Chapter 86 of 202
LXXXII
Acciocchè l’anima sia tenace del buon proposito, conosca sè; cioè la dipendenza propria, la debolezza, i difetti, il prezzo del tempo, i benefizi di Dio in cui sperare. Orazione del cuore: vigilanza della mente. Coscienzia del bene, che si ha più o men piena. Pazienzia, midollo di carità. Tolleranza d’opinioni e pratiche diverse. Non andare a caccia di tanti consigli.
Al nome di Gesù Cristo crocifisso e di Maria dolce.
Carissime figliuole in Cristo dolce Gesù, perchè [1] la divina bontà v’ha tratto dal loto del mondo, non vogliate vollere il capo addietro e mirare l’arato: ma sempre mirate quello che vi bisogna di fare per conservare in voi il santo principio, e proponimento che avete fatto. Quale è quella cosa che ci conviene vedere e fare per conservare la buona volontà? dicovelo. Che sempre siate nella cella del cognoscimento di voi; e cognoscendo, voi non essere e l’essere vostro avere da Dio; e di cognoscere li difetti vostri, e la brevità del tempo, il quale è tanto caro [2] a noi. Però che nel tempo si può acquistare la vita durabile, e perderla, secondo che piace a noi: e, passato il tempo, neuno bene possiamo adoperare.
E dovete cognoscere in voi la grande bontà di Dio, e lo ineffabile amore che a voi porta; il quale amore v’ha manifestato col mezzo del Verbo dell’unigenito suo Figliuolo: e questo dolce e amoroso Verbo lo ha mostrato col mezzo del sangue suo. Onde noi siamo quello vassello che abbiamo ricevuto il sangue; e siamo quella pietra dove è fitto [p. 55 modifica]il gonfalone della santissima croce. Però che ne croce nè chiovi nè terra erano sufficenti a tenere questo umile e amoroso Verbo confitto e chiavellato, se lo amore non lo avesse tenuto; ma lo amore che ebbe a noi, il tenne, e fecelo stare in sull’arbolo della croce. E però conviene a noi che ’l cuore e l’affetto nostro sia meschiato[3] in lui per amore se vogliamo participare il frutto del sangue suo. Allora l’anima, che sì dolcemente cognosce Dio, ama quello che cognosce della sua bontà, e odia quello che cognosce di sè nella parte sensitiva. Onde trae la vera umiltà: la quale è balia e nutrice della carità.
E per questo va innanzi, e non torna indietro; crescendo di virtù in virtù; esercitandosi con la vigilia e con la umile e continua orazione, con lo continuo e santo desiderio, e con buone e sante operazioni: le quali sono quella orazione continua, che ogni persona che ha in sè ragione, [4] debbe avere, oltre all’orazione particolare,[5] che si fa alle ore debite e ordinate. Le quali [6] in neuno modo si debbono lassare, se non fusse già per caso di obedienzia per carità; ma per altro modo no, nè per battaglia nè per sonnolenzia di mente nè di corpo. Ma debbesi destare il corpo con lo esercizio corporale,[7] [p. 56 modifica]in venie[8] o in altri esercizi che abbiano a stirpare [9] il sonno quaud’egli ha avuto il debito suo. La sonnolenzia della mente si vuole destare coll’odio e dispiacimento di se: e con una impugnazione santa salire la sedia della coscienzia vostra, riprendendo sè stessa, e dicendo: «che dormi tu, anima mia? dormi, e la divina bontà veglia sopra a te: e ’l tempo passa e non ti aspetta. Vuo’ tu esser trovata a dormire dal Giudice, quando ti richiederà che tu rendi ragione del tempo tuo, come tu l’hai speso, e come sei stata grata al benefizio del sangue suo?» Allora si desterà la mente: e poniamochè sopra di quello destare non sentisse, [10] ella s’è pure desta, e stirpa lo amore proprio dell’anima sua. E per questo modo va innanzi, e vassi [11] dalla imperfezione alla perfezione; alla quale pare che vogliate venire. Perocchè l’amore non sta ozioso, ma sempre adopera grandi cose. [p. 57 modifica]
Facendo così, vi vestirete del mirollo[12] della virtù della pazienzia, che è la rairolla della carità; e goderete delle pene, purchè voi vi possiate conformare con Cristo crocifisso; e a portare le pene e obbrobrii suoi, vi parrà godere. E fuggirete le conversazioni, e diletteretevi della solitudine; e non presumerete di voi; ma confiderete in Cristo crocifisso. E non s’empirà la mente vostra di fantasie, ma di vere e reali virtù: amando con il cuore schietto e non finto, [13] libero e non doppio; ma in verità amerete lui sopra ogni cosa, e il prossimo come voi medesime. Nè per molestie del demonio, che vi desse laidi e malvagi pensieri, nè per fragilità della carne, nè per molestie delle creature, non verrete a tedio nè a confusione di mente; ma con fede viva direte con Paolo Apostolo: «per Cristo crocifisso ogni cosa porterò, che è in me, che mi conforta». Riputatevi degne delle pene, e indegne del frutto, per umiltà.[14] Amatevi, amatevi insieme con una carità fraterna in Cristo dolce Gesù, tratta dall’abisso della sua carità. Altro non vi dico. Dio vi riempia della sua santissima grazia.
Di una cosa vi prego: che voi non andiate per molti consigli; ma pigliate uno consigliero il quale vi consigli schiettamente, e quello seguitate. Però che andare per molti è cosa pericolosa. Non che ogni consiglio, che è fondato in carità, non sia buono: ma come e’ servi di Dio sono differenti nei [p. 58 modifica]modi, poniamochè tutti siano nell’affetto della carità; così differente danno la dottrina. Onde se le genti assai cercano, [15] con tutti si vorriano confromare: e quando veniste a vedere, [16] trovereste vedova l’anima d’ognuno. E però è il meglio ed è di bisogno, che l’anima si feudi in uno, e in quello s’ingegni d’essere perfetta; e nondimeno gli piaccia la dottrina di ciascuno. Non, che li vada cercando per sè; ma debbegli piacere li differenti e diversi [17] modi che Dio tiene con le sue creature, ed averli in riverenzia, vedendo che nella casa del Padre nostro sono tante mansioni.
Or bagnatevi e annegatevi nel sangue di Cristo crocifisso dolce amore. Permanete nella santa e dolce dilezione di Dio. Gesù dolce, Gesù amore.
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