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Chapter 191 of 202

CLXXXVII

CLXXXVIII. — A Don Giovanni Sabbatini da Bologna, e Don Taddeo de’ Malavolti da Siena, Monaci della Certosa a Belriguardo.

Chi cerca il diletto, ha pena; e chi la pena, ha diletto. L’avversità dà la forza, la esercita e accresce. Chi non vuole, non perde per dolori l'affetto del bene. Saper aspettare. Non tenerezza e compassione della parte di se meno nobile. Non eleggiamo dolori a nostro gusto:che Dio da sé li ordina a salute e perfezione nostra. Pazienza pura.

Al nome di Gesù Cristo crocifisso e di Maria dolce.

Carissimi figliuoli in Cristo Gesù. Io Catarina, serva e schiava de’ servi di Gesù Cristo, scrivo a voi nel prezioso sangue suo; con desiderio di vedervi cavalieri virili senza nessuno timore servile.

Così vuole il nostro dolce Salvatore, che noi temiamo lui, e non gli uomini del mondo; così disse egli: «Non temete coloro che possono uccidere il corpo; ma me, che l’anima e il corpo posso mettere nell’inferno». E però voglio che voi siate annegati nel sangue del Figliuolo di Dio, arsi nel fuoco della [p. 159 modifica]divina carità; perocché qui vi si perde ogni timore servile, rimane solo il timore di riverenzia. Or che può fare il mondo, il dimonio, e i servi suoi a colui che si trova in questo smisurato amore che s’è posto per obietto il sangue? niente: Anzi sono istrumenti di darci e di provare[1] in noi, la virtù: imperocché la virtù si prova per lo suo contrario. E però debbe l'anima godere e esultare, cercare con sua pena sempre Cristo crocifisso, e per lui annichilire e avvilire sé medesimo[2]; dilettarsi sempre di pena e di croce. Volendo pena, tu hai diletto; e volendo diletto, tu hai pena.

Adunque meglio ci é annegarci nel sangue, e uccidere le nostre perverse volontà con cuore libero al suo Creatore, senza veruna compassione di sé medesimo. Allora sarà pieno il gaudio e la letizia in voi. Aspetterete senza fadiga affliggitiva[3]. Di nessuno comandamento che ci fusse fatto, doviamo sentire pena, ma piuttosto diletto; perocché non é veruno comandamento fatto per gli uomini, che ci possa tórre Dio, ma sono cagione di darci la virtù della pazienzia, e fannoci più solliciti di correre in cella ad abbracciarci coll’ arbore, in cercare la visione invisibile, che non vi può essere tolta; perocché l'affetto e la Carità, se noi non vogliamo, mai si perde. Or che dolce diletto sarebbe ad essere perseguitato per Cristo crocifisso! Di questo voglio che [p. 160 modifica]vi dilettiate per qualunque modo Dio vi dà croce; non eleggendola a vostro modo, ma a modo di colui che ve la dà, riputandovi indegni di tanta grazia quanta è ad essere perseguitati per Cristo crocifisso.

Sappiate figliuoli miei dolci in Cristo Gesù, che questa è la via de’ Santi che seguitarono la via di Cristo: altra via non ci è, che ci menasse a vita. E però voglio che con ogni sollicitudine e con odio santo di voi medesimi voi vi studiate di seguitare questa dolce e dritta via. Al luogo santo dell’orazione date buona sollicitudine e perseveranzia, mentre che lo Spirito Santo ve la porge: non sia schifata né fuggita da voi se la vita ne dovesse andare. Per tenerezza[4] né per compassione di corpo non lassate mai; perché il dimonio non vorrebbe altro se non per privarci dell’orazione, o per compassione di noi, del corpo proprio[5] o per tedio[6] di mente. E però, per veruna di queste cose dobbiamo lassare l'esercizio dell’orazione; ma col pensiero della bontà di Dio, cognoscendo noi difettuosi, cacciamo le cogitazioni del dimonio, e la tenerezza di noi. Nascondetevi nelle piaghe di Cristo crocifisso; amatevi insieme per Cristo crocifisso: non temete di cosa che avvega. Ogni cosa potrete per Cristo crocifisso, che sarà in voi, che vi conforterà. Siate obedienti infino alla morte, di ciò che vi fusse imposto, che vi fusse più in grave. Non schifate il frutto per fuggire fadiga, poniamoché d’ [p. 161 modifica]alcuna cosa il dimonio ve la farebbe sentire, e schifare sotto colore di virtù, dicendo: «Questa era la consolazione dell’anima mia, ed accrescimento di virtù in me». Non gli credete. Ma confidatevi, e tenete che quello che Dio vi donava per mezzo di quella consolazione, vi darà puramente per sé medesimo, perla sua bontà. Sapete bene, che una foglia d’arbore senza la Previdenza sua non cade: sicché ciò ch’egli permette al dimonio, o alle creature, che facciano a noi, é fatto colla sua Providenzia per necessità della nostra salute, o per accrescimento di perfezione. Adunque a riverenza voglio che l’abbiate.

Spogliatevi il cuore, e l’affetto eziandio[7], delle cose temporali, di fuore da quella che vi bisogna per la vostra necessità. Vestitevi di Cristo crocifisso, e inebriatevi del sangue suo: ivi troverete la letizia e pace compiuta. Non dico di più. Permanete nella santa e dolce dilezione di Dio. Amatevi, amatevi insieme. Gesù dolce, Gesù Amore.

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