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The ConsciousLibrary

Chapter 24 of 202

XX

XX. — A Benincasa suo fratello in Firenze.

Lo conforta a pazienzia: forse nella perdita degli averi.

Al nome di Gesù Cristo crocifisso e di Maria dolce.

Carissimo e dilettissimo fratello in Cristo Gesù. Io Catarina, serva e schiava de’ servi di Gesù Cristo, vi conforto nel prezioso sangue del Figliuolo di Dio: con desiderio di vedervi tutto accordato e trasformato con volontà di Dio; sapendo che lui[1] è quello giogo santo e dolce che ogni amaritudine fa tornare in dolcezza. Ogni gran peso diventa leggero sotto questo santissimo giogo della dolce volontà di Dio, senza la quale non potresti piacere a Dio, anzi gusteresti l’arra dell’inferno. Confortatevi, confortatevi, carissimo fratello, e non venite meno sotto questa disciplina di Dio; ma confidatevi, che quando l’aiuto umano vien meno, l’aiuto divino è presso. Iddio vi provvedere. Pensate che Giobbe perdette l’avere e’ figliuoli e la sanità; rimasegli la donna sua per un continuo flagello: e poi che Dio ebbe provata la pazienzia sua, gli ren- [p. 79 modifica]de ogni cosa a doppio, e alla fine vita eterna. Giobbe paziente non si disturbò mai; ma sempre adoperando la virtù della santa pazienzia, diceva: «Dio me l’ha date, Dio me l’ha tolte; sia il nome di Dio benedetto». Così voglio che facciate voi, carissimo fratello; che siate amatore della virtù, con una pazienzia santa, con una confessione spessa, che vi farà portare spesso[2] le vostre fadighe. E io vi dico: Dio userà la sua benignità e misericordia, e rimunereravvi d’ogni fadiga[3] che per lo suo amore voi averete portata. Permanete nella santa e dolce dilezione di Dio. Gesù dolce, Gesù amore.

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XX · Letters — Catherine of Siena · The Conscious Library