Chapter 109 of 202
CV
CV. — A Fidate Bartolomeo, quando era ad Asciano.
Scritta per la domenica dell’Ulivo. Dell’umiltà gloriosa di Gesù Cristo. Del domare imperiosamente la nostra sensualità. D’un viaggio suo. Parole d’affetto ai discepoli.
Al nome di Gesù Cristo crocifisso e di Maria dolce.
A voi dilettissimo e carissimo figliuolo mio in Cristo Gesù, io Catarina, serva e schiava de’ servi di Dio, scrivo e confortovi nel prezioso sangue suo; con desiderio di vedervi con ardentissimo desiderio e con profonda umiltà e sollecitudine a ricevere il re nostro, che viene a noi umile e mansueto, e siede sopra l’asina. Oh inestimabile diletta Carità, oggi confondi la superbia umana, vedendo che tu, Re de’ re, vieni umiliato sopra la bestia, e cacciato con tanto vituperio.[1] Vergogninsi dunque coloro che cercano gli onori e la gloria del mondo. Levisi, levisi, figliuolo carissimo, il fuoco del santo desiderio, e sia privato d’ogni freddezza; e salga sopra l’asina della nostra umanità,[2] sicchè ella non vada [p. 173 modifica]mai se non secondo che la ragione la guida, e non appetisca se non l’onore di Dio e la salute delle creature. Così voglio che facciate con grande sollecitudine, sentendo il caldo sul[3] calore del re nostro. In questo modo signoreggeremo la nostra sensualità e freddezza con cuore virile; e sarete gustatore del vero e amoroso cibo, il quale il figliuolo di Dio mangiò in su la mensa della santa croce. Questo farete voi e Neri. E fate con sollicitudine ciò che potete fare, dando l’onore a Dio, e la fadiga al prossimo, con fede che lo Spirito Santo farà quello che a voi pare impossibile.
Del venire costà invisibilmente, io ’l fo per continua oratione, a voi e a tutto il popolo; e visibilmente, quando sarà possibile a me di fare, equando Dio vorrà. Dell’andare a Santa Agnesa, non veggo il modo d’andarvi ora per la festa[4] sua, perocchè non ho apparecchiato quello che voleva; se già Dio non provedesse.[5] Se vedete costà l’onore di Dio, non paia[6] fadiga di stare un poco più.[7] Anco, adoperate quello che è di bisogno, con allegrezza; e state con ardente cuore.
Dite a frate Simone, figliuolo mio, in Cristo Gesù, che il figliuolo non teme mai d’andare alla madre; anco, corre a lei, singolarmente quando si vede percuotere, e la madre il riceve in braccio, e tiello al [p. 174 modifica]petto suo, e notricalo.[8] E poniamochè io cattiva madre sia, nondimeno sempre il porterò al petto della carità. Siate sollecito,[9] e non negligente: sì che l’anima mia riceva letizia nel cospetto di Dio. Non ho avuto tempo di scrivergli. Benedicetelo cento migliaia di volte da parte di Cristo Gesù. Permanete nella santa e dolce dilezione di Dio. Alessa, ed io, e Cecca ci mandiamo molto raccomandando. Gesù dolce, Gesù amore.
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