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Chapter 74 of 202

LXX

LXX. — A Frate Bartolomeo Dominici dell’Ordine de’ Predicatori, quando era Baccelliere a Pisa.[1]

Dio è fuoco, noi lo faville. Come favilla che sale e poi scende, tendiamo a Dio, per rientrare a conoscer noi. Delle sue aridità spirituali, che la tenevano lontana dalla comunione. Comunione in ispirito.

Al nome di Gesù Cristo crocifisso e di Maria dolce.

A voi, dilettissimo e carissimo fratello, e padre per riverenzia di quello dolcissimo sacramento, lo Alessa e Catarina, [2] e Catarina serva inutile di Gesù [p. 320 modifica]Cristo si raccomandano; con desiderio di vedervi unito e trasformato nell’unico desiderio di Dio. O fuoco ardentissimo che sempre ardi, direttamente tu se’ uno fuoco. Così parve che dicesse la bocca della Verità: «Io son fuoco, e voi le faville». [3] Dice che ’l fuoco vuole sempre tornare nel suo principio, [4] e però sempre ritorna in su. inestimabile dilezione di carità, che bene dici vero che bene siamo faville. E però vuole che siano umiliate: e siccome la favilla riceve l’essere dal fuoco, così noi riceviamo l’essere dal primo nostro principio. E però disse egli: «Io son fuoco, e tu favilla». Dunque l’anima tua non si levi in superbia. E fa che tu faccia come la favilla, che prima va in sue, poi torna in giù. Perocché il primo movimento del santo desiderio nostro dee essere nel cognoscimento di Dio, e nell’onore suo; e poiché siamo saliti, discendiamo a cognoscere la miseria e la negligenzia nostra. addormentati, destatevi. E così saremo umiliati, trovandoci nell’abisso della sua carità. O madre dolce di carità, che non è veruna mente tanto dura né tanto addormentata, che non si dovesse destare e risolvere a tanto fuoco di carità.

Dilatate, dilatate l’anima vostra a ricevere il prossimo per amore e per desiderio. Ma non veggo che potiamo avere questo desiderio se l’occhio non [p. 321 modifica]si volle, come aquila, verso il legno della vita. O dolcissimo amore Gesù che dicesti: «Vuoi tu essere animato all’onore di me, e alla salute delle creature; e essere forte a sostenere ogni tribolazione con pazienzia? Or ragguarda me. Agnello svenato in croce per te; come, tutto, verso sangue da capo a’ piei, e non è udito il grido mio per mormorazione.

Non ragguardo la tua ignoranzia, né la tua ingratitudine mi ritrae, che, come pazzo[5] e trasformato per fame che io ho di te, io non adoperi la tua salute.

Or, carissimi e dolcissimi fratelli, levianci, levianci di tanta negligenzia, e corriamo con sollicitudine per la via della verità; ma corriamo con sollecitudine e morti; [6] e non ci ritragga la ingratitudine delle creature. Seminate, seminate la parola di Dio; rendete i talenti commessi a voi. E non tanto che Dio n’abbi commesso uno talento, ma Egli ve n’ha commessi dieci a voi e al prossimo vostro, i quali sono i dieci comandamenti, che sono la vita dell’anima vostra. Adunque siate sollecito d’esercitarli.

Ricordovi di quella santa abitazione della cella dell’anima e del corpo. E così dite a Frate Tommaso [7] e agii altri nostri fratelli. Pregovi che siate [p. 322 modifica]solliciti: il tempo è breve, il camino è lungo. Io son misera miserabile, perocché sono tanto moltiplicati i miei peccati, che mai, poiché voi andaste non fui degna di ricevere il dolcissimo e venerabile sacramento. Questo vi dico perchè voi m’aitiate a piagnere, e preghiate che mi sia aitato, acciocché io riceva la plenitudine della grazia. Perdonate, Padre, alla mia ignoranzia, e raccomandatemi alla vostra santissima Messa, e io riceverò il corpo dolce del Eigliuolo di Dio spiritualmente da voi.

Io Alessa vi prego che preghiate quello dolcissimo Agnello, che mi faccia insieme con voi vivere e trasformare nell’amore di Dio e nel cognoscimento di me. Raccomandomi cento cento migliaia di volte.

Maravigliomi, come voi non ci avete mandato novelle di voi, conciosiacosachè io ve ne pregassi. Secondo che io ho inteso, parmi che vi sia la mortalità.[8] Raccomandateini a frate Tomaso; e se v’è la mortalità, e’ pare a frate Tomaso che voi ne veniate ambedue. Altro non dico. Raccomandovi il vostro frate Tomaso, e gli altri vostri fratelli e suore e figliuole.

Pregovi che voi mandiate una lettera a mona Gemmina[9] perocché voi sete degno di riprensione, però che vi partiste e non le faceste motto. Laudato sia Gesù Cristo crocifisso. Amatevi, amatevi insieme.

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