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The ConsciousLibrary

Chapter 78 of 202

LXXIV

LXXIV. — A Frate Niccolò da Monte Alcino[1] dell’Ordine de’ Frati Predicatori.

La croce è scala. Da’ piedi il primo affetto del bene, giacché l’affetto è i piedi dell’anima: nel costato il segreto dell’amore; alla bocca il bacio della pace. Ambasciate di sagrifizio.

Al nome di Gesù Cristo crocifisso e di Maria dolce.

A voi, dilettissimo e carissimo figliuolo mio in Cristo Gesù. Io Catarina, serva e schiava de’ servi di Gesù Cristo, scrivo nel prezioso sangue suo; con desiderio di vedervi posto in su la mensa della santissima croce, dove si trova l’Agnello immacolato che s’è fatto a noi cibo, mensa e servitore. Considerando me che d’altro cibo non si può dilettare né saziare l’anima, dico che ci conviene andare per la [2] via: egli è essa via. Qual fu la via sua? fu quello che egli mangiò in essa via; pene, obbrobrii, e strazii, villanie, e infino [3] l’obbrobriosa morte [p. 16 modifica]della croce. Convienci salire, poiché siamo giunti all’obietto nostro. Veramente così fa l’anima, poiché ha veduta la via che ha fatta il Maestro suo. Oh che é a vedere tanto consumato amore, che di sé medesimo, cioè del corpo suo, ha fatto scala per levarci della via delle pene; e ponerci in riposo! O figliuolo carissimo, chi dubita che nel principio della via gli pare fadigoso;[4] ma poich’eli è giunto a’ piei dell’ affetto, dell’odio e dell’amore,[5] ogni cosa amara gli doventa dolce. Sicché il primo scalone [6] nel corpo di Cristo sono i piei. Questa fu la regola ch’egli insegnò una volta a una sua serva, dicendo: «Lèvati su, figliuola, lèvati sopra di te, e sali in me. E acciocché tu possa salire, io t’ho fatta la scala, essendo chiavellato in croce. Fa', che prima tu sagli a’ piei, cioè l’affetto e il desiderio tuo; perocché come i piei portano il corpo così l’affetto porta l'anima. A questo primo, cognoscerai te medesima. Poi giugnerai al lato del costato aperto, per la quale apritura ti mostro il segreto mio: che quello che io ho fatto, ho fatto per amore cordiale. Ine si inebria l’anima tua[7]». In tanta pace gusterete Dio-e-uomo. Ine si troverà il caldo della divina carità: cognoscerete la infinita bontà di Dio. Poiché abbiamo cognosciuto noi e cognosciuto la bontà sua, e noi giugneremo alla pace[8] della bocca. Ine gusta [p. 17 modifica]tanta pace e quiete, che, come cosa levata in alto, neuna amaritudine che vegna, gli può aggiugnere. Egli è quello letto pacifico dove si riposa l’anima. E però dissi ch’io desideravo di vedervi posto in su la mensa della santissima croce.

Orsù, figliuolo, non stiamo più in negligenzia; che il tempo de’ fiori [9] ne viene. Abbiate buona sollecitudine delle pecorelle vostre. Fate che, se l’obbedienzia non ve ne manda, che voi non vi partiate. Dite a coteste donne che si riposino in su la croce collo sposo loro Cristo crocifisso. Dite a Frate Giovanni che si sveni [10] e aprasi in su la croce per Cristo. Permanete nella santa e dolce dilezione di Dio. Gesù dolce, Gesù amore.

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LXXIV · Letters — Catherine of Siena · The Conscious Library