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The ConsciousLibrary

Chapter 76 of 202

LXXII

LXXII. — A Romano Linaiuolo alla Compagnia del Bigallo [1] in Firenze.

Segna il proposito fatto di darsi a Dio. Le ispirazioni sono mezzo che c’invitano a nozze d’amore, e ci porgono la veste nuziale: ma a prenderla richiedesi amore. Non ti volgere a guardare l’aratro. Obbedienza è vomere che rompe la durezza della volontà, ne sterpa le male erbe, e prepara il terreno.

Al nome di Gesù Cristo crocifisso e di Maria dolce.

Carissimo figliuolo in Cristo dolce Gesù. Io Catarina, serva e schiava de’ servi di Gesù Cristo, scrivo a te nel prezioso sangue suo; con desiderio di [p. 8 modifica]vederti che tu non volla il capo addietro a mirare l’aratro, ma perseverante nella virtù; perocché tu sai che sola la perseveranzia è quella cosa che è coronata. Tu se’ chiamato e invitato[2] da Cristo alle nozze di vita eterna: ma non vi dee andare chi non è vestito. Vuolsi adunque esser vestito del vestimento nuziale, acciò che non sia cacciato dalle nozze, come servo iniquo. Farmi che la prima dolce Verità t’abbia mandati i messi ad annunziare le nozze, e a recarti il vestimento: e questi messi sono le sante e buone spirazioni[3] e dolci desiderii che ti sono dati dalla clemenzia dello Spirito Santo. Queste sono quelle sante cogitazioni che ti fanno fuggire il vizio e spregiare il mondo con tutte le delizie sue, e fannoti giungere alle nozze delle vere e reali[4] virtù. Vestesi l’anima d’amore, col quale amore entra alla vita durabile. Sicché vedi che le spirazioni sante di Dio ti recano il vestimento della virtù, fannotelo amare (e però ti vesti);[5] ed invitati alle nozze di vita eterna. Perocché dopo il vestimento della virtù e della ardentissima carità séguita la Grazia, e dopo la Grazia la visione di Dio, dove sta la nostra beatitudine.

E però io ti prego per l’amore di Cristo crocifisso che tu risponda virilmente senza negligenzia. Pensa che non è niente il cominciare e il metter [p. 9 modifica]mano all’aratro, come detto è. I santi pensieri sono quelli che cominciano ad arare, e la perseveranzia delle virtù finisce. Colui che ara, rivolta la terra: così lo Spirito Santo rivolta la terra della perversa volontà sensitiva. E spesse volte l’uomo innamorato di sì dolce invito e reale vestimento, per fender meglio la terra sua, cerca se trovasi un vomere bene tagliente per poterla meglio rivoltare: e vede e trova[6] che neuno ne trova sì perfetto a rompere e tagliare e divellere [7] la nostra volontà qui,[8] quanto il ferro e il giogo della santa obbedienzia. E poiché l’ha trovato, impara dall’obbediente Verbo Figliuolo di Dio; e per lo suo amore vuol essere obbediente infino alla morte. E non ci fa punto resistenza. E egli fa come savio, che vuole navigare colle braccia d’altrui, cioè dell’Ordine, e non sopra le sue.

Ricordomi, che tu con santo desiderio e proponimento ti partisti da me, di voler rispondere a Dio che ti chiamava, e di volere essere alla santa obbedienzia. Non so come tu tel fai. Pregoti che quello che non è fatto, che tu 'l facci bene e diligentemente con buona sollecitudine; e sappiatene spacciare e tagliare dal mondo. E non aspettare tempo, che tu non sei sicuro d’averlo. Grande stoltizia e mattezza è dell’uomo che egli perda quello che ha per quello che non ha. Bagnati nel sangue di Cristo crocifisso, nasconditi nel costato suo, nel quale vederai il segreto del cuore. Mostra la prima [p. 10 modifica]dolce verità che l’operazione sua fatta in noi è fatta con amore di cuore; e tu con amore gli rispondi. Egli è il dolce Dio nostro che non vuole altro che amore. E colui che ama, non offenderà mai la cosa amata. Orsù, figliuolo mio, non dormire più nel sonno della negligenzia. Vattene tosto al tuo padre messer l’abbate con volontà morta e non viva: [9] che se tu andassi con volontà viva, direi che tu non vi mettessi piede; chè non si farebbe[10] né per te né per lui. Spero per la bontà di Dio, che tu seguiterai le vestigio di Cristo crocifisso. E non ti porre a sciogliere e’ legami del mondo, ma tira fuori il coltello dell’odio e dell’amore, e taglia spacciatamente. Altro non dico. Permani nella santa e dolce dilezione di Dio. Gesù dolce, Gesù amore.

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LXXII · Letters — Catherine of Siena · The Conscious Library