Chapter 93 of 202
LXXXIX
LXXXIX. — A Bartolo Usimbardi, e Francesco di Pipino da Firenze.
Gratitudine fonte della pietà, madre delle virtù. Fame del tempo.
Al nome di Gesù Cristo crocifisso e di Maria dolce. Carissimi figliuoli in Cristo dolce Gesù. Io Catarina, serva e schiava de’ servi di Gesù Cristo, scrivo a voi nel prezioso sangue suo; con desiderio di vedervi grati e cognoscenti de’ beneficii ricevuti dal nostro Creatore; acciò che in voi si nutrichi la fonte della pietà. [1] Questa gratitudine vi farà solleciti ad esercitarvi alla virtù; perocché come la ingratitudine fa l’anima pigra e negligente, così questa dolce gratitudine le dà fame del tempo, [2] in tanto che non passa né ora né punto, che ella non lavori. Da questa gratitudine procede ogni vera virtù. Chi ci dà carità? Chi ci fa umili e pazienti? Solo la gratitudine. E perché vede il gran debitoche ha con Dio, s’ingegna di vivere virtuosamente; però che cognosce che Dio non ci richiede altro. E però, figliuoli miei dolci, recatevi con grande sollecitudine a memoria li molti beneficii ricevuti da lui, acciocché perfettamente acquistiate questa madre delle virtù. Altro non dico. Permanete nella santa e dolce dilezione di Dio. Gesù dolce, Gesù amore.
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