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Chapter 172 of 183

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CODICI MINORI[A]

Nella Biblioteca comunale di Siena[22].

2) Cod. I. VI. 13 cart.; in f.o; mm. 281 x 212; sec. XV incip.; ff. numer. 2-144; mancante il 1o f.; numer. antica in cifre arabiche; cinque ff. di riguardo in princ. e due in fine; scrittura d’una sola mano sino al f. 140, e a 2 coll.; l. 37 per col. intera, dal f. 41a a 140b; rubriche e iniziali dei capitoli in rosso; postille marginali e interlineari; scrittura d’altra mano, sec. XVI, pei ff. 141-144;[425] bianchi i ff. 7-10; capitoli 167. Sul recto del 1o f. di guardia Gaetano Milanesi notò: «Si dubita che questo libro sia stato scritto di mano di maestro Andrea di Vanni pittore, amico della santa». Ma il ch. bibliotecario della Comunale di Siena avverte: «Io non lo credo, perché, confrontata la scrittura del cod. con un autografo del Vanni, non mi pare che abbiano rassomiglianze caratteristiche».

Dal f. 1a al f. 6a cinque lettere della santa, non sei, come è segnato sul dorso del cod., perché una lettera è ripetuta. A f. 11a comincia il Dialogo: «Al nome di Yhu xpo crociefiso e di Maria dolcie. Questo libro fecie la venerabile vergine Katerina da Siena....». A f. 140b: «Qui finiscie illibro fatto e conpilato per la venerandissima vergine..... sotto gli anni domini mille treciento setanta otto del mese d’ottobre Amene».

A ff. 143a-144a: «Repertorio de dialogi di s. Chaterina». Leg. in pelle del sec. XVI inoltrato.

3) Cod. T. II. 4 membr.; in f.o; mm. 300 X 220; sec. XV incip.; ff. 142; numer. recente; il f. tra il 71 e il 72 non num.; due ff. di riguardo in princ. e due in fine; scrittura semigotica, a 2 coll.; l. 36 per ogni col. intera; rubriche in rosso; capitoli 167 con le iniziali filigranate, alternatamente in rosso e azzurro; richiami in fine d’ogni quaderno. Nell’iniziale a f. 5b una miniatura raffigura santa Caterina col Crocifisso nella destra e un libro nella sinistra. Nell’iniziale a f. 6b altra miniatura rappresenta la santa in estasi dinanzi al Signore apparsole dall’alto, mentr’essa dètta a due segretari. Nel verso del 1o f. di guardia, gli stemmi delle famiglie senesi Gori-Pannilini e Bichi dipinti nel sec. XVIII, e, in lettere dorate, il nome: «Porzia de’ marchesi Bichi ne’ Gori-Pannilini». Nel recto del f. 2, in lettere pure dorate, la seguente didascalia: «Questo volume contiene i Dialogi di s. Caterina da Siena dettati da lei nel suo volgare a suoi scrittori... E detto volgare fu latinizato da ser Cristofano di Gano Guidini, uno dei suoi segretari e discepoli; et in parte latinizato ancora dal b. Raimondo». Leg. del sec. XVIII in assi coperte di velluto cremisi, con borchie di metallo argentato. Provenienza: ex-convento di San Domenico in Siena.

A f. 1a: «Incipit ordo capitulorum in latino libri divina revelacione compositi in suo vulgari nativo...». A f. 5a: «Incipit prologus in libro supradicto... Iste liber, qui hic infra sequitur,[426] translatus fuit per quemdam scribam ser Xpoforum de Senis... et hoc circa annos domini MoCCCoLXXXXo. Est eciam quedam porcio huius libri in latinum translati per supradictum magistrum Raymundum in Venetiis apud locum predicatorum. Et quidam alius translatus in latinum per quendam monacum ordinis cartusiensis est apud generalem dicti ordinis». A f. 6b, col. 1: «Hic incipit supradictus liber...». A f.o 141, col. 2: «... de quo lumine videtur...».

