Chapter 18 of 202
XIV
XIV. — A tre suoi fratelli in Firenze. [1]
Ordine della carità. Ordine dell’amorevole soggezione fraterna.
Al nome di Gesù Cristo crocifisso e di Maria dolce.
Carissimi fratelli in Cristo dolce Gesù. Risovviemmi [2] dello smisurato amore che ebbe il nostro [p. 59 modifica]dolce Salvatore, che diede a so la morte per darci la vita della Grazia. Non volse fare altro il nostro dolce Salvatore, se non che, vedendo che noi uscivamo dell’ordine[3] della carità, per renderci questa unione della carità, volse essere unito[4] con la più vituperosa morte che potesse eleggere, Oimè, che il nostro Salvatore vedeva noi infermati per lo appetito disordinato che noi abbiamo in noi medesimi a queste cose transitorie, che passano come il vento, e vengono meno, o elle a noi o noi[5] a loro. E però vi prego io, indegna serva e inutile, Catarina, che voi vogliate porre la vostra speranza in Dio, e non fidarvi di questa vita mortale che vien meno. Pregovi, come servi ricomperati, ohe il vostro desiderio e l’affetto dell’anima vostra voi il poniate con ogni sollecitudine al[6] Signore vostro, che v’ha ricomperati, come dice Santo Pietro: «Non v’ha ricomperati d’oro né d’argento, ma del suo dolcissimo sangue prezioso».
E però vi prego, fratelli carissimi, che voi questo dolce prezzo teniate molto caro, cioè che l’amiate; e per dimostrare che voi l’amiate, sempre siate amatori e osservatori de’ comandamenti di Dio, E singolarmente vi prego e costringo, da parte di Cristo crocifisso, del primo ed ultimo comandamento di Dio, cioè della carità e dell’unione di Dio. Di questa carità santa io vi voglio vedere tutti innamorati, e piene l’anime vostre. E questo è l’animo mio. Volendomi voi mostrare questa carità, sempre vi voglio vedere [p. 60 modifica]uniti e legati con questo dolce vincolo; acciocché né dimonio né detto [7] di neuna persona vi possa partire.
Ricordomi[8] della parola che disse Gesù Cristo: «che chi si umilia, sarà esaltato». Benincasa, tu che sei il maggiore, che tu vogli essere il minore di tutti; e tu, Bartolomeo, che voglia essere il minore del minore; e te, Stefano, prego che tu sia subiugato[9] a Dio ed a loro. E così dolcemente vi conserverete in perfettissima carità. Dio vi dia sempre la sua perfettissima Grazia. Altro non vi scrivo. Permanete nella santa e dolce dilezione di Dio. Gesù dolce, Gesù amore.
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