Chapter 39 of 202
XXXV
XXXV. - A Frate Niccolò di Ghida, e Frate Giovanni Zerri, e a Frate Niccolò di Jaconiodi Vannuzzo, di Mont’Oliveto[1]
Croce è cattedra d’amore. Chi predica una dottrina di virtù senza fatica, perseguita, non seguita Cristo. Amore coraggioso sia il nostro, o si difenda con l’armo dell’orazione, col coltello della libera volontà. Sia amore schietto, non per paura di pena o speranza di premio. Il monaco non coda alla debolezza di voler mutare Ordine. La sua navicella abbia per vela la carità, per timone l’obbedienza. Sia l’obbedienza con fede, e però non nel malo. Gemina della pazienzia. Esempio d’un debole, disertore doli’ Ordine.
Al nome di Gesù Cristo crocifisso e di Maria dolce.
Carissimi figliuoli in Cristo dolce Gesù. Io Catarina, serva e schiava de’ servi di Gesù Cristo, scrivo a voi nel prezioso sangue suo; con desiderio di vedervi seguitatori dell’umile e immacolato Agnello, il quale ora e’ è rappresentato dalla santa Chiesa in tanta umiltà e mansuetudine, che ogni cuore di creatura ne dovrebbe venire meno, e confondere e spegnere la superbia sua. Questo Parvolo [2] è venuto per insegnarci la via e la dottrina della verità; perchè la via era rotta per lo peccato d’Adam per modo che neuno poteva giugnere al termine di vita eterna. E però Dio Padre, costretto[3] dal fuoco della sua carità, ci mandò il Verbo dell’unico suo Figliuolo, il quale venne come un carro di fuoco, manifestandoci il fuoco dell’amore ineffabile e la misericordia del Padre eterno; insegnandoci la dottrina della verità, e mostrandoci la via dell’amore, la quale noi doviamo tenere. E però disse egli: [p. 160 modifica]«Io son via e verità e vita; chi va per me, non va per le tenebre; ma giugno alla luce». E così è: perocché, chi seguita questa via, in verità, ne riceve vita di Grazia, e va col lume della santissima fede e con esso lume giugno all’eterna visione di Dio. Dove ce l’ha insegnata questa dottrina questo dolce e amoroso Verbo? Su la cattedra della santissima croce. Ed ine ci lavò la faccia dell’anima nostra col prezioso sangue suo. Dico che e’ insegnò la via dell’amore e la dottrina della virtù. Egli ci mostrò in che modo noi doviamo amare, a volere avere la vita. Onde noi siamo tenuti e obligati di seguitarlo: e chi noi seguita per la via delle virtù, essofatto il perseguita col vizio. Onde molti sono che vogliono perseguitare, e non seguitare; e vogliono andare innanzi a lui, ma non dietro a lui, facendo un’altra via di nuovo, cioè, di volere servire a Dio e aver la virtù senza fadiga. Ma ingannati sono; perocché egli è la via. Questi cotali non son forti né perseveranti; anco, vengono meno, e nel tempo della battaglia gittano[4] a terra l’arme, cioè l’arme dell’umile e continua orazione con l'affocata carità, ed il coltello della volontà con che si difende. Il quale ha due tagli, cioè odio del vizio e amore della virtù. E ’l piglia con la mano del libero arbitrio[5], e dallo al nemico suo. Sicché, trattosi l’arme che riparava a’ colpi delle molte tentazioni, molestie dalla carne, e persecuzioni dagli uomini; e dato il coltello, con che si difende [p. 161 modifica]va, rimane vinto e sconfitto;[6] onde non già seguita gloria; anco, vergona e confusione. E tutto gli addiviene perchè non seguita la dottrina del Verbo ma perseguitala,[7] volendo andare per altra via che tenesse egli. Adunque ci convien tenere per lui, e amare schiettamente in verità, non per timore della pena che seguita a colui che non ama, e non per rispetto dell’utilità e del diletto che trova l’anima nell'amore; ma solo perchè il sommo Bene è degno d’essere amato da noi. E però il doviamo amare, se mai utilità non ne avessemo; e se danno non avessemo per non amare, noi doviamo pure amare. Così fece egli; perocché egli ci amò senza essere amato da noi, non per utilità ch’egli potesse ricevere, ne per danno che ne potesse avere non amandoci; perocché egli è lo Dio nostro che non ha bisogno di noi: onde il nostro bene non gli è utile, e il nostro male non gli è danno. Dunque perchè ci amò per sua bontà, così dunque noi il doviamo amare per la bontà sua medesima. E quella utilità che noi non possiamo fare a lui, doviamo fare al prossimo nostro, ed amarlo caritativamente;[8] e non diminuire l’amore verso di lui per alcuna ingiuria che ci facesse, né per sua ingratitudine. Ma doviamo esser costanti e perseveranti nella carità di Dio e del prossimo; perocché così fece questo dolce e amoroso Verbo, che non attendeva ad altro che all’onore del Padre e alla salute nostra; e non al[p. 162 modifica]lento l’andare[9] né di correre all’obbrobriosa morte della croce, per nostra ingratitudine (che ci vedeva spregiatori del sangue), ne per pena nè per obbrobri che si vedeva[10] sostenere. Perchè? perchè il suo fondamento[11] era d’amare noi solo per onore del padre e salute nostra.