4) Cod. T. II. 5 membr. in f.o picc. mm. 266 x 192; ff. 183; numer. recente; mutilo di un f. tra il 177 e 178; due ff. di riguardo in principio e due in fine; scrittura semigotica di una sola mano, eccetto il 1o f.; a 2 coll.; l. 31 per col. intera; rubriche in rosso; capitoli 167 con le iniziali in rosso e azzurro, filigranate in violetto e rosso; richiami in fine d’ogni quaderno. Una miniatura sulla iniziale a f. 7b rappresenta santa Caterina in estasi dinanzi al Signore che le appare dall’alto. Nel verso del 1o f. di guardia, gli stemmi gentilizi Borghesi e Petrucci-Palleschi dipinti nel XVIII sec., e, in lettere dorate, il nome: «Flavia Petrucci-Palleschi ne’ Borghesi»; nel recto del 2o f., in lettere pure dorate, la seguente didascalia: «Questo volume contiene i Dialoghi di santa Caterina da Siena, o sia il Libro della divina dottrina...». Leg. e provenienza come del cod. precedente.

I due codd. T. II. 4 e 5 contengono la medesima versione latina del Libro, e sono sostanzialmente identici.

Nella Mediceo-laurenziana di Firenze[23].

5) Cod. Gadd. pluteo LXXXIX Sup. C. membr.; in 4o gr.; sec. XIV; a 2 coll.; ff. scritti 184; titoli in rosso; iniziali colorate; scritto accuratamente; macchiato nelle ultime carte. «Il libro facto e compilato per la venerandissima vergine fedelissima serva e sposa di Geso Christo crucifixo Catarina da Siena... sotto gli anni del Signore 1378 del mese d’octobre al tempo del sanctissimo in Christo padre e signore papa Gregorio XI (sic)...». Precede la tav. dei[427] 167 capitoli. Inc. «Levandosi una anima...». Fin.: «Del quale lume...». Segue: orazione a santa Caterina «O spem miram quam dedisti» ecc.

6) Cod. XXI, Biscioniano, parte cart. e parte membr.; in 4o picc.; sec. XV; benissimo conservato; ff. scritti 226. Precede la tav. dei capitoli, i quali, per una differente divisione, sono 165. «Il libro della divina doctrina data per la persona di Dio Padre parlando allo ’ntellecto della gloriosa vergine beata Catherina da Siena...» Inc. «Levandosi una anima...». Fin. «del quale lume...». Si chiude con questa nota: «... il quale [libro] è del monasterio di Sancto Lorenzo decto Monte Aguto dell’ordine della Certosa d’appresso ad Firenze, il quale iscripse don Francesco da Pisa monacho et professo di decto monasterio a dí XI di giugno 1473, e finissi a dí VII di novembre in decto millesimo».

7) Cod. XXII, Biscioniano, cart.; in 4o picc.; sec. XV; ff. scritti 192. È mutilo: contiene i primi 108 capitoli. Precede l’indice. In fine, una nota in latino, di scrittura identica a quella del cod., avverte ch’esso fu copiato l’anno 1454 per mano del presbitero Andrea Lorenzo de Buonganellis di Firenze, sotto il pontificato di Niccolò IV, essendo arcivescovo di Firenze Antonino dell’ordine de’ predicatori.

8) Cod. XXXI, Strozziano, membr.; in 4o gr.; fine sec. XIV; a 2 coll.; benissimo conservato; capitoli 167 con titoli in rosso; ff. scritti 189. In 1a pag. si legge: «Libro del senatore Carlo di Tommaso Strozzi n. 49». Oltre il Libro, contiene: 1o Miracoli, cioè breve Vita di santa Caterina; 2o Epistola anonymi (di Tommaso Buonconti da Pisa (?) discepolo della santa) sul «transito» di Caterina; 3o Versi di Pio II in onore di lei.

Nella Riccardiana di Firenze[24].

