Chapter 190 of 202
CLXXXVI
CLXXXVI. — A Neri di Landoccio.
Le disposizioni al bene e naturali e soprannaturali non bastano: richiedesi una deliberata e abituale disposizione dell’anima a riceverlo degnamente.
Al nome di Gesù Cristo crocifisso e di Maria dolce.
Carissimo e dolcissimo figliuolo in Cristo dolce Gesù. Io Catarina, serva e schiava de’ servi di Gesù Cristo, scrivo a te nel prezioso sangue suo; con desiderio di vederti disponere il vasello del cuore e dell’anima tua a ricevere quello che Dio ti vuole dare col mezzo dell’orazione. Perchè [1] vogl’io che [p. 157 modifica]ti disponga? Perchè in altro modo noi potresti ricevere.
Che come Dio è sempre disposto a dare, così L'anima debbe sempre disponere sé medesima a ricevere. E con che si dispone? Con quella disposizione che ha ricevuta da Dio; la quale ricevemmo quando fummo creati all’immagine e similitudine sua. Però che allora ricevemmo il vasello della disposizione, e ’l lume; cioè la memoria, la quale è quello vasello che ritiene; e l’intelletto, ricevendo[2] il lume della fede nel santo battesimo; e la volontà, la quale è disposta ed atta ad amare: perocché senza amore non può vivere. Sicché dunque la disposizione dell’amore abbiamo avuta da Dio per lo essere: perocché siamo fatti per amore e doviamo col libero arbitrio presentare e oft’erire nel cospetto di Dio questo per essere dato per amore, e coll’amore ricevere l’amore: l’amore dico, generale, che Dio ha ad ogni creatura ragionevole, e’ doni e le grazie particolari, le quali l’anima si sente ricevere in sé medesima. Allora invitiamo Dio a traboccare sopra di noi il fuoco e l’abisso della sua inestimabile carità, con uno lume soprannaturale, e con una plenitudine di grazia, e con uno adornamento di virtù; lavando la faccia dell’anima nel prezioso sangue dell’umile e immacolato Agnello. E con una fame dell’onore di Dio e della salute dell’anime corre in su la mensa del crociato desiderio e ine mangia questo dolce e soave cibo tanto abbondantemente, che scoppia e crepa [3] la propria sensualità; e così rimane morta la volontà ad ogni amore proprio e appetito sensitivo. E così si dispo[p. 158 modifica]ne, come sposo fedele della Verità; e [4] a morire e dare mille volte la vita se fusse possibile, per essa Verità. Ora è il tempo, carissimo e dolcissimo figliuolo, da ponerla: e allora sarai atto a ponerla, quando averai per[5] sempre la detta disposizione. Non dico più. Permanete nella santa e dolce dilezione di Dio. Gesù dolce, Gesù Amore.
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