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The ConsciousLibrary

Chapter 147 of 202

CXLIII

CXLIII. — Alla Reina di Napoli.

Lettera d’affetto esultante. Dacché Giovanna promette armarsi alla guerra, Caterina più non la fa serva ma sposa di Dio. Conchiude però esserci una Gerusalemme dove sono re tutti.

Al nome di Gesù Cristo crocifisso e di Maria dolce.

Laudabile e carissima madre, madonna la reina, [1]la vostra indegna Catarina, serva e schiava de’ servi di Gesù Cristo, scrive a voi nel prezioso sangue suo; con desiderio di vedervi vera figliuola e sposa consacrata al dolce Dio nostro. Figliuola sete chiamata dalla dolce prima Verità, perocché siamo creati e usciti da Dio. Così disse egli: «Facciamo l'uomo all’imagine e similitudine nostra». Sposa fu fatta la creatura razionale quando Dio prese la natura umana. O dolcissimo amore Gesù, in seguo che tu l'avevi presa per sposa, in capo degli otto dì[2] tu le donasti l’anello della dolcissima e santissima mano tua, nel tempo della santa Circoncisione. Così sapete voi, venerabile madre mia, che in capo degli otto dì, se[3] si levò tanta carne quanta è un [p. 338 modifica]cerchio d’anello, e cominciò a pagarci l’arra, per darci pienamente speranza del. pagamento, il quale ricevemmo in su ’1 legno della santissima croce, quando questo sposo, Agnello immacolato, fu svenato, e da ogni parte versò abbondanzia di sangue col quale lavò le immondizie e peccati della sposa sua, cioè l'umana generazione. E attendete, che il fuoco della divina Carità ci ha donato l’anello non d’oro, ma della purissima carne sua; e hacci fatte le nozze, questo dolcissimo Padre, non di carne d’animale, ma del prezioso corpo suo: ed è questo cibo e[4] Agnello arrostito [5] fuoco della Carità in su il legno della dolce croce. Adunque io vi prego dolcissimamente in Cristo Gesù, che il cuore e l’anima con ogni suo affetto e movimento e sollecitudine si levi ad amare e a servire sì dolce e caro padre e sposo quanto è Dio, somma e eterna Verità, quale [6] ci amò veramente, e senza essere amato. Non sia adunque alcuna creatura, né Stato né grandezza né signoria né alcuna altra gloria umana (che tutte sono vane e corrono come il vento), che ci ritragga da questo vero amore, il quale è gloria e vita e beatitudine dell’anima; e allora dimostreremo d’essere spose fedeli. E anco, quando l’anima non ama altro che il suo creatore, e non desidera veruna cosa fuore di lui, ma ciò [p. 339 modifica]ch’ella ama e fa, fa per lui; e[7]tutte quelle cose che vede che sìeno fuore della sua volontà, (come sono e vizii e peccati, ogni ingiustizia e ogni altro difetto) odia, intanto che per lo santo odio che ha concepato contr’al peccato, eleggerebbe innanzi la morte, prima che romper la fede allo Sposo eterno suo. Siamo, siamo fedeli, seguitando le vestigie di Cristo crocifisso, spregiando il vizio e abbracciando le virtù; facendo e adoperando[8] ogni gran fatto[9] per lui.

Sappiate, madonna mia venerabile, che l’anima mia gode e esulta poiché ricevetti la vostra lettera, la quale m’ha data grande consolazione per la santa e buona disposizione la quale mi pare che voi avete, cioè di dare per gloria del nome di Gesù Cristo la sustanzia e la vita. Maggiore sacrificio né maggiore amore gli potete mostrare che a disponervi a dare la vita per lui, se bisogna. Oh quanta dolcezza sarà quella, a vedere dare sangue per sangue,[10] e che io vegga crescere tanto in voi il fuoco del santo desiderio per la memoria del sangue del Figliuolo di Dio; che, come voi sete intitolata reina di Gerusa[p. 340 modifica]lem[11] così siate capo e cagione di questo santo passaggio, sì che quello santo luogo non sia posseduto più da quelli pessimi Infedeli, ma sia posseduto da’ Cristiani onorevolmente, e da voi come cosa vostra. Sappiate che il Padre santo n’ha grandissimo desiderio. Sicché, manifestando voi a lui la vostra volontà, la quale lo Sposo santo ha messa nell’anima vostra, vorrei che gliel mandaste dicendo, acciocché gli crescesse più il desiderio. E vorrei che voi dimandaste di fare questo santo passaggio, voi principalmente, e tutti gli altri Cristiani che voi volessero seguire; perocché se voi vi levate su a volerlo fare, e mandarne in effetto il santo proponimento, troverete una grande disposizione di Cristiani a volervi seguire. Prego vi dunque per l’amore di Cristo, crocifisso che voi ne siate sollecita; e io prego, quanto sarà possibile alla mia fragilità, la somma e eterna bontà di Dio, che a questo e a tutte le vostre buone operazioni vi dia perfettissimo lume, e cresca in voi il desiderio sopra desiderio;[12] sicché, accesa di fuoco d’amore perveniate dalle signoria di questa misera e caduca vita a quella perpetua città di Gerusalem, visione di pace, dove la divina clemenzia ci farà tutti re e signori, e ogni [p. 341 modifica]fadiga remunererà a chi per lo suo dolcissimo amore sopporta ogni fadiga. Permanete nella santa dilezione di Dio. Gesù, Gesù, Gesù. Fatta a’ dì quattro d’agosto.

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CXLIII · Letters — Catherine of Siena · The Conscious Library