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The ConsciousLibrary

Chapter 171 of 202

CLXVII

CLXVII. — A Monna Nella, donna che fu di Niccolò Buonconti da Pisa.

Dalla memoria del sangue redentore, l’affetto della gratitudine; e da questo gli altri affetti e abiti virtuosi

Al nome dì Gesù Cristo crocifisso e di Maria dolce.

Carissima madre in Cristo dolce Gesù. Io Catarina, serva e schiava de’ servi di Gesù Cristo, scrivo a voi nel prezioso sangue suo; con desiderio di vedervi bagnata per santo desiderio nel sangue di Cristo crocifisso, nel qual sangue l' anima si purifica da ogni colpa di peccato, e trovavi il caldo della divina carità, vedendo che per amore fu sparto. Onde l'anima s’inebria d’amore, e sente l’odore della pazienzia: e per l'amore che ha trovato nel sangue si spoglia d’ogni amor proprio di sé e porta con mansuetudine ogni avversità e tribolazione del mondo, trapassandole con vera pazienzia. E le prosperità e le delizie del mondo e gli stati e l’amore de’ figliuoli, sì trapassa, con uno vero e santo timore amandole come cosa prestata, e non come cosa sua. E così debbe fare ogni persona che ha in sé ragione.

Facendo così, non offende Dio; e gusta l’arra di vita eterna in questa vita, con una carità fraterna col prossimo suo. E tutto questo trova l’anima nella memoria del sangue. E veramente così è: perocché, mentre che noi terremo a mente con ansietato desiderio il benefizio del sangue, saremo grati e cognoscenti a rendergli il debito dell’affetto della carità e delle vere e reali virtù. Che per altro non offende tanto la creatura, se non perché non ha la memoria del sangue e degli altri benefizi: e però non é grato; non si cura delle virtù. [p. 65 modifica]Adunque, carissima madre, poiché e’ è di tanta necessità la memoria di questo sangue, stringetevi coll’umile e immacolato Agnello, bagnandovi nel sangue dolcissimo suo. Altro non vi dico. Permanete nella santa e dolce dilezione di Dio. Gesù dolce, Gesù amore.

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CLXVII · Letters — Catherine of Siena · The Conscious Library