Chapter 164 of 202
CLX
CLX. — Giovanni Perotti cuoiaio da Lucca, e a Mona Lippa sua Donna.
Ringrazia d’un’imagine sacra che il buon nomo vestì. Carità è vestimento che dà calore e forza e vita; ricopre e abbellisce. Peccato è nudità.
Al nome di Gesù Cristo crocifisso e di Maria dolce.
Dilettissimo e carissimo figliuolo in Cristo Gesù. Io Catarina, serva e schiava de’ servi di Gesù Cristo, scrivo a voi nel prezioso sangue del Figliuolo di Dio; con desiderio di vedere in voi adempiuta quella parola del dolce Apostolo Paolo quando diceva: Induimini Dominum nostrum Jesum Christum. Cioè spogliatevi dell’uomo vecchio e vestitevi dell’uomo nuovo, cioè di Cristo crocifisso, il quale è quello vero vestimento che ricuopre la nudità dell’uomo, e vestelo di virtù. Oh inestimabile e diletta Carità, che s’è fatto nostro vestimento, poiché per lo peccato perdemmo la vita della Grazia! Venne come innamorato, costretto dal fuoco della divina carità. Avendo noi perduto il detto vestimento della Grazia, il caldo della divina carità; esso, come fuoco, ci tolse la freddezza, vestendosi della nostra umanità. Allora riavemmo il vestimento della Grazia, la quale non ci può essere tolta né per dimonia né per creature, se noi medesimi non vogliamo. Adunque vi prego fratello, e suoro mia carissimi, che siate [p. 36 modifica]solleciti di prendere questo santo e dolce vestimento; non commettendo negligenzia, acciò che non vi sia detta quella parola di rimproverio: «Maledetto sia tu che ti lasciasti morir di freddo e di fame!» Poiché Cristo è tuo vestimento ed èttisi[1] dato in cibo. Oimè! or quale sarebbe quel cuore tanto indurato e ostinato che non si levasse a spogliarsi d’ogni ignoranzia e negligenzia, e vestirsi di questo dolce vestimento, il quale dà vita a coloro che sono morti? quanto sarà dolce e beata l’anima nostra quando verrà il tempo nostro, che saremo richiesti dalla prima dolce Verità nel tempo dolce della morte, dove l’anima gode ed esulta quando si vede vestita del vestimento della divina Grazia! Il quale è uno vestimento, che le dimonia non posson contro di lui: perocché la Grazia fortifica e tolle ogni debilezza; solo il peccato[2] è quella cosa che indebilisce l’anima. O quanto é pericoloso e perverso il vestimento del peccato! Ben è da fuggirlo con odio e dispiacimento:[3] poiché tanto c’é nocivo, e spiacevole e abominevole a Dio.
Con ardore e infiammato desiderio vi levate a stringere e vestirvi di questo dolce vestimento nuziale della divina carità; il quale l’anima si mette per non esser cacciata dalle nozze della vita durabile, alle quali Dio c’invitò e invita in sul legno della santissima croce. Prego la somma eterna Verità che vi faccia sì andare virilmente che giugiate al termine e fine per lo quale voi foste creati. E siccome per [p. 37 modifica]carità e per amore vestiste il bambino[4] di drappo; così vesta egli voi di se medesimo, uomo nuovo, Cristo crocifisso. Ringraziovi molto. Permanete nella santa e dolce dilezione di Dio. Gesù dolce, Gesù amore.
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