Chapter 15 of 202
XI
XI. — A Pietro Cardinal d'Ostia.
Il disordinato amore di sé la timore servile; e questo è causa di malgoverno e di guerra. Consiglia coraggio d’operosa carità; onde la pace. I prelati perdano le città piuttosto che le anime.
Al nome di Gesù Cristo crocifisso e di Maria dolce.
Carissimo e reverendissimo Padre in Cristo dolce Gesù. Io Catarina, serva e schiava de’ servi di Gesù Cristo, scrivo a voi nel prezioso sangue suo; con desiderio di vedervi uomo virile e non timoroso, acciocché virilmente serviate alla Sposa di Cristo, adoperando per onore di Dio spiritualmente e temporalmente, secondo che nel tempo d’oggi questa dolce Sposa ha bisogno. Son certa che se l’occhio dell’intelletto vostro si leverà a vedere la sua necessità, voi il farete sollicitamente e senza alcuno timore o negligenzia. L’anima che teme di timore servile, neuna sua operazione è perfetta; e in qualunque stato si sia, nelle piccole cose e nelle grandi viene meno, e non conduce quello che ha cominciato, alla sua perfezione. Oh quanto è pericoloso questo timore! Egli taglia le braccia del santo desiderio; egli accieca l’uomo, che non gli lassa cognoscere nè vedere la verità: perocché questo timore procede dalla cecità dell’amore proprio di sé medesimo. Perocché subito che la creatura, che ha in sé ragione, s’ama d’amore proprio sensitivo, subito teme: e questa é la cagione perchè teme; perchè ha posto l’amore e la speranza sua in cosa debile che non ha in sé fermezza né stabilità alcuna, anco passa come il vento. Oh perversità d’amore, quanto sei dannosa a signori temporali e spirituali, e a sudditi! Onde, se egli è prelato, non corregge mai, perocché teme di non perdere la per[p. 43 modifica]lazione, e di non dispiacere a’ sudditi suoi. E così medesimamente è ancora dannoso al suddito, perocché umilità non è in colui che s’ama di cosiffatto amore; anco v’è una radicata superbia, e il superbo non è mai obediente. Se egli è signore temporale, non tiene giustizia; anco commette molte inique e false ingiustizie, facendole secondo al piacere suo secondo[1] il piacere delle creature. Così dunque per lo non correggere, e per lo non tenere giustizia, li sudditi ne diventano più cattivi; perocché si notricano nelli vizi e nelle malizie loro. Poi, dunque, che tanto è pericoloso l’amore proprio, col disordinato timore; è da fuggirlo: ed è da aprire l’occhio dell’intelletto nell’obietto[2] dell’immacolato Agnello, il quale è regola e dottrina nostra, e lui doviamo seguitare. Perocché egli é esso [3] Amore e Verità; e non cercò altro che l’onore del padre e la salute nostra. Egli non temeva e’ Giudei, né loro persecuzione, né la malizia delle dimonia, né infamia né scherni né villania; e nell’ultimo non temette r obbrobriosa morte della croce. Noi siamo li scolari, che siamo posti a questa dolce e soave scuola.[4]
Voglio dunque, carissimo e dolcissimo padre, che con grandissima sollecitudine e dolce prudenzia [p. 44 modifica]apriate l’occhio dell’intelletto in questa vita,[5] in questo libro della vita; il quale vi dà si dolce e soave dottrina. E non attendiate a neuna altra cosa, che all’amore di Dio e alla salute dell’anime, e al servizio della dolce sposa di Cristo. Perocché con questo lume vi spoglierete[6] dell’amore proprio di voi, e sarete vestito dell’amore divino; e cercherete Dio per la sua infinita bontà, e perchè egli è degno d’esser cercato e amato da noi; e amerete[7] voi e le virtù, e odierete il vizio per Dio: e di questo medesimo amore amerete il prossimo vostro. Voi vedete bene, che la divina Bontà v’ha posto nel corpo mistico della santa Chiesa, notricandovi al petto di questa dolce sposa, solo perchè voi mangiate alla mensa della santissima Croce