Capítulo 107 de 202
CIII
CIII. — A Benuccio di Pietro, e Bernardo di Misser Uberto de’ Belforti da Volterra [1]
Si concilino co’ nemici, per aver pace con Dio. Il modo unico dell’amare Dio è l’amare il prossimo. Non e’ è amore senza generosità, nè questa senza umiltà. Il male fatto è ragione del bene da farsi; minaccia di gastighi; che a’ Belforti poi vennero: ma minacciando piega. Invita quegli alteri potenti, vengano a lei, non potendo essa a loro.
Al nome di Gesù Cristo crocifisso e di Maria dolce.
Carissimi figliuoli in Cristo dolce Gesù. Io Catarina, serva e schiava de’ servi di Gesù Cristo, scrivo a voi; con desiderio di vedere il cuore e l’affetto vostro e l’anima[2] vostra pacificata con Cristo crocifisso; perocchè altrimenti non potreste partecipare la divina Grazia. Voi sapete, figlioli miei, che solo il peccato è quello che fa cadere l’uomo nella guerra col suo Creatore. In che modo dunque potremo fare questa pace, poichè siamo caduti nella guerra mortale per le colpe nostre, e condannati siamo alle pene eternali, se pace non ci ha? Io voglio per certo che procacciamo il modo; poichè noi siamo caduti in tanto pericolo e danno dell’anima e del corpo: e modo non ci veggo altro che uno, cioè quello santo modo che tenue Dio verso di noi, quando per il peccato d’Adam tutta l’umana generazione cadde in guerra con Dio. Volendo dunque [p. 161 modifica]la misericordia di Dio fare pace con l’uomo, e della colpa commessa si conveniva pur fare vendetta; mandocci il Verbo dell’unigenito suo Figliuolo, come nostra pace[3] e tramezzatole. E ’l Figliuolo di Dio prese le nostre iniquitadi, e punille sopra il corpo suo, siccome nostra pace e tramezzatore che egli fu. E dove le punisce? In su la dolorosa, penosa e obrobriosa morte della croce. Sicchè vedete che Dio col mezzo del suo Figliuolo ha fatto pace coll’uomo; ed è sì perfetta questa pace e sì compita,[4] che poniamo[5] l’uomo ricaggia in guerra pel suo peccato e defetto,[6] egli ha lassato il sangue; il qual sangue riceviamo nella santa confessione, e ogni dì il possiamo usare, e avere tanto quanto piace a noi. Poi, dunque, che tanto di grazia e misericordia abbiamo ricevuta da Dio, non voglio che siamo ingrati nè cognoscenti; ma voglio che seguitiate le vestigio di Cristo crocifisso; acciocchè voi vi possiate pacificare con lui seguitando le sue vestigio, come detto è: perocchè altrimenti, stareste in continua dannazione. Io ho detto che Dio per mezzo del Figliuolo suo, e il Figliuolo per mezzo del sangue, ci ha tolta la guerra e data la pace: così dice? io a voi, cioè che col mezzo della virtù vi converrà levare la guerra e fuggire l’eterna dannazione: altrimenti, sareste confusi in questa vita e nell’altra. [p. 162 modifica]
Ma io voglio che voi sappiate: ne amare Dio nè virtù si può avere: nell’anima senza il mezzo del prossimo suo. Come? Dicovelo. Io non posso, l’amore ch’io ho al mio creatore, mostrarlo in lui, perchè a Dio non si può fare utilità. Conviene dunque pigliare il mezzo della sua creatura, e alla creatura sovvenire e fare quella utilità che a Dio fare non posso. E però Cristo a san Pietro, dimandandolo: «Pietro, m’ami tu?» Ed egli rispedendo, «si;» Cristo rispose, e disse: «Pasci le pecorelle mie. Dell’amore che tu mi porti, tu non puoi fare a me alcuno bene: fanne dunque bene al prossimo tuo». Sicchè vedete, che col mezzo ci conviene pacificare della grande guerra che abbiamo con Dio. E sopra questo mezzo, acquisterete voi il mezzo della virtù.[7] Io vi dissi che era quello dolce e glorioso mezzo il quale tolle ogni guerra e tenebra dell’anima. Ma tenete a mente: questa virtù s’acquista e truova nell’amore del prossimo suo; amando amici e nemici per Cristo crocifisso. E per esso spegnesi il fuoco dell’ira e dell’odio che l’uomo avesse col fratello suo.
La virtude della carità e dell’umiltà si truova e s’acquista solo in amare il prossimo per Dio; perocchè l’uomo umile e pacifico caccia l’ira e l’odio del cuore suo verso il nemico, e la carità caccerà l’amore proprio di sè, e dilagherà il cuore con una carità fraterna, amando nemici e amici per lo svenato e consumato[8] Agnello, come sè medesi[p. 163 modifica]mo; e davagli una pazienzia contra ogni ingiuria che gli fusse detta o fatta, e una fortezza dolce[9] in sapere portare e sopportare[10] i difetti del prossimo suo. Allora l’anima che sì dolcemente ha acquistata la virtù avendo seguitate le vestigio del suo Salvatore, rivolse tutto l’odio che aveva al prossimo suo, verso sè medesimo, odiando e’ vizi e’ difetti e i peccati che ha commessi contra il suo Creatore, Bontà infinita. E però egli vuole fare vendetta di se, e punirli sopra la parte sensitiva sua: cioè, che come la sensualità e vivere mondano egli[11] appetisce odio e vendetta del prossimo suo; così la ragione ordinata in perfetta e vera carità, vuole fare il contrario, volendo amare e pacificarsi con lui. E così tutti quanti e’ vizi hanno per contrario[12] le virtù. E questa è quella virtù che fa pacificare l’anima con Dio; sicchè con la virtù vendica l’ingiuria che egli ha fatta.
E però vi dissi che desideravo di vedere el cuore e l’affetto vostro pacificato col vostro Creatore. Questa è la vera via: veruna altra ce n’ha. Io dunque, figliuoli miei, avendo desiderio della salute vostra, vorrei che col coltello dell’odio fosse [p. 164 modifica]tolto[13] da voi, e non faceste come gli stolti e matti che col percuotere altrui, percuotono se. Egli è il primo morto. Perocchè colui che sta dell’odio mortale,[14] volendo uccidere il suo nemico, egli s’ha dato prima per lo petto a sè; perocchè la punta dell’odio gli è fitta per lo cuore, il qual ha morto a Grazia. Non più dunque guerra, per l’amore di Cristo crocifisso. E non vogliate, tenere in tormento l’anima e il corpo. Abbiate timore del divino giudizio, il quale è sempre sopra di voi.
Non voglio dire più di questo: e dell’altre materie che s’appartengono alla salute vostra vi dirò a bocca. Ma ora vi prego e vi costringo, da parte di Cristo crocifisso, di due cose; l’una è, che io voglio che voi facciate pace con Dio, e co’ nemici vostri; perchè altrimenti non la potresti fare con la prima dolce Verità, se. prima non la faceste col prossimo vostro. L’altra si è, che non vi sia fatica a venire un poco infino a me il più tosto che voi potete. Se non[15] che a me è tanto malagevole il venire, io verrei a voi. Altro non dico. Permanete nella santa e dolce dilezione di Dio. Gesù dolce, Gesù amore.
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