Capítulo 106 de 202
CII
CII. — A Frate Raimondo da Capua dell’Ordine de’ Predicatori.
Conoscimento del vero nel vero. Inno al sangue.
Al nome di Gesù Cristo crocifisso e di Maria dolce.
Carissimo Padre in Cristo dolce Gesù. Io Catarina, serva e schiava de’ servi di Gesù Cristo, scrivo a voi nel prezioso sangue suo; con desiderio di vedervi sposo vero della Verità e seguitatore e amatore d’essa Verità. Ma non veggo il modo che potiamo gustare e abitare con questa Verità se noi non cognosciamo noi medesimi. Perocchè nel cognoscimento di noi, in verità cognosciamo, noi non essere, ma troviamo l’esser nostro da Dio, vedendo che egli ci ha creati alla immagino e similitudine sua. E nel cognoscimento di noi troviamo ancora la recreazione che Dio ci fece, recreandoci [p. 156 modifica]a Grazia nel sangue dell’unigenito suo Figliuolo; il quale sangue ci manifesta la verità di Dio Padre. La verità sua fu questa; che egli ci creò per gloria e loda del nome suo, e perchè noi participiamo l’eterna bellezza sua, perchè fussimo santificati in lui. Chi cel dimostra, che questo sia la verità? il sangue dello immacolato Agnello.
Dove troviamo questo sangue? nel cognoscimeuto di noi. Noi fummo quella terra dove fu fatto il gonfalone della croce: noi stemmo come vasello[1] a ricevere il sangue dell’Agnello, che correva giù per la croce. Perchè fummo noi quella terra? perchè la terra non era sufficiente a tenere ritta la croce; anco, averebbe rifiutata tanta ingiustizia; nè chiovo era sufficiente a tenerlo confitto e chiavellato, se l’amore ineffabile che Egli aveva alla salute nostra non l’avesse tenuto. Sicchè dunque l’affocata carità verso l’onore del Padre e la salute nostra, il tenne. Adunque fummo noi quella terra che tènnemo ritta la croce, e siamo il vaso che ricevemmo il sangue. Chi cognoscerà e sarà sposo di questa Verità, troverà nel sangue la Grazia, la ricchezza e la vita della grazia: e troverà ricoperta la nudità sua, e vestito[2] del vestimento nuziale del fuoco della carità, intriso e impastato sangue e fuoco, il quale per amore fu sparto e unito con la Deità, Nel sangue si pascerà e notricherà di misericordia; nel sangue dissolve la tenebra e gustala luce; pe[p. 157 modifica]rocche nel sangue perde la nuvola dell’amore proprio sensitivo, e il timore servile che dà pena: e riceve timore santo e sicurtà del divino amore, il quale ha trovato nel sangue. Ma chi non sarà trovato amatore della Verità, non la cognoscerà nel cognoscimento di sè e del sangue.[3] Che[4] egli vada schiettamente e senza frasche o novelle o timore servile; e senta il lume della fede viva, non solamente in parole, ma che basti d’ogni tempo, cioè nell’avversità come nella prosperità, e nel tempo della persecuzione come nel tempo della consolazione; e per neuna cosa diminuisca la fede, e il lume suo. Perocchè la Verità ha fatto cognoscere nella Verità, e non tanto per gusto, ma per prova.[5] Dico, che se questo lume e questa Verità non sarà trovata nell’anima, non sarà però, che non sia vasello che abbia ricevuto il sangue; ma per suo giudicio e sua confusione,[6] in tenebre e dinudato del vestimento della Grazia, riceverà giustizia, non per difetto del sangue, ma perchè esso spregiò il sangue, e, come accecato del proprio amore, non vide nè cognobbe la Verità nel sangue: onde egli l’ha ricevuto in [p. 158 modifica]ruina; e con grande amaritudine è privato dell’allegrezza del sangue e della dolcezza e del frutto del sangue, perchè esso non conobbe se nè il sangue in sè, e però non fu sposo fedele della Verità. Adunque v’è bisogno di coguoscere la Verità, a volere essere sposo della Verità. Dove? Nella casa del cognoscimento di voi medesimo, cognoscendo, l’essere vostro avere da Dio per grazia, e non per debito. E in voi cognoscere la recreazione che v’ha data, cioè, d’essere recreato a Grazia nel sangue dell’Agnello, e ine bagnarvi, e annegare e uccidere la propria volontà. In altro modo, non sareste sposo fedele della Verità, ma infedele. E però io dissi che io desideravo di vedervi sposo vero della Verità. Annegatevi dunque nel sangue di Cristo crocifisso, e bagnatevi nel sangue, e inebriatevi del sangue, e saziatevi del sangue, e vestitevi di sangue. E se fusto fatto infedele, ribattezzatevi nel sangue; se il dimonio v’avesse offuscato l’occhio dell’intelletto, lavatevi l’occhio col sangue: se fuste caduto nella ingratitudine de’ doni non cognosciuti,[7] siate grato nel sangue; se fuste pastore vile e senza la verga della giustizia, condita con prudenzia e misericordia, traetela dal sangue; e coli’ occhio dell’intelletto vederla dentro nel sangue, e con la mano dell’amore pigliarla, e con ansietato desiderio strignerla. Nel caldo del sangue dissolvete la tepidezza; e nel lume del sangue caggia la tenebra; acciocchè siate sposo della Verità e pastore vero e governatore delle pecorelle che vi sono messe tra le mani, e amatore della cella dell’anima e del corpo, quanto v’è possibile nello stato vostro. Se starete nel sangue, il [p. 159 modifica]farete; e se no, no. E però vi prego per amore di Cristo crocifisso, che voi il facciate. E spogliatevi d’ogni creatura (e io sia la prima); e vestitevi per affetto d’amore di Dio, e ogni creatura per Dio; cioè d’amarne assai, e conversarne pochi, se non in quanto si vede adoperare la salute dell’anime. E così farò io, quanto Dio mi darà la Grazia. E di nuovo mi voglio vestire di sangue, e spogliarmi ogni vestimento ch’io avessi avuto per fine a qui. Io voglio sangue; e nel sangue satisfò e satisfarò all’anima mia. Ero ingannata quando la cercavo[8] nelle creature. Sicchè io voglio nel tempo della sollicitudine accompagnarmi[9] nel sangue; e così troverò il sangue e le creature; e berrò l’affetto e l’amore loro nel sangue. E così nel tempo della guerra gusterò la pace, e nell’amaritudine la dolcezza; e nell’essere privata delle creature, e della tenerezza[10] del padre, troverò il Creatore ed il sommo ed eterno Padre. Bagnatevi nel sangue e godete, che io godo per odio santo di me medesima. Altro non vi dico. Permanete nella santa e dolce dilezione di Dio. Gesù dolce, Gesù amore.
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