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Chapter 33 of 202

XXIX

XXTX. — A Madama moglie di Bernabò Visconti.[1]

Alla moglie e madre parla a lungo d’amore. Che impari ad amare desiderando d’amare. Che la grandezza rea è nulla. Esorti al bene il marito. Curi l’anima de’ figliuoli. A lei risparmia lo parole severe; abbonda in consigli.

Al nome di Gesù Cristo crocifisso e di Maria dolce.

Reverenda [2] madre in Cristo Gesù. Io Catarina, serva e schiava de’ servi di Gesù Cristo, scrivo a voi nel prezioso sangue suo; con desiderio di vedervi vestita del vestimento dell’ardentissima carità, sì e per siffatto modo che voi siate quel mezzo e strumento, che facciate pacificare lo sposo vostro con Cristo dolce Gesù, e col vicario suo, Cristo in terra. Son certa che se sarà in voi la virtù della carità, non si potrà tenere che lo sposo vostro non ne senta il caldo. E così vuole la prima Verità, che voi siate due in uno spirito, [3] e in uno affetto e santo desiderio. Questo non potreste fare se non fusse in voi questo amore.

Ma voi mi direte: «dacché io non ho l’amore, e senza amore io noi posso fare, che modo tengo [4] [p. 126 modifica]d’averlo?» Dicolo a voi, che l’amore non s’acquista se non con l’amore. Perocché colui che vuole essere amato, prima gli conviene amare, cioè d’avere volontà d’amare. Poich’egli ha avuto questa volontà, conviengli aprire l’occhio del cognoscimento; e vedere dove si trova, e come si trova, questo amore.

In sé medesimo il trova. Come? Cognoscendo, sé medesimo [5] non essere; vedendo sé non essere per sé medesimo, retribuisce, e cognosce da Dio avere l’essere suo, e ogni grazia che è fondata sopra questo essere, cioè le grazie e doni spirituali e temporali che Dio ci dà. Che se noi non fussimo, non potremmo ricevere neuna grazia. Sicché ogni cosa ha e trova [6] d’avere per la inestimabile bontà e carità di Dio, Come l’anima ha trovata e veduta in sé tanta bontà del suo Creatore, levasi e cresce in tanto amore e desiderio, che sé e ’l mondo con tutte le delizie sue spregia e ha in dispetto. E non me ne maraviglio; perocché eli’ è condizione dell’amore, che quando la creatura si vede amare, subito ama. Come egli ama, elegge innanzi la morte, che offendere quello ch’egli ama. Ella [7] si nutrica nel fuoco dell’amore, perchè s’ha [8] veduta tanto amare; quando vede, sé essere stato quel campo e quella pietra dove fu fitto il gonfalone della santissima croce. Che voi sapete bene che né la terra né la pietra avrebbe tenuta la croce, né [p. 127 modifica]chiovi nè croce avrebbero tenuto il Verbo dell’unigenito Figliuolo di Dio, se l’amore non l’avesse tenuto. Adunque l’amore che Dio ebbe all’anima nostra, fu quella pietra e quelli chiovi [9] che l’hanno tenuto.

Or questo è il modo di trovare l’amore. Poiché abbiamo trovato il luogo dove sta l’amore, in che modo cel conviene amare? leverenda e dolcissima madre, egli è la regola e la via: e altra via che quest’utia non c’è. La via sua, ch’egli insegna a noi, la quale dobbiamo seguitare, se vogliamo andare per la luce, e ricevere vita di Grazia, si è andare per le pene, per gli obbrobri, scherni, strazi e villanie e persecuzioni; con esse [10] pene conformarsi con Cristo crocifisso. Egli fu quello Agnello immacolato che spregiò le ricchezze,[11] signorie del mondo. Conciosiacosachè [12] fusse Dio e uomo; nondimeno, come regola e via nostra, egli ce l’insegna, fatto osservatore della legge e non trapassatore[13]. Egli è umile e mansueto; che non è udito il ’grido suo per neuna mormorazione. Egli ha aperto sé medesimo per larghezza d’amore. Diventa gustatore e mangiatore della salute nostra; non cercando ne vedendo se, ma solo l’onore del Padre e ’l bene delle creature. Egli non schifa le pene; anco va dietro a esse pene. Gran cosa è a vedere il dolce e buono Gesù, che governa e pasce[14] il mondo tutto; [p. 128 modifica]ed esso medesimo in tanta miseria e necessità, che non è neuno che sia simile a lui. [15] Egli è mendico in tanto, che Maria non ebbe panno condecente dove involvere il Figliuolo suo. Nell’ultimo muore ignudo in croce, per rivestire l’uomo, e coprirgli la sua nudità. Nudo era fatto per lo peccato commesso, perduto aveva il vestimento della Grazia: sicch’e’ si spoglia[16] della vita, e noi ne veste. Dico che l’anima, che ara trovato amore nell’affetto di Cristo crocifisso, che ella si vergognerà di seguitarlo per altra via che per Cristo crocifisso; non vorrà delizie, né stati, ne pompe; anco vorrà stare come pellegrina viandante in questa vita, che attende pure [17] di giungere al termine suo. Ne per prosperità che trovi nella via ne avversità, se egli è buono pellegrino, non tarda però il suo andare, anco va virilmente, per l’amore e affetto che egli ha posto al termine suo, al quale aspetta di giungere.

