Capítulo 197 de 202
CXCIII
CXCIII. — A Misser Lorenzo del Pino da Bologna, dottore in Decretali.[1]
(Fatta in astrazione).
All’uomo di legge parla di verità: riprende i legulei che si fanno soprappagare le parole, che rubano, crudeli a sé più che ai poveri: i legulei porci d’incontinenza; perchè l’incontinenza della parola ne trae altre seco: e perchè la sensualità è una specie di bugia, fondandosi in illusioni turpi. L’uomo corrotto, per non credere al vero crede al falso; quel ch’e’ tiene con disordinato amore è condotto a perdere con dolore; si fa incomportabile a sé; corrompe i beni d’ogni stato. In ogni stato può farsi del bene, e nel matrimonio e nella ricchezza; purché se n’usi con lume di ragione e larghezza di cuore; astenendosene con l'anima nell’usarne in atto.
Al nome di Gesù Cristo crocifisso e di Maria dolce.
Carissimo fratello e figliuolo in Cristo dolce Gesù. Io Catarina, serva e schiava de’ servi di Gesù Cristo, scrivo a voi nel prezioso sangue suo con desiderio di vedervi amatore e seguitatore della verità e spregiatore della bugia. Ma questa verità non si può avere né amare s’ella non si cognosce. Chi[2] è Verità? Dio è somma ed eterna Verità. In cui la cognosceremo? In Cristo dolce Gesù; perocché col sangue suo ci manifesta la verità del Padre eterno. La verità sua é questa,, verso di noi: che egli ci creò alla imagine e similitudine sua per darci vita eterna, e partecipassimo e godessimo del bene suo. Ma per la colpa dell’uomo questa verità non s’adem[p. 181 modifica]piva in lui; e però Dio ci donò il Verbo del suo Figliuolo; e imposegii questa obedienzia, che dovesse restituire l’uomo a Grazia con molto sostenere, purgando la colpa dell’uomo sopra di se e nel sangue suo manifestasse la sua verità. Onde per l’amore ineffab.le che l’uomo trova mostrarsi a sé da Dio, con questo mezzo del sangue di Cristo cognosce, che non cerca ne vuole altro che la nostra santificazione^ E per questo fine fummo creati; e ciò che Dio dà e permette a noi in questa vita, dà, perchè siamo santificati in lui. Questa verità, chi la cognosce, non se ne scorda, ma sempre la seguita e ama, tenendo per le vestigie di Cristo crocifisso. E siccome questo dolce e amoroso Verbo, a nostro esempio e dottrina, spregiò il mondo e tutte le delizie, e volle sostenere fame e sete, obbrobrii e rimproverii infino all’obbrobriosa morte della croce per onore del Padre e salute nostra; così queste vie e vestigie seguita colui ch’è amatore della verità, la quale cognobbe col lume della santissima fede. Perocché senza questo lume non si potrebbe cognoscere; ma, avendolo, la cognosce; e cognoscendola l’ama, e diventa amatore di ciò che Dio ama, e odia ciò che Dio odia.
Questa differenzia è tra colui che ama la verità, e colui che l’odia. Colui che odia la verità, è quello che giace nella tenebra del peccato mortale. Questo odia [3] quello che Dio ama, e ama quello che Dio odia. Dio odia il peccato e ’l disordinato diletto e piacere del mondo; e egli l’ama, nutricandosi nella miseria del mondo; e in ogni stato si corrompe. Onde, s’egli ha offizio per lo quale egli abbia a ministrare alcuna cosa al prossimo suo, egli noi ser[p. 182 modifica]ve se non in quanto se ne vede trarre utilità, e più no; ed è fatto amatore di sé medesimo. Cristo benedetto die la vita per noi, ed egli non vuole dare una parola in servizio del prossimo [4] che non si vegga pagato e soprappagato. E se egli è poverello che non possa pagare, egli il fa stentare prima che gli dica la verità; e spesse volte non gliela dice; ma fassi bèffe di lui: e dove egli ebbe esser pietoso e padre de’ poveri, ed egli è fatto crudele all’anima sua, perchè offende li poverelli. Ma il misero uomo non vede che il sommo Giudice non gli renderà altro che quello che riceve da lui; perocché giustamente ogni peccato è punito, e ogni bene è remunerato. Cristo abbracciò la povertà volontaria, e fu amatore della continenzia; e il misero uomo il quale è fatto seguitatore e amatore della bugia, fa tutto il contrario; però che non tanto che egli stia contento a quello ch’egli ha, o ch’egli rifiuti per amore della virtù, ma egli invola l’altrui. E non che egli stia contento allo stato del matrimonio nel quale, se l’osserva come die, può stare con buona coscienzia; ma egli come disordinato e animale bruto s’involle in ogni miseria, e come il porco si involle nel loto^ così fa egli nel loto dell’immondizia.
