Chapter 63 of 202
LIX
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LIX.- A Messer Pietro, Prete da Semignano.[1]
A un prete che odia un altro prete. E d’altri preti immondi. Parole d’affettuosa severità.
Al nome di Gesù Cristo crocifisso e di Maria dolce. Padre[2] carissimo, per reverenzia di quello Sacramento il quale avete a ministrare.[3] Io Catarina, serva e schiava de’ servi di Gesù Cristo, scrivo a voi nel prezioso sangue suo; con desiderio di vedervi vasello d’elezione a portare il nome di Cristo, e con affetto e desiderio esercitare la vita vostra in pacificarvi col nostro Creatore, e la creatura con la creatura. Perocché il dovete fare, e sete tenuto[4] di farlo. E credo, se nol farete, voi riceverete grandissima e dura riprensione da Dio. Siate, siate spec[p. 268 modifica]chio di virtù; e ragguardate la vostra dignità; poiché Dio per sua misericordia v’ha posto in tanta eccellenzia, quanto è avere a ministrare il fuoco della divina carità, cioè il corpo e il sangue di Cristo crocifisso. Pensate che la natura angelica non ha tanta dignità. Vedete che nel vasello dell’anima vostra egli ha messa la parola sua. Ben vedete che favellando in persona di Cristo, voi avete autorità di consecrare quello dolcissimo Sacramento: e però ve la conviene portare con grandissimo fuoco d’Amore, e con purità di mente e di corpo, e col cuore pacifico; traendo ogni rancore e odio dall’anima vostra.
Oimè, oimè, dove è la purità de’ ministri del Figliuolo di Dio? Pensate, che come voi richiedete la nettezza del calice per portare all’altare, che se fusse lordo nol vorreste; così pensate che Dio, somma ed eterna Verità, richiede l’anima vostra pura e netta da ogni macchia di peccato mortale, e singolarmente dal peccato della immondizia. Oimè disavventurata l’anima mia! Al dì d’oggi si vede tutto il contrario di questa purità, la quale Dio richiede; perocché, non tanto che essi siano tempio di Dio, e portino il fuoco della parola sua, ma essi sono fatti stalla, e luogo di porci e d’altri animali,[5] portando il fuoco dell’ira, odio, e rancore e malevolenzia[6] nella casa dell’anima sua. Perocché egli tiene ad albergare i porci, cioè, una immondizia che continuamente vi s’involve dentro, siccome il porco nel loto. Oimè, che grande confusione è que[p. 269 modifica]sta di vedere che gli Unti di Cristo si diano a tanta miseria e iniquità! E non hanno in riverenzia la creazione, perocchè sono creati alla immagine e similitndine di Dio, nè il sangue del quale sono ricomprati, nè la dignità che essi hanno del sacramento, dato a loro per grazia e non per debito.
Oimè, padre carissimo, aprite l’occhio del cognoscimento, e non dormite più in tanta miseria. E non mirate perchè Dio faccia ora vista di non vedere: perocché quando verrà il punto della morte, la quale neuno può schifare, egli mostrerà bene, che egli abbia veduto; e allora se n’avvedrà l’uomo. Perocché ogni colpa sarà punita e ogni bene remunerato. Questo non pensano gli stolti, che non veggono che Dio è sopra di loro. E io dico che Dio vede lo intrinseco del cuore: onde noi ci potiamo ben nascondere all’occhio della creatura, ma non a quello del Creatore.
Oimè! or siamo noi bestie o animali? Veramente io m’avveggo di sì; non in quanto alla creazione ed all’essere che Dio ci ha dato, ma secondo[7] la mala disposizione nostra, perocché senza veruno freno di ragione ci lassiamo guidare a questa parte sensitiva, e animale dietro, dilettandoci delle brutte e vane dilettazioni; e andiamo scorrendo per le delizie del mondo, enfiati di superbia. E tanto innalza la superbia il cuore dello stolto, che si lassa possedere a lei, e non si vuole umiliare né a Dio né alla creatura. Onde alcuna volta gli sarà fatta ingiuria o di morte o d’altre cose temporali, e per [p. 270 modifica]la superbia sua non si vuole umiliare a perdonare al suo nemico, ma ben vuole che le grandissime colpe e ingiurie, che egli ha fatte a Dio, gli sieno perdonate. Ma egli è ingannato: perocché, con quella misura che egli misura ad altrui, sarà misurato a lui.
Non voglio dunque, che siate di questi cotali voi: ma voglio che virilmente voi siate vasello pieno d’amore e di dilezione, e d’affetto di carità. Perocché[8] io mi maraviglio molto, che uno vostro pari possa tenere odio, avendovi Dio tratto dal secolo, e fatto angelo terrestre in questa vita, per la virtù nel sacramento: e voi per lo vostro difetto v’involvete nel secolo. Non so in che modo voi vi recate a celebrare. Onde io vi dico, che se permaneste ostinato nell'odio,[9] negli altri difetti vostri: dovete aspettare il divino giudicio, che verrebbe sopra di voi. Io vi dico: non più tanta iniquità! Correggete la vita vostra; e pensate che dovete morire, e non sapete quando. Bagnatevi nel sangue di Cristo crocifisso: e non dubito che, se ragguarderete il sangue di questo Agnello, voi spoglierete il cuore e l’affetto d’ogni miseria, e singolarmente dell’odio. Questo v’addimando per grazia e misericordia: e voglio che facciate questa pace. Or che confusione è a vedere stare due sacerdoti in odio mortale! Grande miracolo che Dio non comanda alla terra che v’inghiottisca ambedue.
Orsù dunque virilmente! Mentre che sete nel tempo di potere ricevere misericordia, ricorrete a Cristo, crocifisso, che vi riceverà benignamente purché voi vogliate. E pensate che se nol faceste, [p. 271 modifica]caderebbe sopra, voi quella sentenzia che fu data a quello servo iniquo, il quale aveva ricevuta tanta misericordia del grande debito che aveva col signore, e poi al servo suo non volse lassare una piccola quantità, ma mettevaselo sotto i piedi, e volevalo strangolare: onde sapendo il signore, giustamente revocò la misericordia che gli aveva fatta, e fecene giustizia, comandando a’ servi suoi che gli leghino le mani e’ piedi, e sia messo nelle tenebre di fuore. Non pensate che la divina bontà dolce del buono Gesù ponesse questa similitudine se non per coloro che stanno in odio con Dio e col prossimo loro. Non voglio dunque che aspettiate più questa reprensione; ma voglio che la misericordia che avete ricevuta e ricevete, voi la participiate col nemico vostro: perocché in altro modo non potreste participare la grazia di Dio, e sareste privato della visione sua.
Non dico più. Rispondetemi della vostra intenzione e volontà. Permanete nella santa e dolce dilezione di Dio. Gesù dolce, Gesù amore.
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