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The ConsciousLibrary

Chapter 29 of 202

XXV

XXV. — A Frate Tomaso della Fonte, de’ Frati Predicatori, in San Quirico.

Il lume della mente precede all’affetto del cuore: l’affetto nutrica la memoria, e quindi la mente; esso vince il timore servile della pena. Ebrezza dell’amore puro, ritratta in parole potenti.

Al nome di Gesù Cristo crocifisso e di Maria dolce.

Carissimo padre in Cristo dolce Gesù. Io Catarina, serva e schiava de’ servi di Gesù Cristo, [p. 100 modifica]scrivo a voi nel prezioso sangue suo; con desiderio di vedervi bagnato nel sangue di Cristo crocifisso, il quale sangue inebria, fortifica, scalda e allumina l'anima della verità: e però non cade in menzogna. Oh sangue, che fortifichi l’anima e togli la debilezza! la quale debilezza procede dal timore servile, e il timore servile viene da mancamento[1] di lume. E però è forte l'anima, perchè nel sangue è stata alluminata dalla verità; ha cognosciuto e veduto[2] coll’occhio dell’intelletto, che la prima Verità il creò per dargli la vita durabile a gloria e loda del nome suo. Chi ce lo manifesta ch’è egli così? Il sangue dello immacolato Agnello. Il sangue ci manifesta, che tutte le cose che Dio ci concede, prospere e avverse, consolazione e tribolazione, vergogna e vituperio, scherni e villanie, infamie e mormorazioni, tutte sono concesse a noi con fuoco d’amore, per adempire in noi questa prima dolce verità, colla quale[3] fummo creati. Chi ce lo mostra?[4] il sangue. Che se altro[5] Dio avesse voluto da noi, non ci avrebbe dato il Figliuolo, e il Figliuolo la vita. Come l’anima coli’ occhio dell’intelletto ha cognosciuto questa verità, subito riceve la fortezza, [p. 101 modifica]che è forte a portare e sostenere ogni gran cosa per Cristo crocifisso. Non intiepidisce, anzi riscalda col fuoco della divina carità; con odio e dispiacimento di sé. A mano a mano si trova ebro: perchè l'ebro perde il sentimento di sé, e non si trova altro che sentimento di vino: tutti i sentimenti vi sono immersi dentro. Così l’anima mia inebriata del sangue di Cristo, perde il proprio sentimento di sé, privato dell’amore sensitivo, privato del timore servile (che colà dove non é amore sensitivo, non è timore di pena), anzi si diletta delle pene; in altro non si vuole gloriare, se non nella croce di Cristo crocifisso. Quella è la gloria sua. Tutte le potenzie dell’anima vi sono dentro occupate. La memoria s’è empiuta di sangue; ricevelo per benefizio: nel quale sangue trova l’amore divino che caccia l’amore proprio; amore d’obbrobrii, e pena d’onore; amore di morte e pena di vita. Con che sé empiuta la memoria? colle mani dell’affetto,[6] e santo e vero desiderio. Il quale affetto e amore trasse dal lume dell’intelletto, che cognobbe le verità e la dolce volontà di Dio. Or così voglio, carissimo padre, che dolcemente ci inebriamo e bagniamo nel sangue di Cristo crocifisso; acciocché le cose amare ci paiano dolci, e i grandi pesi leggieri; delle spine e triboli traiamo la rosa, pace e quiete. Altro non dico. Permanete nella santa e dolce dilezione di Dio. Gesù dolce, Gesù amore.

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