9) 1267, cart.; sec. XV; mm. 340 x 235; cc. 205, piú due guardie membr., una in princ., l’altra in fine, le quali sono due fogli di un antifonario del sec. XI con note musicali; bianche le[428] cc. 6 e 202-205; le altre scritte molto regolarmente, a 2 coll. da l. 35, con iniziali e titoli di rubrica. Dialogo della divina providenza, cc. 1a-190a. Tav. dei 167 capitoli, cc. 1a-5a. Finito il Libro detto Dialogo di s. Caterina da Siena, questa nota: «Fu finito di scrivere a dí ventidue dicembre, correndo gli anni del nostro Ihesu Christo mille quatrocento ottantacinque; et è il detto libro de monasterio di Santa Brigida, chiamato il Paradiso, di presso a Firence». Da cc. 190a-201b Miracoli e Transito di santa Caterina. Leg. antica in assi coperte di cuoio, con fermagli.

10) 1391, P. II 19 cart.; sec. XV; mm. 290 x 210; cc. 203; bianche le cc. 7, 202, 203; le altre scritte assai regolarmente, a 2 coll., da l. 35; iniziali e rubriche colorate. In princ. c. 8a una maggiore iniziale dorata. In fine 201b, di mano del copista: «Anno domini Mcccclxxiiij, die x mensis octubris». Leg. moderna. La tav. dei capitoli cc. 1a-6b. A c. 8a com.: il Liber divine doctrine... «Levandosi una anima ansietata...». Fin.: «pare che di nuovo si innebbrij l’anima mia». Segue l’orazione: «O spem miram quam dedisti».

11) 1392, P. II 18 membr.; sec. XV; mm. 270 x 180; cc. 155; a coll. di circa 40-45 l.; iniziali e rubriche colorate; una maggiore iniziale, con fregi marginali, a c. 6a, distingue il principio del testo. A c. 5b una vignetta rappresenta santa Caterina in cielo, in atto di adorare la Trinitá, e in terra un cardinale inginocchiato. A c. 155b una nota, di scrittura identica a quella del cod., avverte: «Fu scritto da me Pietro Niccola di Iacopo Aiuti di Reggiolo, notaio fiorentino, l’anno 1445, e finito il giorno 17 di giugno». Leg. moderna.

Nella Magliabechiana della Nazionale di Firenze.

12) D. 76. classe XXXV. Cod. LXXVI. Cat. Gad. 291. cart.; mm. 300 x 220; fine del sec. XV. Le Rivelazioni di santa Caterina da Siena. Mutilo; la scrittura dell’ultima carta termina con le parole «alle tue creature» del capitolo CXXXV. Postille marginali; non a coll.; 30 l. per cart.; ff. non numer.; rubriche in rosso sbiadito; spazio lasciato in bianco per le iniziali; ultimi ff.[429] rosicchiati al margine inferiore. Leg. povera in cartone, con la costola in pelle.

13) D. 77. classe XXXV. Cod. LXXVII. Cat. Gad. 148. cart.; mm. 300 x 220; scrittura semigotica sec. XV. Libro della divina providenzia, o le Rivelazioni. Guardie membr. una in principio, l’altra in fine; ff. numero 152, e 7 ff. bianchi in fine. Il Libro ff. 1-132; capitoli 167. Rubriche in rosso pallido; iniziali colorate; a 2 coll.; senza postille. Segue: 1o lettera di Barduccio di Piero (Canigiani) a suor Caterina de Pieroboni, nel munistero di Monticegli appresso a Firenze, sul transito della beata Caterina; 2o Libro della vita contemplativa del glorioso dottore messer santo Agostino; 3o Divote meditazioni e opera ispirituale di quatro iscaglioni e gradi che ordinò e conpose sancto Aghostino a una sua figliuola ispirituale. Leg. in assi coperte da pelle nera con fregi stampati, e avanzi di puntali.

Inventario ms. dei mss. scelti nelle biblioteche dei soppressi conventi del dipartimento dell’Arno (1808) dalla commissione degli oggetti d’arti e scienze, e rilasciati dalla medesima alla pubblica Libreria magliabechiana.