Ma noi potremmo dire: «Come farò io, che ho le ricchezze e sono nello stato del matrimonio, se queste cose sono dannazione dell’anima mia? «carissimo fratello, in ogni stato che è l’uomo, può salvare l’anima sua e ricevere in sé la vita della Grazia; ma non mentre che egli sta in colpa di peccato mortale. Però che ogni stato è piacevole [p. 183 modifica]a Dio; e non è accettatore degli stati, ma del santo desiderio. Onde noi le possiamo tenere quando si tengono con ordinata volontà; perocché ciò che Dio ha fatto, è buono e perfetto eccetto il peccato, che non è fatto da lui, e però non è degno d’amore. Le ricchezze e lo stato del mondo, se l’uomo le vuol tenere, il può; e non offende Dio né l’anima sua; ma se egli le lassasse, sarebbe maggior perfezione, però che maggior perfezione è a lassare che a tenere. Ma s’egli non vuole lassare attualmente, debbe lassare e rifiutare col santo desiderio, e non ponere in loro il suo principale affetto, ma solo in Dio; e tenerle per uso a’ suoi bisogni e della sua famiglia e come cosa prestata, e non come cosa sua. Facendo così non riceve pena mai d’alcuna cosa creata; perocché la cosa che non si possiede per amore, non si perde mai con dolore. Onde vediamo che i servi del mondo, amatori della bugia portano nella vita loro grandissime pene, e infine all’ultimo crociati tormenti. Chi n’é cagione? Il disordinato amore che ha a.«è e alle cose create, amandole fuore di Dio. Perocché la divina Bontà ha permesso che ogni disordinato affetto sia incomportabile a sé medesimo.
Questo cotale sempre crede la bugia perocché in lui non è cognoscimento di verità. E credesi di tenere il mondo è starsi in delizie, farsi Dio del corpo suo, e delle altre cose ch’egli ama disordinatamente, uno Dio; ed e’ gli conviene lassare. Onde noi vediamo, che egli le lassa morendo, o Dio permette che elle ci siano levate dinanzi. E tutto dì il vediamo; però che testé è l’uomo ricco, e testé povero; oggi é salito nello stato del mondo, è domane è disceso; ora sano, e ora infermo. E così ogni cosa è inutabile. E sonci levate [p. 184 modifica]dinanzi quando ce le crediamo bene stringere; o noi siamo tolti a loro col mezzo della morte.
Sicché vedete che ogni cosa passa. Onde, vedendo che elle passano, si debbono possedere con modo e lume di ragione, amandole con quel modo che si debbono amare. E così tenendole, non le terrà con tenimento di colpa, ma[5] con grazia; e con larghezza di cuore, e non con avarizia; con pietà de’ poveri, e non con crudeltà; con umiltà e non con superbia; con gratitudine e non con ingratitudine; e ricognosceralle dal suo Creatore, e non da se. E con questo medesimo amore ordinato amerà e’ figliuoli, e gli amici e i parenti, e ogni altra creatura che ha in se ragione. E terrà lo stato del matrimonio, ordinato, ma’ ordinato sì come Sacramento; e’ averà in reverenzia e’ dì che sono comandati dalla santa Chiesa. Sarà, e viverà [6], come uomo, e non come animale: e non essendo continente [7] sarà continente, e ordinerà la volontà sua. Questi sarà un arbore fruttifero, che producerà e’ frutti della virtù; e sarà odorifero, perchè stando nella puzza, getterà odore: e il seme che uscirà di lui sarà buono e virtuoso.
Sicché vedete che in ogni stato potete avere Dio; perocché lo stato non è quello che cel tolle, ma solo la mala volontà. La quale volontà essendo posta in amore della bugia, é disordinata: e con essa volontà corrompe ogni sua operazione. Ma s’egli ama la verità, seguita le vestigie della verità: onde odia quello che odia la verità, e ama quello [p. 185 modifica]ama la verità: e allora è buona e perfetta ogni sua operazione. In altro modo non gli sarebbe possibile di partecipare la vita della Grazia: né alcuna sua operazione farebbe frutto di vita.
Onde non cognoscendo io altra via, dissi che desideravo di vedervi amatore e seguitatore della verità, e spregiatore della bugia: cioè, che odiate il dimonio padre delle bugie [8], e la propria sensualità, che seguita cosiffatto padre: e amiate Cristo crocifisso, ch’è via verità e vita. Perocché, chi va per lui, giugne alla luce, e vestesi del lucido vestimento della carità, dove sono fondate tutte le virtù. La quale carità ed amore ineffebile, quando é nell'anima, non si chiama contenta allo stato comune, ma desidera d’andare più innanzi. Onde dalla povertà mentale desidera d’andare all’attuale, e dalla mentale continenzia vuole andare all’attuale, per osservare e’ comandamenti e consigli di Cristo; cominciandogli a venire a tedio il fracidume. E perché molto gli pare malagevole stare nel loto e non imbrattarsi desidera con ansietato desiderio e affocata carità di sciogliersi a un tratto dal mondo, in quanto gli fosse possibile. E non essendogli possibile di levarsi attualmente, si studia d’essere perfetto nello stato suo: almeno il desiderio non gli manca.
Adunque, carissimo fratello, non dormiamo più, ma destianci dal sonno. Aprite l’occhio dell’intelletto col lume della fede a cognoscere e amare e seguitare questa verità, la quale cognoscerete nel sangue dell’umile ed amoroso Verbo. E il sangue [p. 186 modifica]cognoscerete nel cognoscimento di voi, però che la faccia dell’anima si lava col sangue: e ’l sangue è nostro, e neuno cel può tollere, se noi non vogliamo. Non siate, adunque negligente; ma, come vasello, empietevi nel sangue di Cristo crocifisso.
Altro non dico. Permanete nella santa e dolce dilezione di Dio. Gesù dolce, Gesù amore.
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