Chapter 196 of 202
CXCII
CXCII. — A Neri di Landoccio
Non tema della propria salute; e s’adoperi a conseguirla.
Al nome di Gesù Cristo crocifisso e di Maria dolce.
Carissimo e dolcissimo figliuolo in Cristo dolce Gesù. Io Catarina, serva e schiava de’ servi di Gesù Cristo, scrivo a te nel prezioso sangue suo; con desiderio di vederti sempre crescere di virtù in virtù, infine che io ti vegga tornare al mare pacifico[1] dove [p. 179 modifica]tu non arai mai dubitazione d’essere separato da Dio. Però che la puzza della legge perversa che impugna contro lo spirito, sarà rimasa alla terra e averàle renduto il debito suo. Voglio, dolcissimo figliuolo, che, mentre che vivi in questa vita, tu t’ingegni di vivere morto ad ogni propria volontà; e con essa morte acquisterai le virtù. Per questo modo vivendo, darà a terra la legge della perversa volontà. E così non dubiterai che Dio permetta in te quello che permise in quell’altro[2]; né averai pena perchè per spazio di tempo l’umanità[3] tua sia separata da me e dall’altra [4] congregazione. Confortati; e stiati a mente quello che disse la Verità, cioè delle sue mani non ne sarebbe tolto veruno. Dico, delle sue mani, perchè ogni cosa è suo. E io so che tu m’intendi senza molte parole. Altro non dico. Permani nella santa e dolce dilezione di Dio. Gesù dolce, Gesù amore.
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