Chapter 61 of 202
LVII
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LVII — A Misser Metteo, Rettore della Casa della Misericordia in Siena.
Renda a Dio lode giovando al prossimo con esempi, insegnamenti, preghiere. Gusti la gioia del giovargli soffrendo per essi.
Al nome di Gesù Cristo crocifisso e di Maria dolce.
Carissimo figliuolo in Cristo dolce Gesù. Io Catarina, serva e schiava de’ servi di Gesù Cristo, scrivo a voi nel prezioso sangue suo; con desiderio di vedervi specchio di virtù, acciocché in verità rendiate gloria e loda al noine di Dio, e acciocché facciate utilità prima a voi medesimo,[1] poi al prossimo vostro, e sì con esempio di santa e onesta vita e con la dottrina della parola, e sì con umili e continue e fedeli orazioni.[2] Pensate che questo é il [p. 264 modifica]debito che Dio ci richiede da noi: [3] non vuole altro che ’l fiore della gloria e loda al nome suo; e nostro vuole che sia il frutto e [4] l’utilità. Adunque virilmente rispondiamo a tanto amore: e perchè a Lui non potiamo fare alcuna utilità, voltianci sopra quello che vediamo ch’Egli molto ama, cioè il prossimo nostro. Qui si ponga ogni nostra soUicitudine; e altro non cerchiamo che di mangiare anime per onore di Dio. E dove andremo per mangiare questo dolce cibo? alla mensa della santissima croce, dilettandoci di sostenere pene e tormenti, ingiurie e scherni e rimproveri, per poter mangiare questo glorioso cibo. Ma non vedo che ’1 potessimo, pigliare se prima in noi non acquistassimo le vere reali virtù. E però vi dissi ch’io desideravo di vedervi specchio di virtù; e così vi prego che v’ingegniate d’essere.
Non dico più qui.
Mandovj un privilegio con bolla papale, d’indulgenzie che io ho accattate a settanta e sette persone...<ref>Manca. Accattare in questo senso è uso del tempo; e comprende il chiedere e il ricevere, il cercare e il trovare; giacché captare è affine a capire, accipere ed acceptare. E da Gregorio e da Urbano ebbe e per si e pe’ suoi Caterina indulgenze. Questo Breve, che dev’essere di Greferio, il Burlamacchi non trovò nell’Archivio della Misericordia; sibbene un altro nel quale Urbano (il second’anno del suo papato, e però forse a richiesta di Caterina) ordina all’abate di Sant’Antimo e all’abate di San Michele di Siena, che aiutino questo Matteo a ricuperare certi beni di quello spedale.<ref Permanete nella santa e dolce dilezione di Dio. Gesù dolce. Gesù amore.
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