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The ConsciousLibrary

Chapter 122 of 202

CXVIII

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CXVIII. — A Monna Catarina dello Spedaluccio e a Giovanna di Capo in Siena.

L’obbedienza vince le pene del cuore, l’amore le tenebre della mente. Le conforta dell’assenza sua, coli’ esempio di Maria. Accenna del bene che fa predicando.

Al nome di Gesù Cristo crocifisso e di Maria dolce.

Carissime figliuole in Cristo dolce Gesù. Io Catarina, serva e schiava de’ servi di Gesù Cristo, scrivo a voi nel prezioso sangue suo; con desiderio di vedervi figliuole obbedienti, unite in vera e perfetta carità. La quale obedienzia e amore vi farà smaltire ogni pena e tenebre; perché l’obedienzia tolle quella cosa che ci dà pena; cioè la propria e perversa volontà, che si annega e uccide nella santa e vera obedienzia. Consuma e dissolvesi la tenebra per l’affetto della carità ed unione, perché Dio è vera carità e sommo eterno lume. Chi ha per sua guida questo vero lume, non può errare il cammino. E però io voglio, carissime figliuole, poiché tanto è necessario, che vi studiato di perdere le volontà vostre, e di avere questo lume.

Questa è quella dottrina che sempre mi ricorda che v’é stata data, benché poca n’aviate impresa.[1] [p. 228 modifica]Quello che non è fatto, vi prego, dolcissime figliuole, che ’l facciate. E se voi noi faceste, stareste in continua pena, e terrestevi me miserabile che merito ogni pena.

A noi conviene fare per onore di Dio, come fecero gli Apostoli santi: poiché ebbero ricevuto lo Spirito Santo, si separarono l’uno dall’altro, e da quella dolce madre Maria. Poniamochè sommo diletto loro fusse lo stare insieme, nondimeno essi abbandonarono il diletto proprio, cercarono l’onore di Dio e la salute dell’anime. E, perché Maria gli parta [2] da sé, non tengono, però, che sia diminuito l'amore, né che siano privati dell’affetto di Maria. Questa è la regola che ci conviene pigliare a noi. Grande consolazione so che v’è la mia presenzia: nondimeno, come vere obedienti, dovete voi[3] la consolazione propria, per onore di Dio e salute dell’anime, non cercare; e non dare luogo al dimonio, che vi fa vedere d’essere private dell’affetto e dell’amore ch’io ho all’anime e a’ corpi vostri. Se altrimenti fusse, non sarebbe fondato[4] in voi. E io vi fo certe di questo, che io non v’amo altro che per Dio. E perché pigliate pena tanto disordinata [5]delle cose che si vogliono fare per necessità? Oh come faremo, quando ci converrà fare i gran fatti, quando ne’ piccioli veniamo così meno? Egli ci converrà stare insieme e separati secondo ch’e’ tempi ci verranno. Testé vuole e permette il [p. 229 modifica]nostro dolce Salvatore che noi siamo separati per suo onore.

Voi sete in Siena, e Cecca e la Nonna[6] sono a Monte Pulciano. Frate Bartolomeo[7] e frate Matteo vi saranno e sonovi stati. Alessa e Monna Bruna[8] sono a Monte Giovi[9] di lunga da Monte Pulciano diciotto miglia; e sono con la contessa[10] e con Madonna Isa. Frate Raimondo e frate Tomaso[11] e Monna Tomma e Lisa[12] e io siamo alla Rocca fra’ mascalzoni; e mangiansi tanti dimoni incarnati [13] che frate Tomaso dice che gli duole lo stomaco. E con tutto questo non si può saziare. E più appetiscono; e trovanci lavoro per uno buono prezzo.[14] Pregate [p. 230 modifica]la divina bontà che lor dia grossi e dolci e amari[15] bocconi. Pensate che l’onore di Dio e la salute dell’anime si vede molto dolcemente. Voi non dovete volere altro ne desiderare. Facendo questo, non potete fare cosa che più piaccia alla somma eterna volontà di Dio, e alla mia. Orsù, figliuole mie, cominciate a fare sacrifizio delle volontà vostre a Dio. E non vogliate sempre stare al latte:[16] che ci conviene disponere i denti[17] del desiderio ad ammorsare [18] il pane duro e muffato, se bisognasse. Altro non dico. Legatevi nel legame dolce della carità: a questo mostrerete che voi siate figliuole; e in altro no. Confortatevi in Cristo dolce Gesù. E confortate tutte le altre figliuole....[19] Noi torneremo più tosto che si potrà, secondo che piacerà alla divina bontà. Permanete nella santa e dolce dilezione di Dio. Gesù dolce, Gesù amore.

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CXVIII · Letters — Catherine of Siena · The Conscious Library