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Chapter 45 of 202

XLI

XLL — A Frate Tomaso della Fonte dell’Ordine de’ Predicatori, quando era a Santo Quirico nel loro Spedaletto.[1]

Confessa sé fredda all’amore di Dio. Chiede perdono al confessore, a lui raccomanda amore fondato in umiltà. Che l’umiltà è quasi un pozzo con entro terra, serbante le acque del cielo. Gli parla dei viaggi di lui.

Al nome di Gesù. Cristo crocifisso e di Maria dolce.

A voi, dilettissimo e carissimo padre dell’anime nostre in Cristo Gesù, Catarina e Alessia e tutte l’altre nostre figliuole si raccomandano; con desiderio di vedervi sano dell’anima e del corpo, quanto piace a Dio.

Io Catarina, serva inutile di Gesù Cristo, vostra indegna figliuola sopra tutte le altre vostre figliuole, io sono con poca fame dell’onore di Dio; e ho poco tenuta a mente la dottrina che egli spesse volte m’ha data, cioè che io viva morta alla mia perversa volontà. La quale volontà io non ho sottoposta con debita reverenzia al giogo[2] della santa obedienzia, quanto averci dovuto e potuto. Oimè disavventurata l’anima mia, che non son corsa con cuore virile abbracciando la croce del mio dolcissimo e carissimo sposo Cristo crocifisso, ma sommi posta a sedere per negligenzia e ignoranzia! Adunque io mi dolgo, e rendomi in colpa a Dio e a voi, carissimo padre. Pregovi pietosamente che m’assolviate,[3] e benediciate me e tutte le altre. [p. 205 modifica]e pregovi ancora, padre carissimo, che vogliate adempire il mio desiderio, cioè di vedervi unito e trasformato[4] in Dio. Ma questo non potiamo avere se noi non siamo uniti con la volontà sua. O dolcissima Bontà eterna, che ci hai insegnato il modo a trovare la tua santa volontà! E se noi dimandassimo quello dolcissimo e amatissimo[5] giovine e clementissimo patire, egli ci risponderebbe e direbbe così: «Se voi volete sentire e trovare il fuoco della mia volontà, fate che voi sempre siate abitatore della cella dell’anima vostra». La quale cella è uno pozzo,[6] il quale pozzo tiene in sé l’acqua e la terra. [7] Per la quale terra, padre carissimo, intendo la nostra miseria, e che noi cognosciamo, noi non essere per noi medesimi, ma l’esser nostro cognosciamo avere da Dio. O inestimabile e infiammata carità! L’acqua viva è giunta, cioè il vero cognoscimento della sua dolce e vera volontà, che non vuole altro che la nostra santificazione. Adunque entriamo in questa profondità di questo pozzo: che per forza si converrà, abitandoci dentro, noi cognosciamo noi e la bontà di Dio. Cognoscendo, noi non essere, ci avviliamo umiliandoci, e entria- [p. 206 modifica]mo nel cuore, arso, consumato e aperto, come fenestra senza uscio, che non si serra mai. E mettendovi noi l’occhio della volontà libera, che Dio ci darà, cognosciamo e vediamo che la sua volontà non vuole altro che la nostra santificazione. Amore, Amore dolce, aprici, aprici la memoria a ricevere e a ritenere tanta bontà di Dio, e ad intendere;[8] perocché intendendo amiamo, amando noi ci troviamo uniti, e trasformati dalla dilezione della madre della carità; passati, e passando per la porta[9] di Cristo crocifisso, siccome egli disse a’ discepoli suoi: «Io verrò, e farò mansione con voi», E questo è il mio desiderio, cioè, di vedervi in questa mansione e trasformazione. Questo desidera l’anima mia di voi singolarmente, e di tutte le altre creature. Pregovi dunque che siate confitto e chiavellato in su la Croce.

Mandastemi dicendo che foste al corpo[10] di santa Agnese, e che ci raccomandaste a lei, e a tutte le sue figliuole; della quale cosa molto son consolata. E perchè dite che non avete desiderio di tornare, e non sapete la cagione; dico che due cagioni ci possono essere. L’una si è, che quando l’anima è molto unita e trasformata in Dio, dimentica sé e la creatura: l’altra si é, quando altri si fosse abbattuto in luogo che fosse cagione di riducersi a sé [p. 207 modifica]medesimo.[11] Onde se queste cagioni sono in voi, è a me grandissima consolazione; che filtro non desidera l'anima mia di voi: benché alcuna volta io ho creduto e credo che la mia miseria e ignoranzia è cagione del tempo che passa.[12] Credo che quella ineffabile carità di Dio voglia gastigare, e correggere la mia iniquità. E questo fa per singolare amore, acciocché io ricognosca me medesima.

Parmi che abbiate intendimento d’andare altrove; la quale andata non mi pareva che doveste fare ora. Nondimeno sia adempita la volontà di Dio e la vostra. Dio vi dia a pigliare il meglio di questo, e di tutte quante l’altre operazioni; sicché sia onore di Dio e bene dell’anima vostra, mandato sia Gesù Cristo crocifisso. Raccomandovi la vostra Catarina; e Alessia vi si manda molto raccomandando che voi preghiate Dio per lei, e che voi la benediciate da parte di Cristo crocifisso. E pregate Dio per Joanna Pazza,[13] e per Catalina serva e schiava ricomprata del sangue del Figliuolo di Dio. Perdonatemi, se io avessi detto parole di presunzione. Dio v’arda d’amore. Gesù amore.

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