Così voglio che facciate voi, dolcissima madre e sirocchia in Cristo dolce Gesù. Non voglio che miriate per li grandi stati che abbiate, né per le gran ricchezze [18] e diletti; né avversità o tribolazione che vedessi venire. Non vi ritragga il diletto, né non vi ritragga la pena; ma con cuore virile [p. img modifica].mw-parser-output p.freedImg,.mw-parser-output div.freedImg2>p.freedImg2,.mw-parser-output #mySpan1,.mw-parser-output #mySpan2,.mw-parser-output.mySpan1,.mw-parser-output.mySpan2{text-indent:0}.mw-parser-output #mySpan2 a,.mw-parser-output.myspan2 a{width:inherit}.mw-parser-output.freedImg,.mw-parser-output.newFreedImg{width:inherit;height:auto}.mw-parser-output.newFreedImg img{object-fit:contain;width:100%;height:100%}.mw-parser-output.imgCaption{font-size:94%;line-height:1.0;margin:.375em 0 0 0;padding:.25em 1px.75px}.mw-parser-output.imgCaption p{text-indent:0!important;margin:0}L'antica casa di Santa Caterina(Disegno Busiri) [p. 129 modifica]correte per questa via, dilettandovi sempre della virtù e di portar pena per Cristo crocifisso che sì dolcemente ne ha [19] insegnata. Prendete delle cose del mondo per necessità della natura, e non per affetto disordinato: che troppo sarebbe spiacevole a Dio che voi poneste l’amore in quella cosa ch’è meno di voi, che non sarebbe altro che perdere la dignità sua. Che tale diventa la creatura, quale è quella cosa che egli ama. Se io amo il peccato, il peccato non è: ecco che io dovente non covelle. A maggiore viltà non può[20] venire. Il peccato non procede da altro, che amare quello che Dio odia, e odiare quello che Dio ama: dunque amando le cose transitorie del mondo, e sé medesimo d’amore sensitivo, offende, perocché é quella cosa che Dio odia, e tanto gli dispiacque, che ne volle fare giustizia e vendetta sopra il corpo suo. Fece di sé un’ancudine, fabricandovi[21] su le nostre iniquità. Or che gran miseria e cecità é quella della creatura a vedere, sé creato all’immagine e similitudine sua, e anco riformato in Grazia (poiché la perde per lo peccato mortale), coll’abbondanzia del sangue suo riformato a questa immagine, ed ella è tanto cieca, che abbandona l’affetto e l’amore che l’ha fatto grande per la sua bontà, e dassi ad amare quelle cose che sono fuore di Dio, cioè traendo l’affetto e l’amore fuore di lui, e amare le cose create e sé medesimo senza lui! Che non è la forza degli stati e delizie del mondo, né le creature, che siano reprensibili; ma è i’ affetto che la persona vi pone, [p. 130 modifica]trapassandone per questo affetto il comandamento dolce di Dio.[22]

