Skip to content
The ConsciousLibrary

Chapter 67 of 202

LXIII

LXIII. — A Misser Matteo, Rettore della Casa della Misericordia in Siena.

Goda, e ringrazi Dio delle fatiche da portare in pro de’ fratelli. Nella malattia non faccia penitenze, ma si abbia riguardo.

Al nome di Gesù Cristo crocifisso e di Maria dolce.

Carissimo figliuolo in Cristo dolce Gesù. Io Catarina, serva e schiava di Gesù Cristo, scrivo a voi nel prezioso sangue suo; con desiderio di vedervi portatore de’ pesi delle creature per affetto e desiderio dell’onore di Dio, e salute loro; e pastore vero, che con sollicitudine governiate le pecorelle[1] che vi sono o fussero messe fra le mani, acciocché il lupo infernale non le portasse. Perocché se ci commetteste negligenzia, vi sarebbe poi richiesto.[2] Ora é tempo di mostrare chi ha fame o no; e chi si sente de’ morti, che noi vediamo giacere privati della vita della Grazia. Sollicitate virilmente, e con vero cognoscimento, e con le umili e continue orazioni infino alla morte. Sapete che questa é la via a volere cognoscere ed essere sposo della verità eterna: e verun’ altra ce n’é. Guardate che voi non schifiate fadighe; ma con allegrezza le ricevete facendomi a rincontra con perfetto desiderio, dicendo: «Voi siate le molto ben venute». E dicendo: «Quanta grazia mi fa il mio Creatore, che egli mi facci sostenere e patire per gloria e loda del nome suo!» Facendo così l’amaritudine vi sarà dolcezza e refrigerio, offrendo lagrime con dolci sospiri per ansietato desiderio, per le miserabile[3] pecorel[p. 285 modifica]le, che stanno nelle mani delle dimonia. Allora i sospiri vi saranno cibo, e le lacrime beveraggio. Non terminate la vita vostra in altro; dilettandovi e riposandovi in croce con Cristo crocifisso. Altro non vi dico.

Ho inteso che avete avuto e avete grandissimo male; per la qualcosa ho avuto desiderio di ritrovarmi con voi. Non m’è ora possibile: [4] ma ritroverommi per continua orazione. Non voglio in veruno modo del mondo che abbiate più male, acciocché meglio potiate portare.[5] E fate (che io vi comando) che voi non stiate ora in penitenzia per veruno modo; ma pigliate ogni conforto che potete.

Non dico più qui. Giovanni povero è venuto a me. [6]

Permanete nella santa e dolce dilezione di Dio. Annegatevi nel sangue di Cristo crocifisso. Gesù dolce, Gesù amore.

Use the ← → keys to move between chapters.

LXIII · Letters — Catherine of Siena · The Conscious Library