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The ConsciousLibrary

Chapter 119 of 202

CXV

CXV. — A Monna Isa, Figliuola che fu di Giovanili d’Agnolino Salimbeni.[1]

La gran signora, che spregiava i giudizi de’ minori per alterezza, non curi le dicerie, e diasi a Dio. Tre volte ripete le parole ardire e perseveranza.

Al nome di Gesù Cristo crocifisso e di Maria dolce.

Carissima figliuola in Cristo dolce Gesù. Io Catarina, serva e schiava de’ servi di Gesù Cristo, scrivo a voi nel prezioso sangue suo; con desiderio di vedervi sposa ferma e fedele, e che non vi volliate al vento, come fa la foglia. Non voglio che così si volla l’anima vostra, ne ’l santo desiderio, [p. 219 modifica]per veruno vento contrario di veruna tribolazione persecuzione che desse il mondo o il dimonio: ma virilmente coll’affetto della virtù e della perseveranzia[2] e la memoria del sangue di Cristo, le passiate[3] tutte; nè per detto di neuna creatura si remova questo desiderio, che giungono[4] con detti e con gli iniqui consigli loro. Onde voi sarete sposa fedele e ferma, fondata sopra la viva pietra, Cristo dolce Gesù. Non perderete il vigore, e la parola non verrà meno nella bocca vostra; anco, l’acquisterete; però che non debbe diminuire la[5] virtù ne l’ardire in colui che desidera e vuole acquistare virtù, ma debbe crescere. Ricordomi che secondo il mondo, vi sete fatta temere, e messovi sotto piedi ogni detto e piacere degli uomini: e questo è fatto solo per lo miserabile mondo. Non debbe adunque aver meno vigore la virtù; ma per una lingua, ne dovete aver dodici, e rispondere arditamente a’ detti del dimonio, che vuole impedire la salute vostra. E se terrete silenzio sarete ripresa nell’ultimo dì; e detto sarà a voi: maledetta sia tu che tacesti! E però non aspettate quella dura reprensione. Son certa (se vorrete seguitare l’Agnello derelitto e consumato in croce per la via delle pene, strazi, obbrobri e villanie), che non terrete silenzio.

Voglio dunque che seguitiate lo sposo vostro Cristo, e con ardito e santo desiderio entriate in [p. 220 modifica]questa battaglia nuova, a combattere con perseveranzia infino alla morte, dicendo: «per Cristo crocifisso ogni cosa potrò, il quale è in me, che mi conforta.» Ora all’entrata sentite voi la spina; ma poi ne averete il frutto, e riceverete gloria dalla loda di Dio. Orsù virilmente, e con vera e santa perseveranzia! E non dubitate, punto. Del fatto dell’abito,[6] mi pare che sia da seguitare quello che lo Spirito Santo per la vostra bocca domandò, senza essere indotta da persona; lassare menare le lingue a modo loro. Questo non vi scemerà la devozione del glorioso padre vostro santo Francesco;[7] anco, la crescerà. Non di meno voi sete libera: poniamochè fusse piuttosto difetto che non, a tornare a dietro quello che è cominciato.[8]

De’ fatti della Contessa,[9] mi pare che si potesse fare che ella venisse alla Rocca prima che io venissi. Io credo che farà bene. Poi faremo quello che lo Spirito Santo farà fare. Altro non dico. Permanete nella santa e dolce dilezione di Dio. Gesù dolce, Gesù amore.

Bagnatevi nel sangue di Cristo crocifisso. Gesù dolce, Gesù amore.

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CXV · Letters — Catherine of Siena · The Conscious Library