14) F. 5. 300. sec. XV; mm. 280 x 190. Le Rivelazioni di santa Caterina da Siena. Precede la tav. dei capitoli, di scrittura del sec. XVIII; per una differente divisione, i capitoli sono 165; ff. non numer. e non a coll. Il Libro, con scrittura di grosso gotico, comincia a f. 1a. Rubriche e iniziali in rosso. Richiami a piè di ciascun f. Postille marginali e interlineari di mano diversa da quella del cod. Leg. in assi coperte di pelle solo nella costola e nei margini di essa. Provenienza: convento dei Camaldoli presso Poppi. Nell’ultimo fb, questa nota, di epoca posteriore a quella del cod.: «A xxv de nouyembre, dia di sancta Catarina martire anyo 1568 comence yo fray Francisco Casal daguila la prouacion de nouicio in iste sacro hermo di Camalduli. Dios me dexe perseverar hasta la muerte.

Amr. Ihs

dia segudo de marzo del anyo 1569 comece las misas de paracuellos...».[430]

Nella Palatina della Nazionale-centrale di Firenze[25].

15) Palat. 55. (637. E, 5, 10, 1); cart.; di due diverse scritture; sec. XV; mm. 199 x 144; cc. numero 308; bianche le ultime cinque. Fino a c. 189 la numer. è parte antica, parte moderna; sempre moderna per le rimanenti. Ma la numer. è errata, perché, mancando le cc. 123 e 144, si supplí con due altre carte che furon lasciate non numer.; anche non numer. è un’altra fra le cc. 230 e 231. Le cc. 50 e 51, comprese però nella numer., furono messe in sostituzione di altra c. mancata. Dalla c. 127 si salta alla 129, ma senza lacuna nel testo. Dopo la c. 184 dovrebbe esser posta la c. 185, che ora è dopo la 188. Nel tergo della guardia membr. anteriore è una nota ms. di Pier Del Nero. Appiè della c. 122b, d’inchiostro rosso, è il nome Nofri. Nei margini super. delle cc. 66b, 67a e 71a leggesi: «Lo scorticato sta | in prigione per li peccati | dela madre e del padre». Appartenne alla libreria dei Guadagni. Leg. in cart., cop. di tela.

Nella biblioteca Landau presso Firenze[26].

16) Membr.; sec. XV; 294 ff. in 8o; scrittura minusc. gotica; ad 1 col.: titolo in rosso, con una miniatura in 1a c. La tav. delle materie (1a-10) sta innanzi al Dialogo della divina providentia. Leg. moderna in pergamena.

Nella Vaticana[27].

17) Cod. Barber. 4063, segno prec. XLVI. 5; membro in f.o; sec. XV; cc. 174; 2 coll. «Questi sono e’ capitoli de lo libro facto per divina revelatione de la venerabile e ammirabile vergine beata Caterina[431] da Siena...». Segue la tav. dei 167 capitoli nelle cc. 1-5. A c. 6: «Qui comincia lo libro sopradetto De la divina doctrina data da Dio a la sopradetta vergine beata Katerina da Siena... E questo fu nel 1377 (sic)». Dopo questa didascalia con scrittura in rosso, comincia il Trattato con la iniziale «L» miniata: «Levandosi una anima anxietata di grandissimo desiderio...». Finisce a c. 174b: «... del quale lume pare che di nuovo inebrii l’anima mia». «Conventus sancti Dominici de Senis». La miniatura nella iniziale «L» rappresenta santa Caterina in estasi, con le mani incrociate sul petto, che guarda l’immagine dell’eterno Padre, e presso di lei, seduta, una suora domenicana che scrive in un libro. Davanti alle due suore seggono in un banco tre uomini, che scrivono sotto dettatura.

Nella Marciana di Venezia[28].

18) No 4790. membr.; in f.o; mm. 198 x 276; sec. XV; ff. 127; in princ. un f. di riguardo non numer.; bianchi i due ultimi; a 2 coll.; 43 l. per col.; rubriche in rosso; iniziali alternatamente rosse e azzurre; capitoli 167. Nel verso del f. di riguardo anter. l’ex-libris di Iacopo Contarini, col motto: «Fatiget non rapiat». A f. 5a comincia il Dialogo della divina providenzia: «Leuandose una anima anxiatata de grandissimo desiderio». L’iniziale «L» è miniata, con fregi a fiorami nei margini. A f. 115a, con scrittura antica, ma diversa da quella del cod., la data: 1459. Leg. marciana.