Così per lo contrario quando l’amore e l’affetto si leva da se, e ponlo tutto in Cristo crocifisso, egli viene nella maggiore dignità che possa venire, però che diventa una cosa col suo Creatore. E che meglio può avere, che essere unito in lui, ch’è ogni bene? E non la può riputare a se quella dignità e unione, ma all’amore. Perchè sarebbe grande una serva che fusse presa per sposa dallo imperatore, che subito che ella è unita con lui, è fatta imperatrice, e non per sé, che ella era serva, ma per la dignità dello imperatore. Così pensate, carissima madre in Cristo dolce Gesù, che l’anima innamorata di Dio, che è serva e schiava ricomprata del sangue del Figliuolo di Dio, viene a tanta dignità, che ella non si può chiamar serva, ma imperatrice, sposa dell’imperator[23] eterno. Bene s’accorda colla parola della prima Verità: «il servire a Dio non è essere servo, ma regnare.» Anco gli tolle la servitù del peccato, e fallo libero. Bene è forte dunque questa unione perfetta, che, oltre alla dignità della creazione sua, per l’unione dell’amore e delle virtù, fa perfetta questa dignità prima dell’essere,[24] cioè per l’unione che ha fatta col suo Creatore. Questa s’è spogliata dell’uomo vecchio di sé medesima, e vestita del nuovo Cristo dolce Gesù. Allora è atta l’anima a ricevere e tenere la Grazia, con la quale in questa vita gusta Dio; poi nell’ultimo vede l'eterna visione sua, dove si pa[p. 131 modifica]cifica, ed ha perfetto riposo e quiete; però che sono adempiuti i desiderii suoi. Questa è la ragione che in questa vita non può avere pace, perchè non è saziato il desiderio suo, infino che non giunge all’unione della divina essenzia: ha solamente fame e desiderio mentre che è viandante e pellegrino in questa vita; desiderio ha di fare la via diretta, e ha fame di giungere al termine e fine suo.[25] Il quale desiderio il fa correre per la via battuta da Cristo crocifisso, sì come di sopra detto è. Che se non avesse amore al fine suo, cioè Dio non sarebbe [26] di voler saper la via. Adunque voglio che cresciate il santo e vero desiderio a seguitare questa via, che vi fa giungere al termine. Sappiate che ella non è buia né tenebrosa [27] né piena di spine; anco è lucida con vero lume. E batte ella questa strada.... col sangue su [28] Gesù Cristo, che é esso lume. Non ci ha spine; che ella è odorifera, piena di fiori e di soavi frutti; in tanto che come la creatura comincia a tenere[29] per essa strada e via dolce, gustavi tanta dolcezza, che innanzi elegge la morte che volersene partire. E conciosiacosachè in questa via ci si veggano spine, che paiano spine di molte tribulazioni e illusioni del dimonio, e ’l mondo ci si para innanzi coll’enfiata superbia; dico che non [p. 132 modifica]le cura l’anima che si diletta in questa via: ma fa come colui che va al rosario, [30] che coglie la rosa e lascia stare la spina: così ella delle tribolazioni e angosce del mondo, le lascia addietro, e coglie la rosa odorifera della vera e santa pazienza, ponendosi dinanzi all’occhio del cognoscimento il sangue dell’Agnello che dà vita, posto in capo di questa strada. Adunque correte, madre, e corriamo tutti [31] fedeli cristiani, all’obietto di questo sangue, dietro all’odore [32] suo. Allora diventeremo veramente ebri d’esso sangue, arsi e consumati nella divina dolce carità; fatti saremo una cosa con lui. Faremo [33] l’ebrio, che non pensa di sé, se non del vino ch’egli ha bevuto e di quello che rimane a bere. Inebriatevi di sangue per Cristo crocifisso: poi che l’avete innanzi, non vi lasciate morire di sete; non ne prendete poco, ma tanto che voi v’inebriate, si che perdiate voi medesima. Non amate voi per voi, ma voi per Dio; né la creatura per la creatura, ma solo a loda e gloria del nome di Dio; né amate Dio per voi, per vostra utilità, ma amate Dio per Dio, in quanto è somma Bontà, degno d’essere amato. Allora l’amore sarà perfetto e non mercenaio. Non potrete pensare altro che di Cristo crocifisso, del vino [34] che avete bevuto cioè della perfetta carità, la quale vedete che Dio v’ha data e mostrata innanzi la creazione del mondo innamo[p. 133 modifica]randosi di voi prima che voi fussi. [35] Che se non si fusse innamorato, mai non v’aveiebbe creata. Ma per l’amore ch’egli v’ebbe vedendovi in se, egli si mosse a darvi l’essere. Or qui si desteranno i pensieri vostri in questa carità. Ben dico che penserete in quello che è a bere, cioè aspettando e desiderando d’avere e gustare la somma eterna bellezza di Dio. Ora abbiamo trovato il luogo dove si riposa l’amore e dove l’anima l’acquista; e trovato in che modo cel conviene pigliare.

Or vi prego per l’amore di Cristo crocifisso, che non siate negligente, ma sollecita ad andare a questo luogo, a tenere per questa via mostrata di sopra. Facendolo, adempirete il desiderio e la volontà di Dio in voi; che non cerca né vuole altro che la vostra santificazione, il desiderio di me misera miserabile piena di peccati e d’iniquità, che ho fame e volontà [36] della salute vostra, sì per voi, e sì per lo mezzo che io voglio che siate allo sposo vostro, inducendolo a virtù e a seguitare la via della verità. Invitatelo e pregatelo quanto potete, a fare che sia vero figliuolo e servo di Cristo crocifisso, e obbediente al Padre santo, la cui vece tiene, [37] e non sia più ribello. Padre e madre carissimi, siate uniti in una volontà e in uno spirito. Non aspettate il tempo, che il tempo non aspetta voi. Guardate, guardate, che l’occhio di Dio è sopra di voi: e neuno è che da quell’occhio si possa nascondere. Egli è il dolce Dio vostro, che non ha bisogno di voi. Amocci prima che da noi fusse a[p. 134 modifica]mato, donocci sé medesimo per grazia, e non per debito. Non voglio che siate ingrata a tanto beneficio, ma grata e cognoscente, rispondendo alla grazia e clemenzia dello Spirito Santo. Pregovi che e’ figliuoli [38] vostri sempre li nutrichiate e alleviate nel timore di Dio. Non attendete pure a’ corpi loro, ma alla salute dell’anime. Sappiate, che Dio ve li richiederà nell’ultimo dì. Non dico più. Permanete nella santa e dolce dilezione di Dio. Perdonate alla mia ignoranzia, se troppo vi gravasse [39] di parole; ma per la fame e amore che io ho alla salute vostra, piuttosto farei in effetto che con parole.

Venne a me quel vostro fedele e servigiale per vostra parte, dissemi a bocca la vostra ambasciata, la quale io ho ricevuta molto graziosamente [40].... [41] Gesù dolce, Gesù amore.

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