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The ConsciousLibrary

Chapter 111 of 202

CVII

CVII. — A Luisi di Misser Luisi Gallerani da Siena in Asciano.[1]

Sia cavaliere costante: gli sia colonna la eroine, alla quale appoggiato combatta. Il male è guerrra, in Cristo la pace.

Al nome di Gesù Cristo crocifisso e di Maria dolce.

A Voi, dilettissimo e carissimo fratello mio in Cristo Gesù, io Catarina, serva e schiava de’ servi di Dio, scrivo e confortovi nel prezioso sangue del Figliuolo suo; con desiderio di vedervi cavaliere virile: cioè che audiate innanzi come cavaliere virile,[2] non vollendovi addietro a schifare e’ colpi, ma sempre audiate innanzi[3] con vera e perfetta perseveranzia. Perocchè sapete che sola[4] perseveranzia è coronata, e non il cominciare. E se vi [p. 176 modifica]sentite stanco nel perseverare in questo campo della battaglia, tollete, carissimo fratello in Cristo Gesù, tollete il gonfalone santo della croce, il quale è una colonna fortissima, dove si riposa l’Agnello svenato per noi. E tanto è forte, che ci tolle ogni debolezza: e tanto fortifica il cuore dell’uomo, che ne dimonio nè creatura il puole[5] muovere se esso medesimo non vuole. E non me ne maraviglio; perocchè la fortezza dell’Amore il teneva legato e chiavellato in su il legno della santa croce. Or qui su dunque vi prego che vi leghiate; e così non potrete tornare indietro. Ine troverete fondate tutte le virtù. Ine sì troverete Dio-Uomo per l’unione della natura divina coll’umana. Ine troverete l’abbondanzia della divina Carità, con la quale egli ha tratta la sposa dell’umana generazione dalle mani del dimonio, che la possedeva come adultera.[6]

O dolcissimo amore Gesù, che con la mano disarmata e confitta e chiavellata in croce hai confitti e’ miei nemici! Egli venne, come nostra pace, a pacificare l’uomo con Dio. Così disse santo Paolo. «Io son messo e legato[7] in Cristo per voi. Pregovi, fratelli carissimi, che vi reconciliate e facciate pace con lui; perocch’egli è venuto come tramezzatore a metter pace tra Dio e l’Uomo.» O dolce Gesù, bene è vero che tu se’ nostra pace e tranquillità e riposo di coscienzia; e veruna amaritudiue nè tristizia può cadere in questa anima, nè pover[p. 177 modifica]tà,[8] nella quale abiti per Grazia. E ragionevole cosa è, ch’egli abbia perfetta letizia e piena ricchezza; però che in Dio, che è somma letizia, non cade tristizia né amaritudine. Egli è somma ricchezza, che non viene mai meno; e non v’ha ladri[9] che imbolino.

Adunque io vi prego carissimamente che siate sollecito, questo punto del tempo che n’è rimaso; però che è grande consolazione il vivere bene e virtuosamente. E però vi dissi, io desideravo che fusto vero cavaliere, che non vi volleste mai in dietro, lassando il santo proponimento cominciato; armato delle vere e reali Virtù, appoggiato alla colonna della santa croce, la quale vi difenderà da ogni morsura e molestia di dimonio o di creatura che volesse ritrarvi dalle virtù. Non date orecchio, né crediate a’ consigli delle creature che vi volessero ritrarre del santo proponimento: ma con la confessione,[10] spesso usando con quella compagnia che v’aiti ad avere Dio per Grazia. Non dico più. Bagnate[11] la memoria vostra nel sangue suo. E confortatevi da parte di frate Bartolomeo,[12] e di Neri. Raccomandate loro e me a messer Berenghieri.[13] [p. 178 modifica]Permanete nella santa pace di Dio. Gesù dolce, Gesù amore.

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