Capítulo 148 de 202
CXLIV
CXLIV. — A Monna Pavola a Fiesole.
L’incarnazione è germe svolto nella vita di Gesù, come in fiore che allega in frutto Sull'albero della Redenzione. Imitiamo Maria, per affetto corredentrice. Si creino anime al bene. Il raccoglimento ci faccia degni di consorzio salutare a’ fratelli. La donna sia cavaliere, con arme di carità. Si dispongano alla Crociata.
Al nome di Gesù Cristo crocifisso e di Maria dolce.
A voi, carissima e dolcissima suoro mia in Cristo Gesù. Io Catarina serva e schiava de’ servi di Gesù Cristo, scrivo e confortovi nel prezioso sangue suo; con desiderio di vedervi unita e trasformata nel fuoco della divina carità: il quale fuoco unì Dio con l'uomo, e tennelo confitto e chiavellato in croce. Oh ineffabile e dolcissima Carità, quanto è dolce l'unione ch’hai fatta con l’uomo! Bene hai dimostrato lo inestimabile amore tuo, per molte grazie e per molti benefizi[1] fatti alle creature, e spezialmente per lo benefizio della Incarnazione del Figliuolo tuo. Vedete dunque la somma Altezza venire a tanta bassezza quanta è la nostra umanità. Bene si dee vergognare l’umana superbia di vedere Dio tanto umiliato nel ventre di Maria dolce; la quale fu quello campo dolce, dove fu seminato il seme della Parola incarnata del Figliuolo di Dio. Veramente, dolcissima suoro, in questo [p. 342 modifica]detto e dolce[2] campo di Maria fece questo Verbo innestato nella carne sua, come il seme che si gitta nella terra; che per lo caldo del sole germina, e trae fuore il fiore e il frutto; e il guscio rimane alla terra. Così veramente fece, per lo caldo e per lo fuoco [3] della divina carità che Dio ebbe all’umana generazione, gittando il seme della parola sua nel campo di Maria. O beata e dolce Maria, tu ci hai donato il fiore[4] del dolce Gesù. E quando produsse il frutto questo dolce fiore? quando fu innestato in sul legno della santissima croce: però che allora ricevemmo vita perfetta.
E perché dicemmo che il guscio rimane alla terra? quale fu questo guscio? fu la volontà dell’unigenito Figliuolo di Dio; il quale, in quanto uomo, era vestito del desiderio dell’onore del Padre, e della salute nostra: e tanto fu forte questo smisurato desiderio, che corse come innamorato, sostenendo pene, vergogne, e vituperii, infino alla obbrobriosa morte della croce. Considerando, dunque, carissima suoro, che questo medesimo fa Maria, cioè ch’ella non poteva desiderare altro che l’onore di Dio, e la salute della creatura; però dicono e’ dottori, manifestando la smisurata carità di Maria, che di sé medesima avrebbe fatto scala[5] per ponere in croce il Figliuolo, se altro modo non avesse avuto. E tutto questo era, perché la volontà del Figliuolo era rimasa in lei. [p. 343 modifica]Tenete a mente, o suora mia carissima, e non v’esca mai del cuore ne della memoria né dell’anima[6] vostra, che sete stata offerta e donata, voi e tutte le vostre figliuole, a Maria. Pregatela dunque, che ella vi rappresenti, e doni al dolce Gesù Figliuolo suo: ed ella il farà, come dolce madre e benigna, e madre di misericordia. Non siate ingrata né scognoscente; però che non ha schifata la petizione, anco l'accetta graziosamente. Siate tutte fedeli, non ragguardando per neuna illusione di dimonio, né per detto di neuna creatura; ma virilmente correte, pigliando quello affetto[7] dolce di Maria; cioè che sempre cerchiate l’onore di Dio e la salute dell’anime. E così vi prego. E, quanto è possibile a voi, studiate la[8] cella dell’anima, e del corpo vostro. Ine vi studiate, per amore e santo desiderio di mangiare e parturire[9] anime nel cospetto di Dio. E quando fuste richieste nell’atto delle tribolazioni da alcuna persona, con perfetta sollecitudine vi studiate di cavarle dalle mani delle demonia. E questo sia il seguo vero che noi siamo veri figliuoli; perocché a questo modo seguitiamo le vestigio del padre. Ma sappiate che a questo effetto del grande e smisurato desiderio non potremo pervenire senza il mezzo della santissima croce, [p. 344 modifica]cioè del cruciato amore e affettuoso del Figliuolo di Dio: però ch’egli è quello mare pacifico che dà bere a tutti quelli che hanno sete e fame e desiderio di Dio, e pace a tutti coloro che sono stati in guerra e voglionsi pacificare con lui. Questo mare gitta fuoco, che riscalda ogni cuore freddo; e tanto ’l riscalda fortemente, che ogni timore servile perde, e solo rimane in perfetta carità, e in santo timore, lassando di più offendere il Creatore suo.
E non temete, né voglio che voi temiate, le insidie e le battaglie delle dimonia, che venissero per rubare e tollere la città dell’anima vostra. Non temete; ma come cavalieri poste[10] nel campo della battaglia, combattete coli’ arme e col coltello della divina carità: però ch’egli è quello bastone[11] o che flagella il demonio.
E sappiate che, a non voler perdere l’arme colla quale ci conviene difendere, ce la conviene tenere nascosta nella casa dell’anima nostra per vero cognoscimento di noi medesime. Però che quando l’anima cognosce sé medesima non essere, ma sempre operare di quella cosa che non è, e subito diventa umiliata a Dio, e a ogni creatura per Dio; e ricognosce[12] ogni grazia e ogni beneficio da lui; e vede in sé traboccare tanta bontà di Dio, che per amore cresce[13] in tanta giustizia di sé medesimo, che volentieri, non tanto che ne voglia far [p. 345 modifica]vendetta ma e’ desidera che tutte le creature ne facciano vendetta di lai, e ogni creatura giudica megliore di’ sé. Allora nasce un odore[14] di pazienzia, che non è neuno peso si grande, né tanto amaro, che noi porti per amore di quello innamorato innestato Verbo.
Or oltre,[15] carissime figliuole. E tutte di bella brigata corriamo, e mettiamoci in su questo Verbo; e io v’invito alle nozze di questo innesto, cioè di spendere il sangue per lui, come egli l’ha sparto per voi, cioè al santo Sepolcro, e ine lassar la vita per lui. Il Padre santo ha mandata una lettera con la bolla sua al Provinciale nostro, e a quello de’ Minori, e a frate Raimondo, che essi abbiano a fare scrivere tutti quelli che hanno desiderio e volontà d’andare ad acquistare il santo Sepolcro, e morire per la santa Fede; e vuole che tutti se gli mandino[16] per iscritto. E però v’invito che v’apparecchiate. Permanete nella santa dilezione di Dio.
Confortati da parte[17] di Cecca stolta, e Alessa, e di Giovanna Pazza; e confortate tutte quante da parte di Cristo crocifisso. Gesù, Gesù, Gesù.
Usa las flechas ← → del teclado para pasar de capítulo.