Chapter 167 of 202
CLXIII
CLXIII. — A Monna Franceschina in Lucca.
Amore esercita insieme col cuore l’intendimento; inchiude tutte le virtù e le trae a sé L’amore del bene sommo al diletto congiunge la soddisfazione del desiderio continua, quieta. Amando il Redentore, saremo trasformati in lui: la sua croce, anziché peso, sarà bastone a reggere i nostri passi nell’arduo viaggio.
Al nome di Gesù Cristo crocifisso e di Maria dolce.
A Voi, dilettissima e carissima suore e figliuola in Cristo dolce Gesù. Io Catarina serva e schiava de’ servi di Gesù Cristo, scrivo e confortovi nel prezioso sangue suo; con desiderio di vedervi vera serva e figliuola del dolce e buono Gesù, bagnata e vestita[1] del sangue del Figliuolo di Dio, acciò che ogni vestimento d’amore proprio sia partito[2] da voi e ogni negligenzia e ignoranza. Onde io voglio che seguitiate quella dolce e innamorata di Maddalena, la quale non si staccò mai dall’arbore della croce santissima; ma con perseveranzia ella s’inebriava e bagnava del sangue del Figliuolo di Dio; e tanto s’empì la memoria e ’l cuore e lo intendimento [3], che mai non si potè voliere ad amare altra cosa che Cristo Gesù. Così voglio che facciate voi, infino all’ultimo della vita vostra crescendo di virtù in virtù, e non restandosi[4] in perseverare le giornate, come vero pellegrino non vollendosi a dietro per neuna stanchezza. E non vi ponete a sedere per negligenzia; ma voglio che pigliate il bastone [p. 44 modifica]della santìssima croce dove sono piantate e fondate tutte le virtù; ragguardando l’Agnello svenato per noi con tanto ardentissimo fuoco che deverebbe ardere e consumare ogni freddezza e durezza di cuore amore di sé medesimo, il quale fusse nell’anima.
Oh come potrà fare la sposa che non sèguiti le vestigie dello sposo suo, cioè con amore sostenere, e andare per la via delle pene, per qualunque modo Dio ce le concede? Or vi levate su con una pazienzia e vera umiltà, a seguitare l’Agnello mansueto, col cuore liberale largo e caritativo: e abbandonare voi per lui, imparando da esso Gesù che per darci la vita della Grazia, perde l’amore del corpo suo. E in segno di 1-irghezza egli aperse tutto sé medesimo; e poi che fu morto in segno d’amore, del costato suo fece bagno. Volete stare sicura? Or vi nascondete dentro da questo costato. E guardate che da questo cuore partito[5] voi non siate trovata di faori: benché se voi v’entraste, vi trovereste tanto diletto e dolcezza, che non vi vorreste mai partire. Perocché ell’è una bottiga aperta, piena di spezieria, con abbondanza di misericordia; la quale misericordia dà Grazia; e conduce alla vita durabile, dove è vita senza morte, sazietà senza fastidio, fame senza pena, letizia perfetta e compiuta senza neuna amaritudine. Ine é saziato il gusto e l’appetito[6] della creatura. inestimabile e ineffabile carità, chi ti costrinse a darci questo vero bene? solo lo smisurato tuo amore, col quale tu creasti la tua creatura, non per debito che tu avessi, però che noi siamo obligati a te, non tu a noi. [p. 45 modifica]Ma pensate, dilettissima suoro in Cristo dolce Gesù, che l’anima non può venire a tanto bene di vedere Dio se prima in questa vita non s’ingegna di gustarlo per ardentissimo ed affocato amore, il quale amore inchiude e trae a sé[7] tutte le virtù. Non manca virtù all’anima che è ferita della saetta della divina carità; la quale carità s’acquista alla mensa della santissima croce, dove è l’Agnello immacolato che è mensa, cibo e servitore.
Or come si potrebbe tenere l’anima che non amasse il dolce suo Salvatore, vedendosi tanto a,mare da lui? Usanza e consuetudine è dell’amore che sempre rende amore per amore: ed è trasformata la cosa [8] che ama nell’amato. Così l’anima sposa di Cristo, che si vede amare da lui, dimostri che gli voglia rendere cambio, rendendogli amore; cioè che per amore voglia portare pene e obbrobri per lui: e così si trasforma e diventa una cosa con lui per amore e per desiderio: e ama ciò che Dio ama, e odia ciò che Dio odia, perchè vede che il dolce Gesù sommamente si dilettò di portare la croce delle molte fadighe per amore dell’onore del Padre e della nostra salute, come mangiatore e gustatore delle anime. E a questo modo cel conviene gustare a noi, e conformarci con lui.
Or corriamo, e non dormiamo più nel letto della negligenzia, ad andare a questo vero bene. Altro non dico. Permanete nella santa e dolce dilezione di Dio. Gesù dolce, Gesù amore.
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