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Chapter 65 of 202

LXI

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LXI. — A Monna Agnesa, Donna che fu di Misser Orso Malavolti.

Al Monastero di Sant’Agnese, in Montepuleiano. Offre a modello quella vergine insieme e la peccatrice Maria Maddalena. Lettera di fiorente freschezza.

Laudato sia il nostro dolce Salvatore.

A voi carissima e dilettissima figliuola, monna Agnesa e [1]l’altre figliuole, io Catarina, serva inutile di Gesù Cristo, scrivo con amore e desiderio (risovvenendomi della parola che disse Cristo: «con desiderio ho desiderato») di vedervi unite trasformate in quello consumato[2] e ardentissimo amore. Siccome fece quella apostola[3] innamorata Maddalena, nella quale tanto fu quello ardentissimo amore, che non curò neuna cosa creata. dilettissime figliuole mie, imparate da queste vergine santa Agnesa[4] la santa vera umilità; perocché sempre volse avvelire se medesima, sottomettendosi ad ogni creatura per Dio, retribuendo e cognoscendo[5] ogni grazia e virtù avere da Dio; e così conservava in se la virtù dell’umilità. Dico che ella arse ancora della virtù della carità: sempre cercando l’onore di Dio e la salute delle creature, dando [6] sempre sé [p. 275 modifica]medesima nell’orazione, con ima carità liberale e larga ad ogni creatura; e così dimostrava l’amore che aveva al suo creatore. L’altra fu la continua sollicitudine e perseveranzia ch’ella ebbe; perocché mai noi lassò né per dimonia né per creature il virtuoso vivere. dolcissima vergine, come t’accordasti con quella discepola innamorata Maddalena! Perochè, se bene Più gentile che in Dante: «il vederai se bene guati». vedete, dilettissime figliuole, Maddalena si umiliò, e cognobbe sé medesima; e però con tanto amore si riposò a’ piedi del nostro dolce Salvatore. E se noi diciamo che ella gli mostrasse amore, bene lo vediamo a quella croce santa; perocché ella non teme Giudei e non teme di sé medesima, [7] ma, come spasimata, corre ed abbraccia la croce. Non è dubbio che per vedere il maestro suo, ella allaga [8] di sangue. Or s’inebria d’amore Maddalena, in segno che ella é inebriata del maestro suo. Ella il dimostra nelle creature sue; e questo fece dopo la santa resurrezione, quand’ella predicò nella città di Marsilia.[9] Anco dico che ella ebbe la virtù della perseveranzia; e questo mostrasti, dolcissima Maddalena, quando cercando il tuo dolcissimo maestro, e non trovando nel luogo dove l’avevi posto, o Maddalena amore,[10] tu impazzi: perocché tu non avevi cuore,[11] però ch’egli era [p. 276 modifica]riposto col tuo dolcissimo maestro e Salvatore nostro dolce.[12] Ma tu ne pigliasti buono pensiero per trovare il tuo dolce Gesù; perocché tu perseveri, e non poni termine al tuo grandissimo dolore. Oh quanto fai bene! Perocché tu vedi che la perseveranzia é quella che ti farà trovare il tuo Maestro.

Or vedete, carissime mie suore,[13] come queste due dilettissime madri e suore s’accordano insieme. E però io vi prego e vi comando che voi entriate in questo santissimo mezzo:[14] perocché, stando in questo mezzo santo, da qualunque parte voi vi voltate, trovate virtù; e legate sarete allora, sicché non potrete fuggire che non siate legate. E singolarmente comando[15] a voi, monna Agnesa figliuola mia, che voi vi leghiate a questa vergine santa Agnesa. Confortate e benedicete da parte di Cristo e mia monna Rainiera; e tutte l’altre mie figliuole benedicetemi: e confortatemi[16] Catarina di Gheto[17] mille volte da mia parte[18] e da parte d’Alessa e mia, tutte. Sappiate che ci viene voglia di dire: [p. 277 modifica]«facciamo qui tre tabernacoli;»[19] perocché veramente ci pare il paradiso con queste santissime vergini[20] e sono sì inebriate di noi, che non ci lassano partire, e piangono sempre la partenza nostra. Avemmo la vostra lettera. Benedicete la figliuola mia Catarina, e ditegli ch’ella preghi Dio che la riempia di virtù, acciocché sia degna d’essere di queste sante donne. Confortatevi tutti da parte di Gesù Cristo crocifisso, e da parte della donna e sposa novella.

Io Cecca[21] son presso che monaca, perocché comincio a cantare di forza l’officio con queste serve di Gesù Cristo.

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LXI · Letters — Catherine of Siena · The Conscious Library