Nel monastero di San Michele presso Murano[29].

19) N. 246. membr., in 4o; sec. XV; scrittura nitida: in princ. l’effigie della santa; tit. del cod.: Dialoghi. Comincia e finisce come gli altri codd. scritti in volgare. Il Mittarelli nota: «Non spernenda diversitas in lingua dignoscitur inter codicem hunc et edita exemplaria».[432]

Nel monastero dei Santi Giovanni e Paolo a Venezia[30].

20) No DCXXXII. membr.; in f.o; sec. XIV; ff. 143. Precede la Leggenda minore di santa Caterina, scritta in latino e poi voltata in italiano da fra Tommaso Nacci Caffarini. Segue: il Dialogo o Libro della divina dottrina, nella versione latina di ser Cristofano di Gano Guidini. In fine, si accenna che il Libro dal volgare senese fu latinizzato «quasi de verbo ad verbum..., et hoc est ut in ipso libro legant libentius literati...». Di scrittura antica, ma diversa da quella del cod., è questa nota: Il Libro fu trascritto col danaro di Antonio Ravagnini di Venezia, per la libreria del monastero dei Santi Giovanni e Paolo, e «non inde tollendus, nisi reparationis causa».

Nel monastero di San Benedetto e Santa Scolastica in Subiaco[31].

21) No CCLXXII. Invent. 277. cart.; mm. 200 x 140; sec. XIV; integro e ben conservato; ff. numero 142; non a coll.; 41 l. per ciascuna c.; scrittura semigotica quasi rotonda; iniziali in rosso e turchino. Tit. del cod.: Beate Catharinae senensis Revelationes. Nel prologo, che comincia «Dixit David filius ysay...» si legge: «Hinc igitur et ego frater Raymundus de Capua, in seculo dictus de vineis...». Don Leone Allodi comunicò, in data 3 febbraio 1912, che il detto cod., perché creduto autografo del beato Raimondo da Capua, era stato chiuso in una cassetta di legno dorato, coperta da cristalli, munita di cinque suggelli, e tenuta per molti anni nel reliquiario della chiesa del Sacro Speco; ma, dopo diligente esame, essendo risultata non vera quella credenza, il cod. fu rimesso nella biblioteca. Leg. con cartoni coperti da pergamena.

22) CCXXVII. Invent. 230; cart.; mm. 205 x 140; sec. XV; integro e ben conservato; ff. numer. 220; miscellanea; scrittura di piú mani:[433] carat. semigotico quasi rotondo; iniziali in rosso, senza ornati; tav. dei 167 capitoli nei primi cinque ff. non numer. Nelle due facce del f. 3 (membr.) un inno di 92 versi, che comincia: «Gaudeat Ytalia florescens flore recenti, Plaudeat et ecclesia de sponsa convenienti». A f. 4 il prologo di fra Raimondo da Capua al Libro doctrine divine revelate beate Katherine. Nei f. 5b-152a il Liber divine doctrine date per personam Dei patris intellectui loquentis gloriose et sancte virginis Katherine.... Da f. 154 a 190, scritti vari. Leg. come il cod. precedente.

23) CCXXX; Invent. 233; cart.; mm. 205 x 140; sec. XV; integro e ben conservato; ff. non numer.; non a col.; 20 a 30 l. per c.; scrittura semigotica di non facile lettura; iniziali in rosso; tit. come i due codd. precedenti; mancano il prologo e la tav. dei capitoli. In fine: «1467, 23 novembris de sancto gallo». Leg. come i precedenti.

Nella Braidense di Milano.

