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The ConsciousLibrary

Chapter 186 of 202

CLXXXII

CLXXXII. — A Suor Bartolomea della Seta, Monaca del Monasterio di Santo Stefano di Pisa.[1]

Carità insegna pazienza, cioè forza: l’amor proprio è impaziente e debole.

Al nome di Gesù Cristo crocifisso e di Maria dolce.

[2]Dico che consuma... il freddo, cioè la freddezza dell’amore proprio di se medesima; lo quale amor proprio accieca l’anima, e non le lassa cognoscere né sé, né Dio, e tollele la vita della Grazia, e ingenera impazienzia. E la radice della superbia mette allora fuore i rami suoi. Onde offende Dio, e offende il prossimo con disordinato affetto; ed è incomportabile a sé medesimo; e sempre ribella all’obedienzia sua. E tutto questo fa l’amor proprio di sé. Ma il vero vestimento, detto, tutti gli consuma e tolle via. E rimane nel lume della divina Grazia, e non va per la tenebra; ma in verità va per la via del consumato e immacolato Agnello, e per la porta di Cristo crocifisso entra alle nozze del Padre eterno. Ine è fermata e stabilita in Dio, e non ha paura che ’l mondo né ’l dimonio né la carne la possa separare; e truova vita senza morte, sazietà senza fastidio, e fame senza pena. Or non più! porta, porta, e fa spalle di portatore, e non rifiutare peso, se vuoli ben guada[p. 131 modifica]gnare insino all’ultimo. Perocché troppo sarebbe sconvenevole, che la Sposa andasse per altra via che lo sposo suo. Altro modo non c’è a voler portare, se non essere vestita, come è detto. E però vi dissi io che desideravo di vederti vestita del vestimento reale, cioè, dell’abisso [3] della carità del Re eterno. Altro non dico. Nasconditi nel costato di Cristo crocifisso, e bagnati e annegati nel sangue dolcissimo suo. Permani nella santa e dolce dilezione di Dio. Gesù dolce, Gesù amore.

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CLXXXII · Letters — Catherine of Siena · The Conscious Library