Chapter 16 of 202
XII
XII. — All’Abbate di Sant’Antimo.
Colle imagini del pastore e dell’ortolano lo conforta a guardare e coltivare le anime, e aver sete del bene loro. Di fanciulle da rinchiudere in modo che a lei piace poco.
Al nome di Gesù Cristo crocifisso e di Maria dolce.
A voi venerabile e reverendissimo padre in Cristo Gesù la vostra figliuola indegna, Catarina serva e schiava de’ servi di Gesù Cristo, si raccomanda; con desiderio di vedervi bagnato, e affogato nel sangue del Figliolo di Dio, il quale sangue ci farà parere ogni amaritudine dolce, e ogni grande peso leggiero, e faravvi seguitare le vestigie di Cristo.
Il quale disse che era pastore buono, il quale poneva la vita per le pecorelle sue. E così desidera r anima mia di vedere voi, padre; cioè che voi siate vero pastore, perduto ad ogni amor proprio di voi medesimo;• e con desiderio virile abbiate e teniate l’occhio fisso, che non si serri mai a ragguardare l’onore di Dio e la salute dell’anime. Fate, fate buona guardia, sicché il dimonio non involi le [p. 48 modifica]pecorelle vostre. Oh quanto sarà dolce e soave a voi e a me, se io vedrò che voi non curate né morte né vita né onori ne vituperio né scherni nè ingiurie né alcuna persecuzione che il mondo «vi potesse dare o i sudditi vostri; e solo attendere e curare delle ingiurie che sono fatte a Dio! E qui ponete, padre carissimo, tutta la vostra sollecitudine, sicché dimostriate d’essere pastore buono, e un vero ortolano: [1] pastore per correggere; e ortolano per rivellere la terra sottosopra, cioè rivellere la disordinata vita nell’ordinata, e divellerne il vizio, e piantarvi le virtù quanto sarà possibile a voi con l’adiutorio della dolce e[2] divina Grazia; la quale viene abbondantemente all’anima che avrà fame e desiderio di Dio. E questa fame acquisteremo in sul legno della santissima croce; perocché ine troverete l’Agnello svenato e aperto per noi, con tanta fame e desiderio dell’onore del padre e della salute nostra, che non pare che possa mostrare in effetto per pena nel corpo suo quanto egli ha desiderio di dare. [3] Questo parbe che egli volesse dire, quando gridò in croce Sitio; quasi dicesse: «Io ho sì grande sete della vostra salute, che io non mi posso saziare: datemi bere». Dimandava il dolce Gesù di bere coloro [4] ch’egli vedeva che [p. 49 modifica]non participavano la redenzione del sangue suo, e non gli fu dato bere altro che amaritudine. Oimè, dolcissimo padre! continuamente vediamo che non tanto[5] al tempo della croce, ma poi, e ora continuamente ci addomanda questo bere, e dimostra continua sete. Oimè, disavventurata me! non mi pare che la creatura gli dia altro che amaritudine e puzza di peccati. Adunque bene ci dobbiamo levare con fame e sollicitudine a ragguardare la fame sua, acciocché inebriata l’anima non possa altro desiderare nè amare, se non quello che Dio ama, e odiare quello che Dio odia: e singolarmente voi che sete pastore. Correte, correte, venerabile padre, senza negligenzia e ignoranzia, perocché il tempo è breve, ed é nostro. [6]
Mandastemi [7] a dire che avevate trovato l’orto sfenza piante. Confortatevi, e fate ciò che potete: che io spero nella bontà di Dio, che l’ortolano dello[8] Spirito Santo fornirà l'orto, e provvederà in questo e in ogni altro bisogno. Mando a voi costui che vi reca la lettera: ragioneravvi di madonna Moranda,[9] donna di messer Francesco da Monte [p. 50 modifica]Alcino, che ha per le mani alcuna[10] giovine e fanciulla che ha uno buono desiderio di fare la volontà di Dio; per la quale cosa ella vorrebbe rinchiuderle per modo, che a me non piace troppo. Per la qual cosa io vorrei che voi ed ella fuste insieme; e quanto fusse la vostra possibilità di poterlo fare, trovare uno luogo ordinato, acciocché si potesse fondare uno vero e buono monasterio, e mettervi dentro due buoni capi; perocché delle membra ne abbiamo assai per le mani. Credo che, facendolo, sarebbe grande onore di Dio. Prego la somma Bontà che ne dispensi il meglio, e voi faccia sollecito in questo e in ogni vostra operazione; in tanto che voi diate la vita per Cristo crocifisso. Prego vi che mi mandiate a dire se ’l monasterio di Santo Giovanni di Valdarno[11] è sotto la cura vostra; per alcuno caso che vi dirà costui che vi reca la lettera. Altro non dico. Permanete nella santa e dolce dilezione di Dio. Io, serva inutile,[12] mi vi raccomando. Gesù dolce, Gesù amore.
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