24) AD. IX. 36. membr.; mm. 230 x 165; sec. XIV. È la versione latina del Libro della divina dottrina fatta da frate Stefano Maconi. Mutilo de’ primi ff., che contenevano il capitolo 1o e gran parte del 2o; ff. 149, esclusi i mancanti; numer. recente; per una differente divisione i capitoli sono 146; l. 35 per faccia; scrittura gotica; rubriche in rosso; iniziali pure in rosso; dalla seconda metá del cod. alcune iniziali con fregi in nero, e la piú notevole è a c. 117b. Poche postille marginali, e qualche volta i segni: «exo», «no», una mano o altro. Ben conservato, tranne gli ultimi ff. che hanno dei piccoli fori. Leg. moderna in cartoni e dorso in pelle. In fine a c. 148a, con scrittura identica a quella del testo, ma con inchiostro rosso: «Explicit liber divine doctrine date per personam Dei patris intellectui loquentis alme virginis Katerine de Senis... ore virgineo ipsa dictante, licet in vulgari sermone, dum esset in raptu sue felicissime mentis....»: poi due righe abrase. Segue l’orazione: «O spem miram...» A tergo della c. 148, nella parte inferiore, si legge, con scrittura diversa da quella del testo: «Iste liber est domus Sancte Marie de Gratia prope Papiam ordinis carthusiensis». E segue: «Questo libro si è della certosa di Pavia; e, se alchuna[434] persona, de quale conditione e stato voglia se sia, che in permudará questo libro, el quale á nome Dialogo, per... retegnirlo con tuta intentione piutosto de occultarlo che de renderlo, sia certa quella persona che ela sará in peccato mortale de arrobaria, del qual peccato la sancta Scriptura ne parla cosí», ecc. All’ultima c. 149a un principio d’indice.

Nella Casa generalizia dei frati predicatori a Roma[32].

25) membr.; mm. 281 X 207; sec. XIV; ff. 205; carat. rom.; a 2 coll.; 38-40 l.; miniature di stile ital.; ritratti miniati di due domenicani, che il Luchaire ritiene essere probabilmente quelli di fra Raimondo da Capua e di fra Tommaso Caffarini. La prima parte del cod. (ff. 18-172) comprende la Leggenda maggiore di fra Raimondo. Nei ff. 173-189, orazioni di s. Caterina. Nei ff. 189-195 un frammento del Liber de providentia Dei per modum dialogi, nella versione latina di fra Raimondo, come attesta anche l’explicit, nel quale altresí è detto che il testo completo della versione latina del Libro si trova a Siena, fatta da un tale «qui usque nunc superest et appellatur ser Cristoforus de Senis, ibidem scriba sive notarius ac vita et fama precipuus. Usque nunc dico anno Domini 1398». Segue, ff. 195-204, il sermone detto da fra Guglielmo Flete d’Inghilterra appena avvenuta la morte della santa. Nei margini del ms. molte note storiche, biografiche, geografiche. La scrittura delle note, del sermone e di tutta la parte del ms. che segue alla Leggenda è della stessa mano, cioè di fra Tommaso Nacci Caffarini, il quale a f. 202 nota: «Quando ego frater Thomas hic scripsi..., recepi litteras de Bononia, continentes qualiter rex Franciae et collegium parisiense substraxerant se ab obedientia antipapae et quod obsessus erat antipapa. Quod fuit anno Domini 1398 circa finem mensis novembris».[435]

Nella Bodleiana di Oxford[33].

26) N. 283. cart.; in f.o; sec. XV; a 2 coll.; titoli rubricati; cc. scritte 118. Precede la tav. dei capitoli del Libro della beata Chatharina da Siena, come se ciò che segue fosse il libro intero; e non è, perché contiene solo gli ultimi 81 capitoli.

Il I capitolo comincia: «alhora quella anima ansietata digrandissimo desiderio...». E finisce a f. 118: «del quale lume pare che dinouo inhebri lanima mia».

Nella biblioteca della Universitá di Utrecht[34].

27) membr.; in f.o; ff. 212; sec. XV; ff. 1-6 tav. dei 167 capitoli; f. 7a «Incipit liber diuine doctrine...» A f. 212a: «Explicit liber... Katherine de Senis... Et est domus Sancti Saluatoris ordinis carthusiensis prope Trajectum inferius. Scriptus et comptetus decima die mensis maij anno Domini 1438 per manus cuiusdam fratris dicte domus». D’altra mano, questa nota: «Henrici Bor de Trajecto, qui multis annis fuit vicarius».

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