Chapter 174 of 202
CLXX
CLXX. — A Pietro Marchese del Monte, Podestà di Siena.
Al magistrato predica continenza, perchè possa con più autorità esercitare giustizia: ma condita con misericordia. Queste cose cadono opportune al prego ch’ella gli fa di punire un incontinente scandaloso, purché gli sia salva la vita. Figliuola di San Domenico, ma nel maschio animo, di cuore donna.
Al nome di Gesù Cristo crocifisso e di Maria dolce,
A voi, carissimo padre in Cristo dolce Gesù, io Catarina, serva, e schiava de’ servi di Gesù Cristo, mi vi raccomando nel prezioso sangue del Figliuolo di Dio; con desiderio di vedervi vero servo [p. 79 modifica]e cavaliere di Cristo, combattendo sempre virilmente contra i vizii e peccati, non con negligenzia, ma con vera e santa sollecitudine; sicché venendo quel punto dolce della morte, torniamo con la vittoria nella città vera di Gerusalem, visione di pace, dove noi non troveremo la carne che voglia ribellare allo spirito.
Ma attendete, padre, che, a volere la vita durabile, ci è bisogno di lasciare la carne, prima che venga la morte, e che la carne abbandoni noi; cioè lassare gli appetiti e i desiderii, e i sentimenti [1] carnali. Oimè non ve ne fate invitare a lasciarli; perocché non ci è tempo. E non è ninna cosa che faccia l’uomo bestiale, quanto questo perverso vizio. E grande stoltizia è della creatura, che si tolle tanta dignità, e per tanto trista cosa diventa animale bruto.[2]
Adunque stirpiamo, e combattiamo contra questo vizio, e contra ad ogni altro,[3] con l’odore della santa continenza e onestà; [4] con lo scudo della santissima croce riparare ai colpi. Sì che siate vero giudice e signore nello stato che [5] Dio v’ha posto; [p. 80 modifica]e drittamente rendiate il debito al povero, e al ricco secondo che richiede la santa Giustizia, la quale sempre sia condita con misericordia. Non dico più qui.
Manifestovi un caso ch’è intervenuto al monasterio di Santo Michele Angelo da Vico. Però che un giovane, il cui nome vi dirà la lettera che l’abbadessa del detto monasterio vi manda, il quale, già è buon tempo, le ha stimolate, e a tanto è venuto, che egli vi s’entra[6] ad ogni ora che gli piace, avendo smurata una finestra del monasterio,[7] mi nacciando quelle che non vogliono il male, di metter fuoco nel monasterio e ardevele dentro, secondo che esse hanno detto a me. Per la qual cosa vi prego e costringo che voi ci poniate quel rimedio che vi pare, e più convenevole; si che si ponga rimedio a tanta abominazione. Non vorrei, però, che egli perdesse la vita:[8] ma d’ogni altra pena io sarei molto consolata.[9] Non dico più sopra questa materia. Lo Spirito Santo v’illumini di questo e d’ogni altra cosa. Laudato sia Gesù.
Use the ← → keys to move between chapters.