Questa dunque è la via che ci ha inseguata, dandoci dottrina d’umilità e d’obedienzia, di pazienzia, di fortezza e di perseveranzia. Perocché egli non lassò il giogo dell’obedienzia che aveva ricevuto dal Padre, né la salute [12] nostra per alcuna pena; ma con tanta pazienzia, che non n’è udito il grido suo per neuna mormorazione. Forte e perseverante infino all’ultimo, che egli rimise la Sposa [13] dell’umana generazione nelle mani del Padre Eterno. Adunque vedete, figliuoli miei, che egli v’ha mostrata la via e insegnata la dottrina. Dovetela seguitare dunque virilmente e senza alcuno timore servile, ma con timore santo, con speranza e fede viva; perocché Dio non vi porrà maggior peso che voi potiate portare. E con questa fede rispondere al dimonio; quando vi mettesse timore nelle menti vostre, dicendo: «le battaglie, e le fadighe dell’Ordine e il giogo dell’obedienzia, tu non lo potrai portare:» e dicendo: «meglio è che tu ti parta, e stia nella carità comune. tu va in [p. 163 modifica]un'altra religione,[14] che ti sia più agevole che questa: e potrai meglio salvare l’anima tua.» Non è da credergli; ma col lume della fede perseverare nello stato vostro infino alla morte. Già sete levati, carissimi figliuoli, dalla bontà di Dio dalla puzza[15] del secolo, e sete entrati nella navicella della santa religione a navigare questo mare tempestoso, sopra le braccia[16] dell’Ordine, e non sopra le vostre, col timone della santa obedienzia; e ritto avete l’arbore della santissima croce. Spiegatevi su la vela della sua ardentissima carità, con la quale vela giuguerete a porto di salute, se voi vi soffierete col vento del santo desiderio, con, odio e dispiacimento di voi, con umile, obediente e continua orazione. Or con questo vento prospero si giunge, e con perseveranzia, al porto di vita eterna.
Ma guardate che ’l timone dell’obedienzia non v’esca delle mani; perocché subito sareste a pericolo di morte. Son certa che se averete spogliato il cuore del proprio amore sensitivo, e in verità vestiti di Cristo crocifisso (cioè d’amare lui schiettamente senza rispetto di pena o di diletto, come detto è); voi il farete stando nella navicella dell’Ordine, ed abbraccerete l’arbore della santissima croce, seguitando le dottrine e le vestigie dell’umile e immacolato Agnello, annegando e uccidendo la vostra propria volontà con obedienzia pronta, che mai [p. 164 modifica]non allenti per alcuna fadiga, o per obedienzia[17] incomportabile; ma sempre obedieuti iufino alla morte. gloriosa virtù, che porti teco l’umilità! Perocché tanto è l’uomo umile quanto obediente, e tanto obediente quanto umile. Il segno di questa obedienzia, che ella sia nel suddito, è la pazienzia; con la quale pazienzia non vorrà recalcitrare alla volontà di Dio ne a quella del prelato suo, guarda[18] già che non gli fusse comandato cosa che fusse offesa di Dio, perocché a questa non debbo obedire; ma a ogni altra cosa sì. Questa virtù non è sola, quand’ella è perfetta nell’anima; anco, é accompagnata con lo lume della fede fondata nell’umilità; perocché altrimenti non sarebbe obediente con la fortezza e con la lunga perseveranzia, e con la gemma preziosa della pazienzia.
Or a questo modo correte per la via dell’amo in verità, tenendo per la via del Verbo unigenito Figliuolo di Dio; e seguiterete la dottrina sua d’essere obedienti, correndo per onore di Dio e per salute vostra e del prossimo all’obbrobriosa morte della croce, cioè con ansietato desiderio di volere sostenere pene in qualunque modo Dio ve le concede, per tentazioni del dimonio, o per molestia del corpo vostro, o per mormorazioni, o per ingiurie che vi facessero le creature; e ogni cosa porterete per amore di Cristo crocifisso infino alla morte. E non venite a tedio per alcuna battaglia che vi venisse; ma ditelo al prelato vostro. E portate vi[p. 165 modifica]rilmente; e conservate la volontà, che non consenta.
A questo modo non ofrondorete, ma riceverete il frutto delle vostre fadighe; e per questo modo seguiterete la Dottrina dell’umile e immacolato Agnello: perocché in altro modo verreste meno, e non perseverereste nello vostro andare, ma ogni movimento vi darebbe[19] a terra. E però vi dissi ch’io desideravo di vedervi seguitatori dell’umile e immacolato Agnello; perchè altra via non ci sapevo vedere. E così è la verità: e chi filtra via cerca, rimane ingannato. Adunque virilmente, carissimi figliuoli, adempite la volontà di Dio in voi, e la promessa che faceste quando vi partiste dalle tenebre del mondo ed entraste alla luce della santa Religione.
Siavi raccomandato Giovanni, che preghiate[20] Dio per lui che ritorni al suo ovile.[21] E pigliate esempio da lui, di umiliarvi: e non tenete[22] la infirmità del cuore. Gesù dolce, Gesù amore.
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