Capítulo 172 de 202
CLXVIII
CLXVIII. — Agli Anziani della città di Lucca.[1]
L’amor proprio è tenebra che offusca la mente anco alla veduta delle utilità materiali, nel troppo ricercarle; e che fa perire gli Stati. La politica di Pilato era quella del timore servile. Dio nella Chiesa pose il frutto e il calore del sangue, che dà animo e forza. Lucca segna l'esempio di Pisa; non si parta dalla Chiesa per tema dei Legati papali. La guerra contr’essa non può avere prospera fine. Caterina spera che il papa ritragga i suoi dalle insidie violente: egli infatti lo promise alle Repubbliche, così confessando i torti de’ suoi.
Al nome di Gesù Cristo crocifisso e di Maria dolce.
A voi, dilettissimi e carissimi fratelli in Cristo dolce Gesù. Io Catarina serva e schiava de’ servi di Gesù Cristo, scrivo nel prezioso sangue suo; con desiderio di vedervi pieni della divina Grazia e lume di >Spirito Santo; considerando me, che senza questo lume non possiamo andare. Sapete^ fratelli carissimi, che noi siamo in via peregrini e viandanti in questa tenebrosa vita. Noi siamo ciechi per noi medesimi: come dunque potrà andare il cieco per la via che è molto dubbiosa, senza guida, che egli non caggia? Adunque c’è bisogno di avere il lume e la guida che e’ insegni. Ma confortatevi. [p. 66 modifica]fratelli carissimi che non ci bisogna dubitare, per che Dio per la sua infinita bontà ci ha dato il lume del cognoscimento, onde l’uomo cognosce che la virtù e il servire al suo Creatore gli dà vita: e ’l vizio e peccato e l’amore proprio di sé raedesirao, e la superbia in cercare e tenere e possedere[2] le cose del mondo e gli Stati suoi ingiustamente cioè con poco timore e onore di Dio vede che questo gli dà la morte e fallo degno dell’eterna dannazione.
Dico che c’è data la guida, cioè l’Unigenito Verbo incarnato Figliuolo di Dio, che c’insegna per che modo dobbiamo andare per questa via cotanto lucida. Sapete che egli dice: «Io sono via, verità e vita. Chi va per me, non va per le tenebre, ma va per la luce.» Elli è verità che non ha in sé bugia. E che via ha fatta questo dolcissimo maestro? Ha fatta una via d’odio e d’amore. Odio ha avuto e dispiacimento del peccato, sì e per sifatto modo che ne fece vendetta sopra il corpo suo con molte pene, scherni, strazii e rimproverii, morte e passione; non per sé, che in sé non era veleno di peccato, ma solo in servizio della creatura per satisfare alla colpa commessa; rendégli[3] il lume della Grazia, e tolsegli la tenebra, che per lo peccato era entrata nell’anima. Insegnaci dunque la via d’andare, per odio e dispiacimento del vizio e del peccato, e dell’amore[4] proprio, il quale è quella tenebra onde viene ogni tenebra spiritualmente e tem[p. 67 modifica]poralmente. Colui che ama sé per sé, non si cura del danno del fratello suo né del vituperio e offesa di Dio, però che non ragguarda altro che a sé medesimo d’amore sensitivo e non ragionevole. E questa é la cagione che gli Stati del mondo non bastano;[5] perché non s’attende all’onore di Dio e alla giustizia santa, altro che a sé medesimo.
Venne dunque questo dolce Gesti, e hacci insegnata la via d" avere in odio e dispiacimento questo amore proprio tanto pericoloso. Hacci dato il lume dell’amore della sua verità: però che V amore di Dio e della virtù santa é un lume che tolle ogni tenebra d’ignoranzia; donaci vita, e tolleci la morte; dacci una forza sicura e fortezza[6] contra ogni avversario e nemico nostro. Perché, come dice san Paolo: «Se Dio é con noi, chi sarà contro di noi? > Non dimenio né creatura ci potrà tollere questo bene e vero lume che ci ha a conservare la Grazia nell’anima, e anco lo stato e la signoria sua.[7] Egli é potente, lo Dio nostro dolce, a volerci e poterci conservare e trarre dalle mani de’ nemici nostri, purché voi attendiate all’onor suo ed all’esaltazione nostra, perchè in altro non riceve l’anima vita, se non in essa chiesa.
Questo dolce Gesù, il quale s’è fatto a noi via e insegnatore e nostro conducitore,[8] non guardò mai altro se non all’onore del Padre e alla salute [p. 68 modifica]nostra; e prese per sposa la santa madre Chiesa. Ine messe il frutto e il caldo del sangue suo, quasi per medicina delle nostre infirmitadi. Ciò sono i sacramenti della Chiesa, che hanno ricevuta vita nel sangue del Figliuolo di Dio, il quale fu sparto con tanto fuoco d’amore. E pensate che nel fuoco della sua carità egli ha sì fermata questa sposa in se, e tutti coloro che a essa stanno appoggiati e fannosi suoi figli legittimi, che eleggono innanzi cento migliaia dì volte la morte, prima che mutare il passo senza lei; che non sarà dimonio né creatura che le possa tollere che ella non sia eternalmente, che ella non sia durabile questa venerabile e dolcissima sposa.
