Capítulo 11 de 202
VII
VII. — Al Cardinal Pietro d’Ostia.[1]
Non l’amor proprio, ma la carità regge i popoli, e vince.
Al nome di Gesù Cristo crocifisso, e di Maria dolce.
Carissimo e reverendo padre in Cristo dolce Gesù. Io Catarina, serva e schiava de’ servi di Gesù Cristo, scrivo a voi nei prezioso sangue suo; con desiderio di vedervi legato nel legame della [p. 30 modifica]carità siccome sete fatto Legato[2] in Italia, secondo che ho inteso; della quale cosa ho molto singolare letizia; considerando me, che voi per quello ne potrete fare assai l’onore di Dio, e il bene della santa Chiesa. Ma pur per questo legame, senza altro legame, non fareste questa utilità: e però vi dissi che io desideravo di vedervi legato nel legame della carità; perocché voi sapete che nessuna utilità di grazia né a noi né al prossimo possiamo fare senza carità. La carità é quello dolce e santo legame, che lega l’anima col suo creatore: ella lega Dio[3] nell’uomo, e l’uomo in Dio. Questa carità inestimabile tenne confitto e chiavellato Dio-e-uomo in sul legno della santissima croce; costei accorda i discordi; questa unisce li separati; ell’ arricchisce coloro che sono poveri della virtù, perocché dà vita a tutte le virtù; ella dona pace, e tolle guerra; dona pazienzia, fortezza e lunga perseveranzia in ogni buona e santa operazione; e non si stanca mai, e non si tolle mai dell’amore di Dio e del prossimo suo, né per pena né per strazio né per ingiuria né per scherni né per villania. Ella non si muove per impazienzia né a delizie né a piacimenti che il mondo gli potesse dare con tutte le lusinghe sue. Chi l’ha, è perseverante e giammai non si muove, perocché egli é fondato sopra la viva pietra Cristo dolce Gesù; cioè, che ha imparato da lui [p. 31 modifica]ad amare il suo creatore, sguitando le vestigie sue. In lui ha letta la regola e la dottrina, [4] che gli conviene tenere; perocché egli ò via, verità e vita: onde chi legge in lui, che è libro di vita, tiene per la via dritta, e attende solo all’onore di Dio, e alla salute del prossimo suo. Così fece esso Cristo dolce Gesù, e non ritrasse questo amore dall’onore del padre e dalla salute nostra, nè per pena nè per tormenti, né per lusinghe che gli fussero fatte, né per ingratitudine nostra: ma persevezia infino all’ultimo, che egli ha compito questo desiderio, e compito la operazione che gli fu messa in mano dal padre, cioè di ricomprare l’umana generazione; e cosi adempie l’onore del padre e la salute nostra. Or in questo legame e amore voglio che seguitiate, imparando dalla prima e dolce Verità, il quale v’ha fatta la via, che vi dà vita, e havi data la forma e la regola, e insegnata v’ha la dottrina della verità. Voi dunque, come vero figliuolo e servo ricomprato dal sangue di Cristo crocifisso, voglio che seguitiate le vestigie sue, con un cuore virile e con sollecitudine pronta; non straccandovi mai né per pena né per diletto:[5] ma perseverare insino al fine in questa e in ogni altra operazione che voi pigliate a fare per Cristo crocifisso. Attendete a stirpare le iniquitadi e le miserie del mondo, de’ molti difetti che si commettono; li quali tornano in vituperio del nome di Dio. E però voi, come affamato dell’onore suo e della salute del prossimo, adoperate ciò che voi potete per rimediare a tanta [p. 32 modifica]iniquità. Son certa che essendo voi nel legame dolce della carità, voi userete la legazione vostra, la quale avete ricevuta dal vicario di Cristo, per lo modo che detto è; ma senza il primo legame della carità, questo non potete usare, ne farlo per quello modo che dovete. E però vi prego che vi studiate d’avere in voi questo amore. E legatevi con Cristo crocifisso, e con vere e reali virtù seguitate le sue vestigio; e col prossimo vi legate per fatto d’amore.
Ma io voglio che noi pensiamo, carissimo padre, che se l’animo nostro non è spogliato d’ogni amore proprio e piacere di sé e del mondo,[6] non può mai piacere a questo vero e perfetto amore e legame di carità. Perocché è contrario l’uno amore all’altro: e tanto è contrario, che l’amore proprio ti separa da Dio e dal prossimo; e quello ti unisce: questo ti dà morte, e quello vita: questo tenebre, e quello lume: questo guerra, e quello pace: questo ti stringe il cuore, che non vi capi né tu né ’l prossimo; e la divina carità il dilarga, ricevendo in sé amici e nemici, e ogni creatura che ha in sé ragione;[7] perocché s’è vestito dell’affetto di Cristo, però seguita lui. L’amore proprio è miserabile, e partesi dalla giustizia, e commette le ingiustizie, e ha uno timore servile, che non gli lassa fare giustamente quello che debbe, o per lusinghe o per timore di non perdere lo stato suo. Questa è quella perversa servitudine e timore che [p. 33 modifica]condusse Pilato ad uccidere Cristo. Onde questi cotali non fanno giustizia, ma ingiustizia; e non vivono giustamente nè virtuosamente e con affetto di divino amore, ma ingiustamente e viziosamente con amore proprio tenebroso. Questo cotale, dunque, amore voglio che sia al tutto tolto da voi, e siate fondato in vera e perfetta carità, amando Dio per Dio, in quanto egli è degno d’essere amato, perchè è somma ed eterna Bontà, e amando voi per lui, e il prossimo per lui, e non per rispetto di propria utilità. Or così voglio, padre mio. Legato del nostro signore lo Papa, che voi siate legato nel legame della vera e ardentissima carità; e questo desidera l’anima mia di vedere in voi. Altro non dico. Confortatevi in Cristo dolce Gesù; e siate sollecito, e non negligente, in quello che avete a fare: e a questo m’avvedrò se voi sarete legato[8] e se avete fame di vedere levato il gonfalone della santissima croce.[9] Permanete nella santa e dolce dilezione di Dio. Gesù dolce, Gesù amore.
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