Chapter 179 of 183
INDICE DEI NOMI E DELLE COSE NOTEVOLI · 6
Pietro (s.)—Primo pontefice, 231 —Ha dato lume nella Chiesa con la predicazione e col sangue, 240 —Rinnegò Cristo perché lo amava ancora d’amore imperfetto, 111 —Pianse, ma di pianto imperfetto, 116 —Il suo amore e quello degli altri apostoli fu imperfetto fino alla Pentecoste, 116.
Pietro martire (s.)—Scrive il «credo» col suo sangue, 377.
Pilato—Fece uccidere Cristo per il perverso timore di perdere la signoria, 234.
ponte—V. allegoria del ponte, 42 a 44.
Pontefice—Chiamato da Caterina «Cristo in terra», 231, 232, 269 —Chi è fuori della sua obbedienza sta in stato di dannazione, 364 —Deve punire la simonia, 269.
potenze dell’anima—Quali sono, 10 —Sono la dote data all’anima da Dio, e che a Dio deve tornare, ivi —Accordate l’una con l’altra, 51 —Se non sono congregate, non può l’anima avere perseveranza, 100 —Iddio si trova nel mezzo di esse quando sono congregate, 103 —Raffigurate nei tre scaloni del ponte allegorico, 100, 104, 105, 401.
povertá di spirito—È di quelli che osservano i comandamenti e i consigli, 351 a 356 —Cristo ne dètte il primo esempio 352, 353 —I veri poveri di spirito sono poveri, ma non mendíchi, 345 —Quei poveri, che non hanno lo spirito della povertá, sono ricchi quanto a desiderio, ivi.
predicatori—Posti perché annunzino la parola di Dio, ed essi gridano solo col suono della parola, e però non fanno frutto, 260 —La gittano con parlare polito, ma non schietto che attenda a pascere l’anime, 388.
prelati—Sono obbligati di correggere i sudditi senza timore servile, 241, 242.
presunzione, 206 —Infermitá occulta, 217 —Presunzione nella misericordia di Dio, 95, 96, 289.
prosperitá. V. venti —Distoglie dalla virtú, 95 —Non è cattiva in sé, 184.
prossimo—Iddio ha posto il mezzo del prossimo, acciocché si faccia a lui quello che non si può fare a Dio, 119, 174 —Dobbiamo amarlo con discrezione, non facendo male di colpa a noi per utilitá altrui, 27 —Dobbiamo sovvenirlo spiritualmente e temporalmente, 12 —L’amore del prossimo dev’esser bevuto in Dio, 118, 119 —Il prossimo è il mezzo con cui si compiono tutte le virtú e tutti i difetti, 11 a 15.
Provvidenza—Non manca mai né ai perfetti né agl’imperfetti, 308 —Ingiusti lamenti contro la Provvidenza, 311 —Anche il solo lume naturale basta a farci conoscere la provvidenza di Dio, 308 —Accecamento di quelli che non sperano in essa, 314, 319, 320.
puritá perfetta—Modo di pervenirvi, 203.
Regno di Dio, cioè la buona e santa vita, 319.[460]
ricchezze e stati del mondo—Debbono possedersi come cosa prestata, 89 a 92 —I filosofi le spregiavano per non averne impedimento ad acquistare la scienza, 348.
ricco epulone—Per qual cagione temeva la dannazione dei suoi fratelli, 72.
riformazione della Chiesa—Sará data non con guerra né con coltello né crudeltá, ma con pace e quiete, lagrime e sudori de’ servi di Dio, 38, 167, 402.
riprensione—In che modo debba riprendersi il prossimo, 206, 207, 211, 212.
Sacerdoti—Loro dignitá, 220, 231 —Dell’eccellenza dei virtuosi sacerdoti, 238 a 247 —Quali dovrebbero essere gli eletti al sacerdozio, 269, 270 —Debbono essere sovvenuti dai fedeli nelle cose temporali, 230 —Di questa sostanza debbono farsi tre parti, ivi —Le colpe dei sacerdoti non diminuiscono la virtú dei sacramenti, 231 —Della riverenza che si deve ai sacerdoti, buoni o cattivi che siano, 247 a 249 —«Non vogliate toccare i miei unti», 232, 295 —Iddio reputa fatta a sé la persecuzione che si fa a loro, ivi —Questa colpa è piú grave di qualunque altra, 233 —Dei difetti degli iniqui sacerdoti, 249 a 284.
sacramenti—Loro virtú viene dal sangue di Cristo, 231 —Sacramento del Corpo di Cristo manifestato a Caterina, 225, 226 —Puritá che richiede in chi lo ministra e in chi lo riceve, 256.
sacrifizio—In che modo dee farsi a Dio sacrifizio di noi, 29.
sangue di Cristo—Dato largamente a tutta l’umana generazione, 267 —Dato a ministrare al vicario di Cristo, 124, 231 —Sparso per darci vita, spesso è occasione di morte pei nostri peccati, 33, 34.
scienza—S’ottiene con l’orazione piú che con lo studio, 192 —Può essere avvelenata dalla superbia, 270.
Scrittura (s.)—Interpretata dai santi della Chiesa, 163 —Non compresa se non letteralmente dai superbi, 165, 259.
sdegno—Lo sdegno verso il prossimo discosta l’anima da Dio e toglie talvolta anche la grazia, 203.
sensualitá—È contraria allo spirito, 196 —Dee conculcarsi sotto la ragione, 14, 139 —Si taglia col coltello di due tagli, cioè odio del vizio e amore della virtú, 89 —Due parti sono in noi: la sensualitá e la ragione; la sensualitá è serva, ed è posta per servire all’anima, 99 —L’obbediente la signoreggia, 380.
servi di Dio—Chiamati a cercar la gloria di Dio nella salute delle anime, 42 —Seguitando la dottrina di Cristo partecipano della sostanza del Verbo, 47 —Sono potati con molte tribolazioni per prova e accrescimento di virtú, 47.
Silvestro (s.)—Sua disputa sulla fede, 240 —Suo coraggio innanzi l’imperatore Costantino, 245.
similitudine—Del vasello e dell’acqua che si presenta al signore, 29. [461] —Della donna che dá alla luce il figliuolo, 28, 87. —Dello specchio, 31. —Della bália che prende la medicina, 35. —Del vasello pieno o vuoto, 104. —Della mosca e della pignatta, 176. —Della fornace e dell’acqua, 180. —Del vasello e del mare, 400. —Della candela bagnata, 223, 224. —Del lume e delle candele, 222. —Della candela senza il lucignolo, 222, 223. —Dello specchio che si rompe, 222. —Del sole, 220, 221. —Del vasello a cui si beve nella fonte, 118, 119. —Del tizzone e della fornace, 153. —Del suggello e della cera, 227, 228. —Della navicella nel mare tempestoso, 188. —Della navicella degli ordini religiosi, 372, 373. —Del giardino, 130. —Della porta con lo sportello, 378 a 380. —Del cane che fa la guardia, 285.
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