il cibo dell’onore di Dio e della salute delle anime. E non vuole che sia mangiato altro che in croce, portando le fadighe corporali con molti ansietati[8] desideri; siccome fece il Figliuolo di Dio, che insiememente sosteneva li tormenti nel corpo e la pena del desiderio; e maggiore era la croce del desiderio, che non era la croce corporale. E ’l desiderio suo era questo: la fame della nostra redenzione per compire l’obedienzia del Padre eterno: ed eragli pena infino che noi vedeva compiuto. E anco come sapienza[9] del Padre eterno, vedeva coloro che partecipavano il sangue suo, e quelli che noi [p. 45 modifica]participavano per le colpe loro; e perocché il sangue era dato a tutti, si doleva per l’ignoranzia di coloro che nol volevano partecipare. E questo fu quello crociato[10] desiderio ch’egli portò dal principio infine[11] alla fine: ma data ch’egli ebbe la vita, non terminò però il desiderio, ma sì la croce del desiderio. E così dovete fare voi, e ogni creatura, che ha in sé ragione; cioè dare la fadiga del corpo e la fadiga del desiderio, dolendovi dell’offesa di Dio, e della dannazione di tante anime quante vediamo che periscono. Partili che sia tempo, carissimo padre, di dare l’onore a Dio, e la fadiga al prossimo. Non è dunque da avere[12] più sé con amore proprio sentitivo, né con timore servile, ma con vero amore e santo timore di Dio adoperare.
Voi sete posto ora nel temporale e nello spirituale: e però vi prego per l’amore di Cristo crocifìsso che facciate virilmente; e procuriate l’onore di Dio, quando e quanto potete, consigliando e aiutando, che li vizi siano spersi, e le virtù siano esaltate. Sopra l’atto temporale, ’l quale alla santa intenzione é spirituale, [13] fate virilmente; procacciando quanto potete la pace e l’unione di tutto il paese.[14] E per questa santa operazione, se biso[p. 46 modifica]gnasse di dare la vita del corpo, mille volte, se fusse possibile, si dia. Che oscura cosa è a pensare e a vedere, il vederci in guerra con Dio per la moltitudine dei peccati dei sudditi e de’ pastori, e per la rebellione[15] che è fatta alla santa Chiesa! e in guerra ancora corporale! E dove la guerra ogni fedele cristiano debbe essere apparecchiato a mandarla sopra gl’infedeli e li falsi cristiani, [16] la fanno l’uno centra l’altro. E così scoppiano li servi di Dio per dolore e amaritudine di vederli tanto offendere per la dannazione dell’anime; che per questa periscono; e le dimonia godono, che veggono quello che vogliono vedere. Bene è dunque da darci la vita per esempio del Maestro della Verità: e non curare ne onore né vituperio che ’l mondo ci volesse dare nelle penose[17] pene e morte del corpo. Son certa che se voi sarete vestito dell’uomo nuovo Cristo dolce Gesù, e spogliato del vecchio, [18] cioè della propria sensualità, che voi il farete sollecitamente, perocché sarete privato del timore servile. Perocché in altro modo non lo fareste mai; anco cadreste nelli difetti detti di sopra.
Considerando dunque me, che v’era necessario d’essere uomo virile e senza alcuno timore, e privato dell’amore proprio di voi, perchè sete posto da Dio in officio che non richiede timore se non santo; però vi dissi che io desideravo di vedervi [p. 47 modifica]uomo virile e non timoroso. Spero nella divina bontà che farà grazia a voi ed a me, cioè d’adempire la volontà sua, e il vostro desiderio ed il mio. Pace, pace, pace, padre carissimo, Ragguardate, voi e gli altri, e fate vedere al Santo Padre più la perdizione dell’anime, che quella delle città; perocché Dio richiede l’anime più che le città. Altro non dico. Permanete nella santa e dolce dilezione di Dio. Gesù dolce, Gesù amore.
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