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Chapter 103 of 202

XCIX

XCIX. - A Neri di Landoccio de’ Pagliaresi.[1]

Il cuore de’ mondani è angusto all’amore; la mente, cercando il bene falso, trova il contrario. Il giusto non temendo le apparenze del dolore, rinviene consolazioni. Ella accetta Neri in figliuolo.

Al nome di Gesù Cristo crocifisso e di Maria dolce.

A voi, dilettissimo e carissimo fratello e figliuolo mio in Cristo Gesù, io Catarina, serva e schiava de’ [p. 141 modifica]servi di Gesù Cristo, scrivo e confortovi nel prezioso sangue suo; con desiderio di vedervi unito e trasformato e confermato[2] in Cristo Gesù. La qual cosa, figliuolo mio dolcissimo, l’anima non può fare, cioè d’essere conformata con Cristo perfettamente, se al tutto non si stacca dalla conformazione del secolo. Però che il mondo è contrario a Dio, e Dio è contrario al mondo; non hanno veruna conformità insieme. E veramente così è: chè noi vediamo che Dio-Uomo elesse perfetta povertà, ingiurie, strazi, scherni, villanie, fame, sete; spregiò gloria e onore umano; sempre cercò la gloria del Padre e la salute nostra; sempre perseverando con vera e perfetta pazienzia; e non era in lui superbia; ma perfetta umiltà. Oh inestimabile diletta carità, ben fe contrario[3] al secolo! Il secolo cerca gloria e onori, delizie, superbia, impazienzia,[4] avarizia, odio, rancore, e amor proprio di sè medesimo con tanta strettezza di cuore, che non vi cape il prossimo per Dio.[5] Oh quanto s’ingannano gli stolti uomini che sono conformati con questo malvagio secolo! Che volendo onori, sono vituperati; volendo ricchezze, sono poveri, perchè non cercano la vera ricchezza; volendo letizia e delizie, hanno tristizia e amaritudine, perchè sono privati di Dio, che è somma letizia. Non vogliono nè morte nè amaritudine, e cag[p. 142 modifica]giono nella morte e nella amaritudine; vogliono fermezza e stabilità, e dilungarsi dalla pietra viva. Or vedi dunque, carissimo figliuolo, quanta differenzia egli è da Cristo al secolo. E però e’ veri servi di Dio, vedendo che ’l mondo non ha veruna conformità con Cristo, si studiano con ogni sollecitudine di non avere neuna conformità col mondo: anco, si levano con odio e dispiacimento; e diventano amatori di ciò che Dio ama, e non hanno altro desiderio se non di conformarsi con Cristo crocifisso, seguitando sempre le vestigie sue, affocati e innamorati delle vere e reali virtù. E quello che essi veggono che Cristo elesse per se, vogliono per loro: e per contrario ricevono;[6] perocchè, eleggendo povertà e viltà, sono sempre onorati. Eglino hanno pace e diletto, letizia e gaudio ed ogni consolazione, privati d’ogni tristizia. E non me ne maraviglio; però che sono conformati e trasformati[7] con la somma eterna Verità e Bontà di Dio, dove si contiene ogni bene, dove s’adempiono i veri e santi desiderii.

Adunque bene è da seguitarlo, e al tutto levarsi via e tagliarsi[8] da questa tenebrosa vita. Il coltello dell’odio e dispiacimento di voi, e l’amore [p. 143 modifica]puro di Dio ve ne taglierà.[9] Dicovi, figliuolo carissimo, che questo coltello e dispiacimento non potreste avere senza la continua memoria di Dio, singolarmente dell’abbondanzia del sangue del Figliuolo di Dio, che ve ne ha fatto bagno, svenando e aprendo se medesimo con tanto fuoco e ardentissimo amore in sul legno della santa Croce. Or qui acquisterete questo coltello dell’odio; però che per l’odio e dispiacimento del peccato è morto. L’amore il tiene legato: perocchè, come dicono e’ Santi, nè chiovi nè croce era sufficiente a tenerlo, se non fusse il legame della divina Carità.

Or qui voglio che ragguardi e si riposi sempre l’occhio dell’intendimento vostro. Ine troverete e innamorerete delle virtù vere; e troverete una perseveianzia, che nè dimonia nè creatura vi potrà separare da esse virtù, con volontà di soggiogarvi e sottomettervi[10] ad ogni creatura per Dio, con vera e perfetta umiltà. Verravvi in tedio e in abominazione il mondo, e ogni sua operazione, nella memoria di questo sangue; e diventerete gustatore e mangiatore dell’anime: il quale è cibo de’ servi di Dio. E di questo vi prego e consiglio, che sempre vi dilettiate di mangiare. E perchè vi paia d’essere difettuoso, non lassate perciò; perocchè Dio ragguarda più alla buona volontà, che a’ difetti nostri.

Anco vi dico, che nella carità del prossimo fatta per Dio è quello fuoco che purifica l’anima. E acciò che sia ben purificata, aiutate frate Bartolommeo[11] quanto potete, mentre che vi sta, a trar[p. 144 modifica]li[12] delle mani delle dimonia. Se io potessi venirvi aiutare, verrei volentieri; ma non pare che sia stata volontà di Dio. Per ora ci è poco tempo: nondimeno faremo quello che Dio ci farà fare. E sappiate, fratello, che io non ho fatto visibilmente, ma io ho fatto e farò invisibilissime.

Domandastemi, che io vi ricevessi per figliuolo: onde io, poniamochè indegna misera e miserabile sia, v’ho già ricevuto e ricevo con affettuoso amore; e sempre mi obbligo, e obbligherò dinanzi di Dio, d’entrare ricolta[13] per voi d’ogni vostra iniquità commessa o che commetteste. Ma prego vi che adempiate il mio desiderio; cioè che vi conformiate con Cristo crocifisso, levandovi pienamente della conversazione del secolo, siccome detto è di sopra; perocchè in altro modo non potremmo avere la conformità di Cristo. Vestitevi, vestitevi di Cristo crocifisso; però che egli è quello vestimento nuziale che vi darà qui la Grazia, e poi vi porrà alla mensa della vita durabile[14] a mangiare con i veri Gustatori. Non dico più. Permanete nella santa e dolce dilezione di Dio. Benedicete e confortate frate Bartolommeo, e frate Simone[15] in Cristo Gesù.

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XCIX · Letters — Catherine of Siena · The Conscious Library