Capítulo 159 de 183
CAPITOLO CLVII
Di quelli e’ quali pongono tanto amore all’obedienzia che non rimangono contenti de la obedienzia generale de’ comandamenti, ma pigliano l’obedienzia particulare.
—Alcuni sonno, dilectissima figliuola mia, che tanto crescerá in loro el dolce e amoroso fuoco d’amore verso questa obbedienzia; e, perché fuoco d’amore non è senza odio della propria sensualitá, crescendo el fuoco, cresce l’odio; unde, per odio e per amore, non si chiamano contenti a l’obbedienzia generale de’ comandamenti della legge (a’ quali, come decto è, tucti sète tenuti e obligati d’obbedire, se volete avere la vita: se non che, avareste la morte), ma pigliano la particulare, cioè l’obbedienzia particulare che va dietro alla grande perfeczione, unde si fanno observatori de’ consigli actualmente e mentalmente.[372]
Voglionsi questi cotali, per odio di loro e per uccidere in tucto la loro volontá, legarsi piú corti. O essi si legano al giogo de l’obbedienzia nella sancta religione; o egli si legano fuore della religione ad alcuna creatura, sottomectendo la loro volontá in lei, per andare piú expediti a diserrare il cielo. Questi son quegli, de’ quali Io ti dixi che eleggevano l’obbedienzia perfectissima.
Decto t’ho della generale obbedienzia; e, perché Io so che la tua volontá è che Io ti parli de l’obbedienzia piú particulare, perfectissima, però ti narrarò ora di questa seconda, la quale non esce però della prima, ma è piú perfecta: perché giá ti dixi che elle erano unite insieme per sí facto modo, che separare non si possono.
Hotti decto unde procede e dove si truova l’obbedienzia generale, e quale è quella cosa che ve la tolle. Ora ti dirò della particulare, non traendoti di questo principio.
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