E se voi mi diceste: «pare che ella ven gasi meno, e non pare che possa aiutare sé, non tanto che i figliuoli suoi;» — dicovi che non è così; ma e’ pare bene all’aspetto di fuori. Oh[9] ragguarda dentro, e ritroveravi quella fortezza, della quale il nemico suo è privato.
Voi sapete bene che Dio è colui che è forte, e ogni fortezza e virtù procede da lui. Questa fortezza non è tolta alla sposa, né questo adiutorio forte e fermo, che non l’abbi. Ma i nemici suoi che fanno contro a lei, hanno perduto questa fortezza e adiutorio; perocché, come membri putridi, tagliati sono dal corpo loro; onde subito che ’l membro è tagliato, si è indebolito. Stolto dunque e matto è colui il quale è uno piccolo membro, e vuol fare contro un gran capo. E specialmente quando vede che prima verrebbe meno il cielo e la terra che venisse meno [p. 69 modifica]la virtù sua di questo capo. E se diceste: «io non so! io veggo pure le membra che prosperano e vanno innanzi,» — aspetta un poco: che non debbe andare nè può andare così. Perocchè dice lo Spirito Santo nella scrittura santa: «In vano s’affadiga colui che guarda la città, che non venga meno, se Dio non la guarda.» [10]Adunque non può durare che ella non venga meno, e non sia destrutta l’anima e ’l corpo; però che sono privati di Dio, per grazia che la guarda,[11] perchè hanno fatto contra la sposa sua, dove si riposa Dio che è somma fortezza. Non c’inganni dunque verun timore servile: perocchè il timore servile fu quello che ebbe Pilato, il quale per paura di non perdere la signoria uccise Cristo: e per la sua ignoranzia perde lo stato dell’anima e del corpo. Ma se avesse mandato innanzi il timore di Dio, non cadeva in tanto inconveniente.
Adunque io vi prego per l’amore di Cristo crocifisso, fratelli carissimi e figliuoli della santa Chiesa, che sempre stiate fermi e perseveranti in quello che avete cominciato. E non vi muova nè dimonio, nè creatura, che sono peggio che dimoni. Li quali drittamente hanno preso l’ufficio loro;[12] che non basta il male loro, ma vanno invitando e ritraendo coloro che non vogliono essere e sono stati figliuoli. Non vi muovete per veruno timore di perder la pace e lo stato vostro nè per minacce che questi dimoni facessino a voi; però che non vi bisogna:[13] [p. 70 modifica]ma confortatevi con un dolce e santo ringraziamento,[14] che Dio v’ha fatto grazia e misericordia: perocché non sete sciolti dal capo e da colui che è forte e non sete legati nel membro debile e putrido tagliato dalla sua fortezza. Guardate, guardate che questo legame voi non faceste. Prima eleggete ogni pena: e vada sempre innanzi il timore dell’[15] offesa di Dio, oltr’a ogni pena; e non vi bisognerà poi temere.
Ma io godo ed esulto in me della buona fortezza che infina qui avete avuta, d’essere stati forti e perseveranti e obbedienti alla santa Chiesa, Ora udendo il contrario, mi contristai fortemente: e però ci venni[16] da parte di (tristo crocifisso per dire a voi che questo non dovete fare per veruna cosa che sia, E sappiate che se questo faceste per conservarvi e aver pace, voi cadereste nella maggior guerra e ruina che avesse mai l’ anima e il corpo. Or non cadete dunque in tanta ignoranzia; ma siate figliuoli veri e perseveranti. Voi sapete bene: se il padre ha molti figliuoli e solo l’uno rimanga fedele a lui, a colui darà la eredità. Questo dico che se solo vi rimanesse,[17] fermi state in [p. 71 modifica]sto campo, e non voliate il capo addietro: che, per la grazia di Dio, ancora ce n’è rimaso un altro.
Ciò sono e’ Pisani vostri vicini; che, colà dove voi vogliate star ferrai e perseveranti, mai non vi verranno meno, ma sempre vi aiuteranno e difenderanno da chi vi volesse fare ingiuria, infino alla morte. Oimè, dolcissimi fratelli, quale sarà quello dimonio che possa impedire questi due membri che sono legati per non offendere Iddio nel legame della carità^ appoggiati e stretti nel corpo suo? Non veruno.
Abbiamo dunque a cercare il lume, del quale io prego la somma ed eterna Bontà e Verità che n’adempia e vesta l’anima vostra. Perocché, se questo sarà in voi, non temo che facciate il contrario di quello che io vi prego e dico da parte di Cristo, cioè di fare altro per lo avvenire, che abbiate fatto per lo tempo passato. Non dico più. Permanete nella santa e dolce dilezione di Dio. Gesù dolce. Gesù amore.
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