cotale tenerezza di sé si va pure attaccando, pigliando indugio di tempo. Non si dee fare così; ma uccidere ogni amor proprio, considerando in sé medesimo che non è sicuro d’avere il tempo. Che se noi ne fussimo sicuri, sarebbe da dire: «io mi porrò a «sciogliere questo legame del mondo; e quando io «sarò sciolto, n’andrò a legarmi con Cristo croci«fisso col mezzo del giogo della sua obedienzia». Carissimo fratello, poiché[4] sete sicuro d’avere il tempo, gettate a terra ogni amore proprio e tenerezza sensitiva; e non vi ponete a sciogliere, ma a tagliare. Recatevi nella mano del libero arbitrio un [p. 292 modifica]coltello che abbia due tagli, cioè d’odio e d’amore: amore della virtù, e odio e dispiacimento del vizio e del mondo e della propria sensualità. A questo modo dimostrerete che siate uomo virile, e non tiepido né negligente.

Rispondete, ripondete a Dio che vi chiama per sante e buone ispirazioni; e havvi il luogo apparecchiato, santo e divoto, separato al tutto dal secolo: con un padre, cioè il Priore di Gorgona, [5] che è drittamente un angelo, specchio di virtù, con una buona e santa famiglia. Non fate resistenzia alla divina grazia, che con tanta benignità vi domanda di volere abitare nel cuore e nell’affetto vostro. Secondo che io intesi per la lettera che mi mandasti, parmi che abbiate buona e santa intenzione: ma troppo la pigliate a lunga, domandando due anni. E questo fa il dimonio, perchè gl’incresce del vostro bene, ponendovi innanzi d’avere necessità,[6] per impedire la pace e la quiete vostra. Molto mi parrebbe che facesti bene, il. più tosto che si potesse, allogare la fanciulla vostra e levarvi quel peso dal collo; poi degli altri fatti, spacciatamente determinargli.[7] Potreste, le altre faccende che avete a fare, lassarle fare a quel mezzo[8] che vedesti che fusse buono e atto a fadigarsi per l’amore di Dio e per voi; ma quello della fanciulla fate voi medesimo. Prego vi da parte di Cristo crocifisso, che tosto vi spacciate, e non aspettate il tempo, che ’l tempo [p. 293 modifica]non aspetta voi. Viene a voi il Priore di Gorgona: dite a lui pienamente la vostra intenzione; e pigliate una salda, ferma e vera[9] deliberazione. E se cosa è,[10] che voi pigliate [11] d’essere a quel luogo santo e divoto (che sarà la vita dell’anima vostra), per qualunque modo si sia,[12] se voi dispensate la sostanza vostra a’ poveri, datene a quel luogo di Gorgona. Perocché il luogo ha bisogno d’essere acconciato, a volere stare secondo i costumi dell’Ordine di Certosa.

Orsù virilmente! Che io spero nella bontà di Dio che bagnandovi nel sangue di Cristo crocifisso, voi farete questo e ogni altra cosa senza indugio di tempo. Non dico più. Raccomandatemi a Leonardo e Niccolò Sederini;[13] e Monna Antonia e tutta l’altra famiglia benedicete in Cristo dolce Gesù. Permanete nella santa e dolce dilezione di Dio. Gesù dolce, Gesù amore.

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CXXX · Cartas (Epistolario) — Catalina de Siena · The Conscious Library